

Il Pane di ieri raccoglie i ricordi dell'autore, Enzo Bianchi, monaco fondatore della Comunità di Bose, sulla propria infanzia e la propria terra, il Monferrato in Piemonte.
Racconta del lavoro della terra, del pane e del vino, della povertà, della vita contadina e paesana, insieme ad alcune riflessioni sulla morte e sulla vecchiaia.

Questo libro è una poesia, è un paesaggio dipinto in un quadro. E' calore, emozione e ricordo. Questo libro è l'abbraccio dolce del passato.
Certo l'autore è un po' troppo critico con il presente ma si sa che il passato suscita sempre tenerezza anche quando è duro perché "gli angoli del presente diventanno curve della memoria" come canta De Gregori o come disse Leopardi in Alla Luna "E pur mi giova la ricordanza...ancor che triste".
E disse anche che "il piacere è sempre passato o futuro, non è mai presente"
Il capitolo sul vino e la vendemmia mi ha molto colpito, da piccola ho avuto la fortuna di partecipare ad un paio di vendemmie in Friuli e leggendo questo capitolo ho sentito il sapore di quei ricordi.
Le parole di questo libro evocano colline di campi di grano e filari di viti, il pane e il vino sono frutto di fatiche ma sono simbolo di vita e condivisione.
DELIZIA, che dolce questa parola come anche il verbo DELIZIARE. Nel vocabolario è spiegato con "intenso piacere fisico o spirituale" ma è una descrizione fredda, la parola delizia mi evoca calore, dolcezza, mi stimola i cinque sensi con raffinatezza.
Il pane, simbolo della natura e insieme della "cultura" dell'agire dell'uomo in armonia con la natura.[...] Il pane esprime il bisogno, ciò che è davvero necessario per vivere. [...]
Il vino bevanda che, bevuta in solitudine ne stordisce l'amarezza solo per accentuarne la tristezza, ma anche bevanda che, gustata nell'intimità di un'amicizia, ne esalta il sapore e ne affina il piacere.
Bevanda esigente, anche, perché richiede a chi la beve lo sforzo di liberarsi dalla schiavitù dell'efficienza esasperata per abbandonarsi alla gratuità senza la quale la vita è priva di sapore.
Lo sforzo che oggi tutti sembrano voler fare per allontanare la morte significa invece imporre al morente di morire "prima" : chi sta per morire è considerato un testimone scomodo della morte che attende tutti.
Il pane di ieri - Enzo Bianchi (2008) - Einaudi
Vi consiglio di vedere l'intervista ad Enzo Bianchi a Che Tempo che Fa di un anno fa. Spiega molto bene il messaggio del libro.
Ho duplicato questo post il 20 dicembre 2010 e ci sono altri commenti!





Grazie per avermi fatto riscoprire un libro che mi ero ripromessa di leggere!
RispondiEliminaE complimenti per il tuo blog.
A presto
E' un piacere.
RispondiEliminaGrazie mille.
A prestissimo!