domenica 26 settembre 2010

Esperienze

Quando ero alle scuole elementari è arrivata una bambina di colore, Lorenda, si è seduta in banco accanto a me e quell'anno è stato bellissimo. Eravamo grandi amiche. Io andavo a casa sua e lei veniva da me. Stavamo veramente bene insieme.
Poi sono arrivate le scuole medie, lei si è trasferita e non l'ho più vista, anche se suo padre è italiano e aveva i nonni qui vicino. Altri tempi.

Quando andavo alle superiori sulla strada che portava alla fermata dell'autobus (la maggior parte delle volte attraversata di corsa...) incrociavo sempre un signore senegalese, ci salutavamo, scambiavamo due chiacchiere, mi incitava sempre a correre per non perdere l'autobus.
Questo signore abita nel mio paese: l'ho rivisto solo dopo...15 anni. Ebbene mi ha riconosciuto e si è spaventato: mi ha rimproverato perché ero troppo ingrassata! Adesso lo incrocio qualche volta e dal suo sguardo capisco che mi devo mettere un po' in regola...

A 19 anni sono stata ricoverata per quindici giorni in ospedale e nella stanza accanto a me c'era una carissima ragazza marocchina, Fatima, mentre in camera con me c'era una signora meravigliosa, di un paese a 15 km da casa mia.
Ci siamo legate tantissimo tutte e tre.
Uscite dall'ospedale ci siamo tenute in contatto per un po' di tempo. Sono andata a casa di entrambe. Fatima abitava vicino, anche il marito era simpatico. Ma io ero giovane, loro già con una famiglia. E così le ho perse di vista entrambe.

Quando mi sono fatta male al ginocchio mio marito ha cercato qualcuno che venisse a fare le pulizie, dopodiché io me ne sono un poco approfittata e ho continuato per circa un anno, anche se dopo un paio di mesi stavo bene e avevo già ampiamente ripreso a lavorare.
Questa signora albanese, Rita, è una persona fantastica. Mi sono affezionata a lei e mi è dispiaciuto tantissimo quando ho dovuto dirle che non poteva più venire perché io avevo perso il lavoro e non intendevo riprendere e quindi le pulizie le avrei fatte io...(per forza!)
Adesso la incontro spesso la mattina quando porto le figlie a scuola in auto perché la strada passa proprio sotto casa sua, e lei esce in quel momento per andare a lavorare, quindi le do sempre un passaggio e chiacchieriamo. Anche mio marito ha conosciuto il suo e hanno passato parecchie ore a parlare bevendo birra. Però mai io ho invitato loro a cena da me e mai loro hanno invitato noi.

Ma di queste storie potrei raccontarne altre mille con nativi italiani. 
Non so se è così anche per tutti voi. Io non riesco a tenere i contatti con tutte le persone che conosco sulla mia strada, nemmeno con quelle che mi interessano e mi piacciono. Anzi spesso frequento persone con cui non ho una grande affinità perché fanno parte della mia vita ed è naturale incontrarle.

5 commenti:

  1. Sono delle storie intense, a mio modo di vedere la vera amicizia va coltivata con cura di giorno in giorno perchè è un tesoro inestimabile....pensaci su e poi vedrai che ti troverai felice e soddisfatta. Ciao

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  2. E' difficile inserire stabilmente nuove persone nela nostra vita, dopo la gioventù. Noto che i figli sono il maggior collante, almeno per me che non ho nè lavoro nè famiglia che contribuiscano ad allargare il mio mondo.
    A me pare che siamo tutti così. Non è bello, ma è la realtà.

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  3. Io ho una serie di persone del passato che ho perso per strada perchè logisticamente non c'era più la possibilità di frequentarci, ma con alcune, davvero importanti, nonostante questo ho continuato ad intrattenere rapporti telefonici o epistolari. Mentre con la maggior parte delle persone conosciute negli ultimi 10 - 15 anni continuo a intrattenere rapporti, più o meno superficiali a seconda del legame, ma sempre arricchenti. Casa mia è abbatanza un porto di mara, ma mi piacerebbe che lo fosse ancora di più. Ovviamente gli amici con la A maiuscola sono pochi, ma la varietà dei legami umani è ampia e ognuno ha un suo valore sta a noi, poi decidere di aprirci agli altri per accoglierli.:)
    giornata bagnata, giornata fortunata ;)
    StefiB

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  4. Ssono d'accordo con Stefi: sta a noi decidere se crogiolarci nella pigrizia od accogliere gli altri aprendo noi stessi e la nostra casa. Costa fatica e ci vuole tempo e pazienza per approfondire una conoscenza. Se già con gli amici si fa fatica a mantenere vivo il rapporto come se fosse una pianta, da curare ed innestare sulla nostra vita, figurati con chi attraversa le nostre vite per caso o per breve tempo! Io ho una cara collega di lavoro che per motivi di studio negli ultimi due anni ho frequentato pochissimo; tuttavia l'ho chiamata e l'ho incontrata facendole capire che se avesse avuto bisogno io c'ero per lei in qualsiasi momento. Ora che i suoi studi stanno finendo ci stiamo riavvicinando. Ho imparato che devi aver cura di chi ami e stimi, non aspettare che la montagna arrivi a te ma muoverti verso di essa se non vuoi perdere persone care con cui ti senti affine. Perdere di vista una vita, un'amicizia è un grande spreco d'umanità.

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  5. E' normale che le strade si incrocino e che poi ci si perda di vista anche se ci dispiace e ci si fanno tante promesse. Come è normale dover sciropparsi la compagnia di persone con cui abbiamo poco a che spartire (i colleghi per esempio). Non abbiamo tempo ed energie sufficienti per andare contro a questo fenomeno. Io, almeno, non ce l'ho.
    Però almeno tra i blog posso fare una selezione ;-)

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