mercoledì 13 gennaio 2010

A scuola vorrei imparare...

Da parecchie settimane (vado molto a rilento, è un argomento difficile e delicato) sto preparando una relazione sui compiti a casa per il gruppo genitori del mio paese.
In questi giorni ho letto i post di Palmy in Mens Sana e altri articoli in rete, riguardo a compiti, homeschooling, unschooling...
Ieri in una cartoleria del mio paese, dove c'era una grossa svendita per ahimé chiusura, abbiamo acquistato un po' di materiale scolastico e c'erano anche dei libri di scuola...mia passione...ne ho acquistati alcuni a pochi euro, tra cui un libro di ARTE per le scuole medie (secondaria di primo grado, scusate). Qualcuno di voi si ricorda si avere studiato arte alle scuole medie ? Nel mio "entourage" nessuno, perché semplicemente la nostra ora di artistica era "Disegno libero!".

Questa lunga premessa per dire che...mia nonna si ricorda tutto di quello che ha studiato a scuola, mia mamma si ricorda tanto, io mi ricordo poco e le mie figlie temo si ricorderanno pochissimo. Perché?
Eppure mia nonna faceva pochissime ore di scuola e molte più vacanze, mia mamma un po' di più, io ancora un po' di più e le mie figlie fanno 30 ore settimanali. Perché?
E ancora: mia nonna aveva pochissimi compiti, mia mamma un po', io abbastanza, le mie figlie molti. Perché?

Perché io se oggi andassi a scuola vorrei imparare a leggere e scrivere benissimo, senza errori grammaticali, vorrei sapere le tabelline e fare i conti a mente, vorrei imparare a disegnare e non solo a colorare delle schede prestampate, vorrei conoscere e amare il paese in cui vivo, la nazione e il mondo, conoscere gli animali, il corpo umano, conoscere qualcosa del mio passato e di quello del mondo...
Vorrei vivere tutto questo. Perché le nozioni che imparo non mi restano che per poco, perché se mi riempio la testa di tante cose, magari in fretta perché siamo indietro con il programma, non mi appassionerò a niente, resterà tutto materia di scuola, un grande calderone in cui buttare tutto.

Vorrei sapere poco. Ma abbastanza perché quello che vorrei dalla scuola e che mi insegnasse l'amore per il sapere.

21 commenti:

  1. Hai ragione da vendere. Un tempo, non si andava alla rincorsa dei programmi Ministeriali. O se lo si doveva fare era tutto molto naturale e tranquillo. Io in verità ho studiato 'Storia dell'Arte' con il mio amato prof. Fiori che ancora ricordo con molto affetto perché é stato lui che mi ha fatto amare Van Gog e l'arte in genere. Aveva allestito una mostra dove aveva appeso un mio quadro. Un bellissimo galeone su un mare in tempesta...
    Occorre amare lo studio, perché il sapere é ciò che rende l'uomo libero. Libero di esprimersi e di sentirsi parte integrante della nostra società.
    by Lilly

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  2. Il discorso sulla scuola è un discorso molto complesso e che parte da lontano.
    È da anni che ormai è in atto un'azione di demonizzazione e demotivazione del corpo insegnante. Tutto è iniziato quando gli insegnanti non hanno più potuto dire 'il ragazzo non studia', ma hanno dovuto dire 'non sono riuscito ad interessare il ragazzo'. La seconda cosa è un atteggiamento che i bravi insegnanti hanno sempre avuto. Però il fatto di non poter dire che ci sono anche persone che nonostante tutti gli sforzi proprio non hanno nessuna voglia di studiare, ha da una parte demotivato i migliori insegnanti, e dall'altra ha finito, agli occhi dei ragazzi e dei genitori, per assolvere tutti gli studenti e colpevolizzare i docenti.
    A questo aggiungi una società in cui non è previsto che per raggiungere un obiettivo ci si debba impegnare, si debba far fatica, e che esiste sempre la possibilità di fallire il bersaglio, e ottieni lo sfacelo della scuola italiana attuale.

    Gli insegnanti migliori si sono stufati di prendere mazzate psicologiche da parte dell'istituzione e da parte dei genitori e degli allievi (e da parte di queste due componenti a volte le mazzate sono state anche fisiche).
    Insomma, hanno uno stipendio da fame e nessuna soddisfazione, ma solo frustrazioni e derisione sociale.

    Non si può pretendere che ci sia una scuola 'seria' quando se uno studente che non fa un tubo tutto l'anno e che poi viene giustamente bocciato, quando questo ti denuncia, vince la causa e viene 'promosso d'ufficio' dal tribunale. Quale esempio e quale insegnamento si da agli altri studenti? quali motivazioni si danno agli insegnanti? quale serietà si da alla scuola?

    C'è da parte di tutte le componenti scolastiche una rincorsa agli obiettivi minimi, e ad abbassarli sempre un po' di più. E tutto questo incoraggiato anche dai vari governi che si sono succeduti.

    La scuola è lo specchio della società, non ci può essere una scuola sana, quando la società non lo è.

    Pace e benedizione
    Julo d.

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  3. Infatti la mia non era una polemica contro chi a scuola ci lavora ma contro chi decide come deve essere questa scuola. Io ho e ho sempre avuto grande stima verso gli insegnanti anche perché ho sempre avuto ottimi esempi.
    Io credo fermamente che un insegnante debba guadagnare più di un medico e valere molto più di tante altre categorie...
    Dopo il genitore è il ruolo più importante in una società civile...

    Mi sta venendo il dubbio che la nostra non sia una società civile perché scuola e famiglia sono le parti meno considerate...Non mi lamento, anzi, faccio del mio meglio perché non sia così.
    -.-

    Grazie Lilly, adoro i tuoi interventi!

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  4. "Mi sta venendo il dubbio che la nostra non sia una società civile"

    Beata te che hai solo un dubbio. Io ho quasi la certezza!

    ;-) ma anche :-(

    Pace e benedizione
    Julo d.

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  5. Credo che le domande che hai esposto qui se le facciano moltissimi genitori, e anche insegnanti. Tra gli insegnanti che conosco ce ne sono ben pochi convinti e contenti della situazione di oggi (Non so ovviamente se é perché sono circondata da persone che tendono di vedere le cose da un certo punto di vista, "critico" appunto, oppure se é perché la faccenda é davvero preoccupante).

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  6. Io condivido pienamente tutto quello che avete già detto. Ricordo che la generazione di mia nonna raramente poteva permettersi gli studi, per cause economiche e sociali; mia madre era una delle pochissime donne laureate nella nostra città ... Voglio dire che queste generazioni vedevano nella cultura e nello studio un mezzo per migliorare il proprio futuro, ma soprattutto un valore da conquistare, con fatica e grossa determinazione (mi parlavano di chilometri a piedi per raggiungere la scuola, sotto qualsiasi condizione climatica, immensi sacrifici economici per avere libri e quaderni ...).
    Mi domando invece se la mia generazione e quella dei miei figli abbia mai inteso lo studio come un valore; o piuttosto lo ha sempre "subito" come una cosa scontata e imposta.

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  7. Sono demoralizzata Sybille e concordo con Emanuela...
    So che è anche colpa nostra, dei genitori, ma spesso mi sento molto sola a "combattere".

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  8. Anch'io mi trovo d'accordo con le vostre riflessioni e aggiungo citando Claudia che in più mi trovo ad assistere ad uno spegnimento delle mie figlie da quando vanno a scuola e questo mi fa molto soffrire.
    Quando non si impara più per il piacere di imparare ma perchè si deve, perchè c'è la verifica, il danno è per metà già fatto.
    Le mie bimbe sono state sempre molto curiose(e per fortuna rimangono delle gran lettrici) ma dopo l'inizio della scuola ho notato l'entusiasmo via via affievolirsi, e non è che abbiano cattive insegnanti,anzi sono abbastanza in gamba, ma in una scuola come la nostra devi avere proprio un gran carisma e una gran cultura per lasciare il segno nei tuoi studenti.
    Se vivessi in un'altra situazione e trovassi chi la pensa come me, avrei già intrapreso l'homeschooling...purtroppo non è così e quello che si cerca di fare a casa sembra una goccia nel mare
    roberta

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  9. Credo che a scuola oggi si pretende di fare troppo ma alla fine non si approfondisce niente. Tutto resta in superficie, appena accennato. Lo riscontro leggendo i testi di scuola di mia figlia, che va in Prima Madia!!! sarebbe forse meglio fare meno ma fare meglio. Se si approfondisce un argomento ti rimane nel tempo. Non se ne va senza lasciare traccia come un'onda nel mare!!!
    Hai accennato ai compiti: io sono contraria ai compiti per casa... Primo perchè non è possibile che i ragazzi passino 5 ore a scuola la mattina e altre 5 sui libri a casa... Ci sono ragazzi veloci e ragazzi lenti (vedi mia figlia!!!) e quando dopo un bel po' di tempo ha finito di fare i compiti scritti (tantissimi davvero!!!) è talmente esausta che non ha più la forza di studiare... A casa, secondo me, si dovrebbe solo studiare e ripetere... e magari fare ricerche o approfondimenti che non si riescono a fare nelle ore di scuola!!!
    Un bacio
    Francesca

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  10. C'è un disamore generale nei confronti della scuola.
    Ma la scuola è opportunità, perché sprecarla ?
    Nella scuola primaria del mio paese c'è la necessità dopo 20 anni di imbiancare gli ambienti...
    Il Comune propone di tagliare per un anno i costi di alcune attività extra per aiutare nel sostenere questo costo...Queste attività extra sono teatro, incontri con esperti, laboratori di cera o argilla etc...Tagliarli per imbiancare...
    Io sono rappresentate di classe alla riunione in cui questo è stato detto eravamo 10 genitori solo io ed un altro abbiamo espresso con forza il nostro disappunto, gli altri COME SEMPRE sono stati zitti.
    Mi capita tantissime volte che i genitori stiano ZITTI, come assenti, come se quello che succede lì, nella scuola, non li interessasse...E parlano invece quando i figli prendono delle note per il comportamento...Alcune mamme volevano convincermi ad andare dalla preside per lamentarsi di un insegnante che aveva scritto una nota di gruppo sul diario invitando i genitori a far riflettere i figli sul loro comportamento a scuola...E questi discorsi fatti davanti ai loro figli!!!

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  11. Anche io sono contraria ai compiti a casa in grande quantità, e non solo io, perché sono molti anche gli psicologi che la pensano così.
    E anche alcuni insegnanti. Sapete che c'è una circolare ministeriale del 1964, mai tolta, che dice che sono vietati i compiti a casa dati l'ultimo giorno di scuola per il giorno dopo il fine settimana, in ogni ordine e grado.

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  12. Sono molto scoraggiata.

    Ho appena saputo che il mio Comune, lo stesso di cui sopra, ha appena ottenuto un finanziamento per rifare il campo di calcio in erba sintetica...

    Mi viene da piangere, altro che trasferirmi nelle Marche...forse è meglio un altro pianeta!

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  13. Approvo in pieno da insegnante e da genitore! Dire qui cosa penso della scuola è impossibie, ho aperto un blog qualche anno fa per dirlo;-)

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  14. Ciao, ho letto i commenti e sono d'accordo soprattutto con Julo e Roberta. E' un discorso molto complesso, cmq sta andando male, come appunto la nostra società al momento. nella mia esperienza personale però più che insegnanti cretini ho trovato molti genitori cretini che non
    educano i figli e si autoassolvono di default.

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  15. a proposito di compiti a casa vi segnalo un libro, Genitori slow, di carl Honorè.
    E' un libro che invita i genitori ad andarci piano quando si tratta di proporre ai figli attività extra,che siano lo sport o il corso di pittura o il fatto di stimolarli molto perchè diventino geni...si parla anche di compiti a casa, si citano ricerche a sostegno della tesi che i compiti a csa non aumentano le prestazioni.
    Io ve lo consiglio, anche se da una parte è confortante vedere che il nostro buon senso ha anche basi scientifiche, dall'altra è piuttosto sconfortante perchè dopo che lo sai non puoi comunque farci niente, il mondo gira in un'altro modo.
    roberta
    P.S. Alchemilla se ti trasferisci nelle marche prima che le bimbe finiscano la scuola dell'obbligo magari mettiamo su una scuola familiare!

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  16. Non sai quanta ragione hai! L'unica cosa che dovrebbe fare la scuola ma che NON FA è insegnare L'AMORE PER IL SAPERE. Sono d'accordo :( purtroppo.

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  17. @x Julo, se ci sei ancora. Ma se tu hai la certezza come fai ad accettare di vivere in questa società?

    Grazie Roberta, l'ho ordinato in biblioteca e mi sarà molto utile per la mia ricerca.

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  18. Roberta, ho mostrato a mia figlia maggiore i post di Sybille in cui racconta il loro homeschooling e a tavola abbiamo parlato di questa cosa che nessuno di noi conosceva...Si sono mostrati tutti molto interessati e lei ha detto che le piacerebbe aggiungendo....
    "MA NON CON TE, PERO'!!!!"

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  19. temo sarebbe anche la risposta delle mie figlie!
    roberta

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  20. Sono daccordo con molte delle cose scritte qui ma aggiungo... La nostra società, non mi sembra dia molto peso alla cultura, tant'è che gli stereotipi che sono davanti agli occhi dei nostri figli sono figure come i partecipanti ai reality, politici sgrammaticati che si azzuffano invece di dialogare, giornalisti spesso sgrammaticati, pure loro.. specialmente se si tratta di congiuntivo...
    passa il messaggio che l'ignorante è un tosto perchè va in televisione e diventa famoso, come dire: "appaio in tV quindi sono". La mia personalissima e opinabile impressione è che la nostra società ci voglia solo pecoroni, così siamo più semplici da "gestire";)
    La scuola dovrebbe essere il fiore all'occhiello di una società che si definisce civile e democratica... c'è da mettere davvero in dubbio se la nostra ancora lo è.
    Da noi per raccogliere un po' di fondi stiamo organizzando una festa dell'istituto comprensivo con lotterie, mercatini e affini.. naturalmente organizzata "sempre dai soliti".
    Una riflessione che possiamo fare, terra a terra, comunque è: Ma se i nostri figli hanno questi esempi come "maestri" Noi che "maestri" abbiamo nella nostra vita? A chi ci rifacciamo? Trasmettiamo qualcosa di questo ai nostri figli?
    Penso che a casa, comunque possiamo fare ancora moltissimo, e non tanto con lo studio quanto con il nostro esempio e il passaggio di "informazioni" come una volta, le nostre nonne raccontavano a figli e nipoti e via dicendo... Oggi raccontiamo ancora? Lancio questa riflessione e auguro a te e a tutti i tuoi lettori una radiosa giornata

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  21. Grazie Stefi, forse l'ho già detto ma da quando ho scoperto i blog ho più speranze, perché ci sono genitori ancora consapevoli del loro ruolo. Grazie a tutti voi!

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