giovedì 4 marzo 2010

C come Compiti a Casa...e come CRISI

Non potevo non citare l'opinione di Crepet riguardo ai compiti a casa.
Opinione che conferma la maggior parte di quelle raccolte finora...e che non mi consola...
"Si delega alla famiglia ciò che la scuola non riesce più a svolgere quotidianamente [...] Nessun operaio della Fiat si porta a casa un tergicristallo da finire: perché un ragazzo deve continuare da solo o con dilettanti (questi siamo noi genitori...ndr) un lavoro non finito ?"
Crepet caldeggia il tempo pieno nella scuola dell'obbligo.
"Se il tempo con i figli è occupato dai compiti verrà sottratto all'attenzione/partecipazione ad altre ugualmente importanti aspetti della loro crescita: il gioco, il dialogo, la narrazione, le confidenze, lo star vicini ad ascoltarsi."
E si chiede perché non ha mai visto nessun genitore protestare sotto il ministero per questo diritto!

"In cinese la parola "crisi" è composta da due ideogrammi, uno significa paura, l'altro opportunità."
Mi sembra affascinante come augurio...
Crepet riporta il discorso di Robert Kennedy nel 1968 che vi riporto con l'entusiamo che sempre mi suscitano le parole di Bob...
"Il Prodotto interno lordo non tiene conto della salute dei nostri figli, della qualità della loro istruzione né dell'allegria dei loro giochi. Non misura la bellezza della nostra poesia o la solidità dei nostri matrimoni. Non pensa a valutare la qualità dei nostri dibattiti politici o l'integrità dei nostri rappresentanti. Non tiene conto del nostro coraggio, della nostra saggezza o della nostra cultura. Non dice nulla della nostra pietà o dell'attaccamento al nostro paese. In breve, il Pil misura tutto, tranne quello che rende la vita degna di essere vissuta."

13 commenti:

  1. E in ebraico "crisi" e "possibilità" si dicono nella stessa maniera.
    Fa riflettere.

    Pace e benedizione

    Julo d.

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  2. Si , la crisi è sempre una possibilità anche quando si riferisce a noi stessi ... quando siamo incrisi stiamo valutando , esaminando , troviamo in noi un percorso da cambiare e lo cambiamo ... così usciamo dalla crisi ... Compiti , si , in questa scuola delle hit parades , dove i bambini vengono incasellati a suon di numeri ... tu sei un nove e tu mi spiace sei solo un sei ... o dove vengono spinti all'eccesso...devi dare di più , di più , di più ... in questa scuola si insegna la geografia ma anche una serie di pesanti condizionamenti che faranno di tanti di quei piccoli dei grandi insoddisfatti che viorranno un dieci sempre ... anche dalla vita.
    Alchemilla , il tuo spazio mi è molto familiare ... Il gabbiano Jonathan Livingstone ... parole che comprendo e che mi suonano come mie... che bello ...torno . Un abbraccio Stefania

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  3. Splendide le parole di Kennedy, che non conoscevo.
    Riguardo al tempo pieno, noi abbiamo avuto un'esperienza disastrosa di un tempo pieno cui seguivano immancabilmente compiti a casa, cosicchè una bimba di 8 anni si trovava a fare più ore di lavoro di un operaio alla catena di montaggio.
    Questo perchè purtroppo, come dici tu, un'insegnante in particolare ha sempre delegato la famiglia a svolgere il suo compito istituzionale. Per questo come ti ho detto recentemente, il passaggio alle medie è stato un enorme cambiare in meglio!
    Grazie per la tua mail, ti rispondo prestissimo!
    DaniVS

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  4. Cosa penso dei compiti a casa lo sai già. Per me sarebbero da abolire!!!
    Le parole di Kennedy sono bellissime. Il PIL non considera affatto il benessere della gente ma solo quanto consumiamo o guadagnamo, e questo non ha nulla a che fare con la felicità.
    Un bacio
    Francesca

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  5. Ciao,
    ti prego non usare la parola "scuola dell'obbligo"! Anche se si usa sempre, peró bisogna iniziare dalle parole, in Italia non esiste l' obbligo scolastico ma l'obbligo di istruzione! So che per la maggiorparte delle persone non cambia perché i loro figli comunque a scuola ci "devono" andare...
    Sui compiti, ovviamente io li abolirei totalmente. La differenza piú grande che mi ricordo fra andare a scuola e lavorare, era quella che quando uscivo dal lavoro ero "libera", non dovevo piú pensarci! (oppure, era una mia libera scelta continuare a pensarci, a fare ricerche o altro)
    Sul tempo pieno, dovrebbe essere una libera scelta. Sono convinta che i bambini hanno grande bisogno di giocare liberamente, di imparare a gestirsi il tempo a secondo delle lore esigenze, e sí, anche ad annoiarsi, di vivere non solo la domenica la "vita di famiglia" e non essere guidati da orari o attivitá costruite in modo artificiale (e includo corsi di ogni genere) tutti i giorni e per tutto il giorno. Poi, ovviamente, puó essere una bella occasione per chi non ha altre alternative oppure per i bambini ai quali le proposte del tempo pieno piacciono; ma non un'obbligo...

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  6. Benvenuta Stefania. Le tue parole mi aiutano a capire che forse non devo soffrire troppo se mia figlia si accontenta...
    E' vero Sybille si inizia dalle parole...
    Il prossimo anno per la scuola media abbiamo scelto il tempo NON pieno!
    Però ti dico sinceramente che se ci fosse una scuola con tutti i pomeriggi dalle 14 alle 16 e poi tornassero a casa senza compiti ma liberi di vivere io sarei molto contenta!
    Certo non come dice DaniVS...quello sarebbe il dramma!

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  7. Quoto tutto e condivido!
    Purtroppo penso che non sia solo il PIL a non prendere in considerazione certe cose. In realtà, almeno in Italia la nostra politica sembra un circolo vizioso di ideologie a servizio di se stesse (o di una sola persona) piuttosto che a servizio della gente.
    I giovani poi.. sembrani essere considerati l'ultima ruota del carro... quando sono considerati...
    Una radiosa gironata
    StefiB

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  8. Io mi ricordo che da bambina i compiti li facevo a casa. Il tempo pieno l'ho fatto poco, e quello sì che sottraeva ore di luce alla mia pelle bambina. I compiti li facevo con mamma, che stava a casa e mi seguiva, non mi pare una cosa così brutta. Sempre che ovviamente uno dei due genitori non lavori e sia libero di seguire come si deve i propri figli, altrimenti sposo ovviamente le parole di Bob Kennedy

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  9. Bellissime le parole di Kennedy...servirebbe qualcuno ai giorni nostri che pronunciasse parole così...:-)

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  10. 'Sto Crepet comincia quasi a piacermi ;-)

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  11. Ho quattro bimbi, ed il più grande quest'anno ha iniziato la prima elementare...per me è stato uno sconvolgimento! Ho scoperto d'aver ricominciato scuola pure io! :)
    Non ho molta esperienza in merito, visto che siamo solo in prima! Però la mia impressione è questa: vanno troppo a rilento! Mio figlio è un bimbo intelligente, ma per certi aspetti è indietro rispetto ad altri bambini della sua età. Legge e conta bene, ma odia scrivere e disegnare...ha poca manualità. Ogni bambino avrà, immagino, i suoi tempi, le cose in cui riesce meglio e quelle in cui stenta...ma non capisco perché le maestre debbano, per aiutare tutti, andare lentissime in tutto! L'effetto è che le schede, gli esercizi risultano monotoni e ripetitivi all'ossesione! In classe sono solo 14, e questo dovrebbe aiutare le maestre a seguirli bene tutti...
    Sono lontanissima dalla soluzione, per ora seguo Giosuè e sto a vedere cosa succede! :)
    Complimenti al blog!
    Gaia da Belluno

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  12. Grazie Gaia ma complimenti a te!
    Quattro figli piccoli e tanta creatività.
    A presto!!!

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  13. Per quanto riguarda la lentezza. E' vero che per qualcuno è noiosa e fa perdere interesse ma per qualcun altro è importante. Sarebbe bello se le maestre riuscissero a diversificare. Ma non ci riescono. Non so perchè.

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