sabato 24 luglio 2010

CHAOS!



E' difficile trovare in rete trailer e film di Coline Serreau, ed alcuni è difficile trovarli in generale.

Tutto ebbe inizio grazie alla segnalazione di un amico che, inspiegabilmente, ho quasi allontanato dalla mia vita. Perché chiedeva troppo ? Perché mi faceva paura il suo entusiasmo per la vita ? Sto andando fuori tema.

Dicevo, tutto ebbe inizio con la segnalazione di un film straordinario "Il pianeta Verde" che non dimenticherò mai, proseguendo poi per un altro film incredibile "La crisi".

Oggi invece ho visto "Chaos" e sono rimasta ancora una volta stupefatta da come Coline Serreau sappia raccontare storie importanti con messaggi onesti e seri, con un pizzico di buon umore che non guasta mai.

Mi è piaciuto moltissimo Chaos e trovo che gli attori siano perfetti.
Vincent Lindon che è presente in tutti i film che ho citato e che ho visto anche in Welcome con quella sua faccia sempre stupita...
La Catherine Frot di "Lezioni di felicità" con quell'innocente dolcezza...
E anche Rachida Brakni che purtroppo non ho ritrovato in altri film visti.

E' una favola moderna, secondo me, Chaos. Una vita difficile che arriva ad un lieto fine: come nella vita si ha la sfortuna di incontrare le persone sbagliate non è mai troppo tardi per incontrare quelle giuste. Basta un po' d'amore sincero per andare avanti.

E poi questo film parla della prostituzione e, sapete, è un tema che mi fa sempre male, a cui non riesco a dare un senso...

Allora approfitto di questo film per trascrivere nel mio blog una lettera, che forse tutti avrete già avuto modo di leggere, scritta da Elvira Dones al nostro dannatamente spiritoso premier. Ecco questa lettera e questo film dovrebbero essere somministrati a dosi massicce a tutti i nati maschi, fin dalla tenerà età...

"Egregio Signor Presidente del Consiglio,
le scrivo su un giornale che lei non legge, eppure qualche parola gliela devo, perché venerdì il suo disinvolto senso dello humor ha toccato persone a me molto care: "le belle ragazze albanesi".
Mentre il premier del mio paese d'origine, Sali Berisha, confermava l'impegno del suo esecutivo nella lotta agli scafisti, lei ha puntualizzato che "per chi porta belle ragazze possiamo fare un'eccezione."
Io quelle "belle ragazze" le ho incontrate, ne ho incontrate a decine, di notte e di giorno, di nascosto dai loro magnaccia, le ho seguite da Garbagnate Milanese fino in Sicilia. Mi hanno raccontato sprazzi delle loro vite violate, strozzate, devastate. A "Stella" i suoi padroni avevano inciso sullo stomaco una parola: puttana. Era una bella ragazza con un difetto: rapita in Albania e trasportata in Italia, si rifiutava di andare sul marciapiede. Dopo un mese di stupri collettivi ad opera di magnaccia albanesi e soci italiani, le toccò piegarsi. Conobbe i marciapiedi del Piemonte, del Lazio, della Liguria, e chissà quanti altri. E' solo allora - tre anni più tardi - che le incisero la sua professione sulla pancia: così, per gioco o per sfizio.


Ai tempi era una bella ragazza, sì. Oggi è solo un rifiuto della società, non si innamorerà mai più, non diventerà mai madre e nonna. Quel puttana sulla pancia le ha cancellato ogni barlume di speranza e di fiducia nell'uomo, il massacro dei clienti e dei protettori le ha distrutto l'utero.


Sulle "belle ragazze" scrissi un romanzo, pubblicato in Italia con il titolo Sole bruciato. Anni più tardi girai un documentario per la tivù svizzera: andai in cerca di un'altra bella ragazza, si chiamava Brunilda, suo padre mi aveva pregato in lacrime di indagare su di lei. Era un padre come tanti altri padri albanesi ai quali erano scomparse le figlie, rapite, mutilate, appese a testa in giù in macellerie dismesse se osavano ribellarsi. Era un padre come lei, Presidente, solo meno fortunato. E ancora oggi il padre di Brunilda non accetta che sua figlia sia morta per sempre, affogata in mare o giustiziata in qualche angolo di periferia. Lui continua a sperare, sogna il miracolo. E' una storia lunga, Presidente... Ma se sapessi di poter contare sulla sua attenzione, le invierei una copia del mio libro, o le spedirei il documentario, o farei volentieri due chiacchiere con lei. Ma l'avviso, signor Presidente: alle battute rispondo, non le ingoio.


In nome di ogni Stella, Bianca, Brunilda e delle loro famiglie queste poche righe gliele dovevo. In questi vent'anni di difficile transizione l'Albania s'è inflitta molte sofferenze e molte ferite con le sue stesse mani, ma nel popolo albanese cresce anche la voglia di poter finalmente camminare a spalle dritte e testa alta. L'Albania non ha più pazienza né comprensione per le umiliazioni gratuite. Credo che se lei la smettesse di considerare i drammi umani come materiale per battutacce da bar a tarda ora, non avrebbe che da guadagnarci.

6 commenti:

  1. Lettera stupenda... peccato che il destinatario probabilmente non la leggerà mai!!!
    Sarà che ultimamente vivo fuori dal mondo ma questa ultima battuta infelice del "nostro" premier me l'ero proprio persa!!!
    Un bacio
    Francesca

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  2. ... e se anche la leggesse non la capirebbe.
    Bellissima.
    DaniVS

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  3. Secondo me capisce anche troppo...forse un giorno scriverò la mia opinione sul successo del nostro spiritoso premier...

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  4. Secondo me capisce anche troppo...forse un giorno scriverò la mia opinione sul successo del nostro spiritoso premier...

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  5. Grazie per il consiglio cinematografico. Non mi sono dimenticata del post, ma è un po' complesso l'argomento, per cui devo raccogliere materiale e così via. Non perdere la speranza!

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