martedì 17 agosto 2010

Pensieri notturni

Una mia foto - La prima che modifico con il computer
Sono le due e mezzo di notte, la notte di ferragosto. Piove, piove fortissimo e c'è il temporale. Quella pioggia rumorosa, scrosciante che, per me, è musica.
Oggi ho terminato di leggere "Cristo si è fermato a Eboli" di Carlo Levi, ho visto anche il film di Francesco Rosi, ho letto recensioni, ho guardato fotografie e le immagini dei suoi dipinti, sono andata anche a rispolverare il libro di lettere delle superiori che ho sempre conservato con cura e affetto.Ho ascoltato poesie e musica lucana.

Mi sento pervasa di un bellissimo sentimento di cultura, di approfondimento, mi sento dentro a questo romanzo, dentro a questa storia e con la voglia di scoprire e vivere questa terra.
Mi piace entrare nelle cose, viverle, sentirle e approfondire. Quando qualcosa mi appassiona ci metto tutta me stessa, non faccio che pensare e parlare di quell'argomento, vorrei che tutto il mondo intorno a me fosse interessato e partecipe delle mie "scoperte".

Però mi pervade anche un senso di inferiorità. Le mie parole sono semplici, le mie recensioni un poco infantili. Leggo testi e articoli su internet che riescono con un linguaggio ricco a spiegare quello che io sono costretta a sintetizzare per mancanza di capacità. Sembra che per qualcuno le parole escano fluide e sempre al posto giusto.

Quando frequentavo le scuole superiori amavo la letteratura con tutta me stessa, avrei davvero voluto continuare a studiare Lettere all'Università.
Adesso quando leggo certi testi e soprattutto la critica letteraria di cui conservo comunque qualche libro, non sempre capisco immediatamente il significato.
Ho passato anni di distacco dalle parole belle e varie, riducendo il mio linguaggio a pochi termini, semplici e ripetitivi.

Non mi sto demoralizzando, sto constatando questa mia incapacità di profonda analisi del testo e soprattutto di   riportare con le parole le emozioni e le reazioni che questo mi suscita.

Inoltre mi piacerebbe ricordare tutto quello che leggo, vorrei che questo si fissasse nella memoria per sempre.
Invece mi dimentico in fretta.
Adoro le persone che parlano di tutti i libri letti con cognizione di causa, si ricordano la trama, i personaggi, gli argomenti.
A me restano solo le emozioni, il resto dopo un po' mi sfugge.
Chissà se sarà così anche con questo "Cristo si è fermato a Eboli" che è entrato così profondamente dentro di me.

5 commenti:

  1. Come ti capisco: dei libri letti, forse troppi, forse troppo in fretta, solo di alcuni ricordo nitidamente la trama ed il titolo. Di pochissimi l'autore.
    Troppi dati per i miei pochi RAM di memoria?
    E l'uso della parola è mestiere: sapresti tu improvvisarti e cucinare come uno chèf, danzare come una prima ballerina, costruire un muro come un capomastro?
    Così è per l'espressione verbale, tutti sappiamo balbettare concetti primitivi, pochi con le parole tessono trine.
    DaniVS

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  2. Sai, l'hai detto anche tu...per troppo tempo hai sintetizzato il tuo vocabolario...già il fatto che hai iniziato a scrivere di questo libro, e delle emozioni che in te ha suscitato, è a buon diritto una recensione, che per altro, a mio avviso, molto bella...Tutto sta nell'iniziare e nel portare avanti il lavoro con costanza; senza nemmeno che te ne accorga arriva la confidenza con il materiale trattato e la praticità si concentra sulle sfumature e sui dettagli. È cosi' per ogni mestiere ed è cosi' anche per la scrittura...il bello è che ad ogni emozione,ad ogni sfumatura di essa, corrisponde una parola, un termine, che la descrive e ne rende a pieno il significato...sono sicura che fra due o tre anni, se continui cosi', ti stupirai di quanto tu sappia rendere magnificamente i tuoi pensieri in forma scritta...Per quanto riguarda i libri e cio' che ne rimane a fine lettura, anch'io molte volte mi soffermo sgomenta a pensare quando mi rendo conto che di un determinato romanzo tutto cio' che mi è rimasto è il ricordo dell'emozione che ha suscitato in me leggerlo ('ah, quello è un romanzo bellissimo, mi ricordo che mi ha fatto piangere...')...ma alla fine, l'importante è che ne sia scaturita un'emozione e che essa si sia fissata nel nostro pensiero. Il resto, concetti, discorsi dettagliati o quant'altro, appena se ne presenta l'occasione, sono sicura che balzano fuori in un discorso che stiamo facendo, perchè, anche se non li ricordiamo nel dettaglio, tutti i libri che leggiamo contribuiscono a creare un pezzetto del nostro modo di pensare, di vedere e di creare la realtà a noi circonstante... Bellissima la foto... un abbraccio Anna

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  3. Lo so che sono in disintossicazione.Solo un quarto d'ora per spiare...che bello trovare questi messaggi.
    Siete i miei angeli custodi.

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  4. Sulla scarsita' di memoria sfondi una porta aperta. Credo che sia un problema molto comune. Secondo me e' inutile recriminare, bisogna solo aiutarsi. Per questo sto usando anobii per ricordarmi i libri che leggo e myfilmtv.it per ricordarmi i film. Per il resto mi rassegno.
    Buona disintossicazione!

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  5. Sono passata a trovarti anche su film tv, sono molto utili le tue recensioni, sintetiche ma efficaci.

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