giovedì 2 settembre 2010

Pochi sanno, pochi vogliono sapere

[Rielaborazione fotografia di Matera by Alchemilla - non inerente al post]

Guardate le statistiche di vendita, consultate Anobii e altri siti di libri, guardate nelle vostre biblioteche.
Ci sono libri interessanti, documentati, approfonditi, frutto di ricerche dettagliate, libri che non hanno paura di andare contro aziende potenti per raccontare al lettore qualche scoperta che può cambiare la vita.
Documenti che possono migliorare e, a volte, salvare questa vita.
Questi libri hanno pochissime vendite.
Prendete un libretto qualunque, di pochissime pagine, scritto da un personaggio che può piacere al pubblico, pubblicizzato con maestria dalla case editrice e notate quante copie vende. E piacerà ai più.

Come quando torna di moda un qualcosa del passato che solo a vederlo ti faceva orrore. Poi iniziano ad indossarlo i primi più audaci e ti stupisce, si diffonde in alcuni negozi ti incuriosisce, arriva alla tua portata e ti piace, non puoi più farne a meno.

Così i libri, i film, i programmi tv, le riviste, i quotidiani. Quello c'è, quello piace a tutti, quello piace anche a te.

Aprire gli occhi, andare oltre, vedere meglio non è, purtroppo, per tutti. E molti proprio non vogliono nemmeno provarci.

Peccato!

9 commenti:

  1. Seguo su sky un canale "Current" che proprone film e documentari, interviste a scrittori e giornalisti che altrimenti non verrebbero ascoltati con la stessa cura del dettaglio e la libertà di espressione che quello spazio fornisce. Saviano, Travaglio, Gore che ha creato questo canale, film passati al Sundance Festival di R.Redford ma poi poco commercializzati e boicottati dai circuiti principali di distribuzione. Trattano di vari argomenti, non sempre di politica. L'obesità in USA ed i fast-food per esempio, la violenza fra gli adolescenti nelle scuole, e "Senza censura" riprese di reportages senza commenti dalle zone calde del mondo. Guerre, repressioni, manifestazioni, criminalità urbana, eventi climatici distruttivi, ti rendi conto che la pubblicità patinata, le informazioni giornalistiche durante i pranzi e le cene che cercano di rassicurare o di farti credere che tutto quello che vedi è lontanissimo da te e dalla tua vita quotidiana. Certi farmaci scoperti e poi ritirati perchè poco convenienti, certi studi interrotti perchè le malattie rare non servono a far guadagnare le ditte farmaceutiche, la memoria mutilata ed interrotta che fa capolino da una notizia in decima pagina. La storia che ripropone gli stessi errori ed orrori facendo affidamento sulla memoria mutilata non permette di vivere e di vedere meglio quello che sta accadendo intorno a noi. Vedere meglio dovrebbe essere una possibilità ricercata da tutti ma non succede e tu ti rendi conto che oltre alla cecità acquisita si tenta di diventare sordi. Aprire gli occhi e la mente costa sacrificio e fatica, ti ripaga sulla distanza e non nell'immediato. Si sta perdendo la voglia ed il bisogno di verità e di cercare, tentare di cambiare noi stessi e la vita che conduciamo per migliorare. Ci accomodiamo su una poltrona e cerchiamo conferme, non vogliamo domande e non pensiamo di cercare risposte. Vorremmo che ci servissero una vita fantastica su un piatto d'oro, senza guadagnarcela e senza faticare per ottenerla. Far parte della maggioranza ci fa sentire sicuri, scegliere di leggere il libro che tutti conoscono è appunto rassicurante. Avere delle idee e dissentire può isolare e far apparire antipatici e strani perfino degli scienziati che lottano per scoprire un nuovo farmaco poco remunerativo per le ditte farmaceutiche. Chissà G.Galilei e Copernico, Pasteur e Darwin cosa hanno pensato quando venivano derisi, minacciati, guardati con sospetto od ironia. Piacere agli altri ed a se stessi, convincere ed essere convinti non si coniuga facilmente con il progresso dell'umanità, non ti pare?

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  2. Dissentire o fare domande, cercare la risoluzione ad un problema senza guadagnare denaro o senza arricchire una ditta farmaceutica, per esempio, con un farmaco che aiuterebbe i pazienti affetti da malattie rare, non è un biglietto da visita per una vita "tranquilla". G.Galilei, Copernico, Darwin e Pasteur, come credi si siano sentiti? Minacciati, derisi, sottovalutati, imprigionati, boicottati, isolati: non hanno mollato la presa, hanno proseguito per la loro strada, si sono fermati un momento per riprendere fiato o per capire dove stavano andando. Noi oggi non siamo in grado neppure di veder morire il nostro gatto in casa: chiamiamo un veterinario oppure peggio ancora deleghiamo una struttura ospedaliera per assistere un nostro caro che non riusciamo neppure a guardare negli occhi prima che muoia, ne a salutarlo tenendogli la mano. Abbiamo paura di vivere e non solo di morire, la verità ci spaventa e chi cerca risposte e vuole vedere, sentire e guardare più a fondo è nella migliore delle ipotesi "strano". Ti stupisci che la gente volti la faccia per non soffermarsi sui nuovi-vecchi orrori della storia odierna? Vedere meglio isola, non si scopre la verità senza faticare o soffrire. Può essere eccitante all'inizio ma in seguito le difficoltà di comunicare aumentano. La pubblicità patinata, le notizie anestetizzate date dai giornali o dalla televisione ci fanno credere, illudere che la guerra, l'orrore antico e nuovo sia lontano dalle nostre case. Non è così: io lavoro in ospedale da anni e vedere meglio per me significa aiutare ed assistere chi soffre e vede soffrire. Basta poco per ribaltare la situazione e aprirsi al futuro che verrà senza nascondersi in un quotidiano privo di senso critico, di pietà, di volontà. Parlano di fine di una civiltà, di un'era, si riempono la bocca con minacce di eventi catastrofici: 2012 e via dicendo. La fine dell'umanità io la sento e la vedo nel quotidiano, per umanità intendo il senso del divenire di un essere. Quando osservo o partecipo ad un piccolo miracolo apro gli occhi e le orecchie per essere testimone di qualcosa che cambierà il mio futuro o quello di qualcun altro. La vita vera non si trova nelle pagine patinate di una rivista, nella televisione, nel sentire comune privo di verità e di memoria storica. L'amarezza non deve paralizzare i nostri piccoli, grandi sforzi e, tante piccole tessere di un mosaico fanno un quadro. Quel quadro a me basterebbe che mia figlia lo vedesse finito, lo completasse insieme a tanti altri. Vedere meglio non è per tutti? Non importa mi sembra già un miracolo che ancora ci sia qualcuno che lo desideri e tenti di andare oltre con il suo sguardo sul mondo. Tu per esempio e chissà quanti ancora!

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  3. Sai Tiziana in questo momento mi ha preso una grande tristezza. Stavo pulendo il bagno e quando faccio i mestieri penso molto e faccio tanti ragionamenti...
    Ecco mi sono sentita tanto sola nei miei pensieri.
    E con poca energia per portarli avanti.
    Magari sono solo stanca o forse mi in fase premestruale, non ho controllato, però adesso non mi sento tanto in forma.

    Comunque sono convinta anche io che sono tanti quelli che vogliono fare qualcosa.

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  4. Mi ha fatto piacere leggere sia il post che il commento di Tiziana...Grazie a tutt'e due

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  5. Beh quanto a libri, a suo tempo mi sono sciroppata tutto "No logo" di Naomi Klein, per fare un esempio. Che ne dici?

    Carina l'espressione "faccio i mestieri". In Toscana diciamo "faccio le faccende".
    Sai una cosa? Per rendere meno deprimenti le faccende mi metto l'auricolare e mi ascolto le mie trasmissioni preferite in podcast.
    Coraggio!

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  6. Artemisia infatti ho visto dal tuo blog l'idea dei podcast.
    E me la sono segnata per quando ricomincia la scuola e posso avere le orecchio occupate perché non c'è nessuno in casa da controllare/ascoltare.

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  7. Dico che di loghi in casa mia ne entrano veramente pochi...anche se ormai quasi tutto è un logo.
    E se non è un logo per cui spendi tanto è un logo per cui spendi poco ma non è etico, etc.etc.etc.
    Meglio comprare il meno possibile.

    Io faccio parte di un GAS e mi trovo benissimo da questo punto di vista.

    Ma restano ancora troppe cose da controllare...

    Sai rimpiango di non aver imparato da mia nonna che ho spesso criticato che non compra niente e ricicla tutto!

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  8. E' tanto che accarezzo l'idea di far parte di un GAS ma mi spaventa l'impiego di tempo (non credo che si possa solo comprare senza dare una mano). Quindi per ora mi limito al mercatino di filiera corta il venerdì, prodotti del commercio equo, mercatino dell'usato per i vestiti, ecc.

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  9. Carissima Artemisia secondo me l'impegno del GAS, almeno per come è organizzato il nostro non è eccessivo, anzi, direi piuttosto limitato.
    Ho quantificato velocemente in 10 ore all'anno, tutto compreso.
    Buttati!

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