lunedì 11 ottobre 2010

S.O.S. Consigli!!!!

Secondo voi sono una pazza se consegno questa lettera alla scuola di mia figlia?


Carissimi insegnanti e gentile signora dirigente,
con questa lettera vorrei  riflettere con voi, serenamente.
Vi regalo con piacere un libro, “I Compiti a Casa” di Philippe Meirieu, che è stato molto illuminante per me e donandolo alla scuola mi auguro possa essere uno spunto anche per voi.

Prima di tutto, mi dichiaro interessata alla scuola.
Ho stima dei professori e fiducia nella dirigente, credo nell’importanza della partecipazione attiva dei genitori ma soprattutto ho a cuore i ragazzi.
La mia speranza più grande è che i nostri figli possano amare la scuola, avere passione all’imparare e al collaborare con la classe e con gli insegnanti.
Ho sentito fortemente il patto educativo presentato dalla dirigente scolastica e di questo vi ringrazio.

Quello che vorrei fare ora è invitare gli insegnanti alla riflessione sul tema dei compiti a casa.
Come potrete vedere dalla bibliografia allegata le mie parole scaturiscono da un’attenta e seria valutazione.
Dalla lettura di questi testi, dalla mia esperienza, per ora limitata alla scuola primaria, dai suggerimenti di altri genitori con figli più grandi e anche da qualche discussione con insegnanti mi è chiaro che i compiti a casa sono un momento molto importante per affrancare le conoscenze e le competenze e non voglio assolutamente mettere in dubbio questo punto.
Sembra, però, anche riscontrato che questa efficacia diminuisca progressivamente con l’aumento del carico.

Le mie parole vogliono solo essere di stimolo per una riflessione comune, mai mi permetterei di giudicare il lavoro di insegnanti che, tra l’altro, non conosco ancora e nemmeno con questa lettera voglio levare la responsabilità ai genitori.

Ho scritto questa lettera durante l’estate, prima ancora di conoscere l’ambiente scuola e vorrei consegnarla ora, ancora presto perché si possa leggerne alcun riferimento personale.

Ho chiesto alla dirigente la possibilità di organizzare un incontro con gli insegnanti in cui ci venga presentato il metodo di lavoro di ciascuno e in cui ci vengano illustrati le modalità e le richieste per il lavoro che i ragazzi dovranno svolgere a casa.
Il fatto di voler essere prima di tutto noi genitori a capire il senso dei compiti a casa credo possa essere molto utile per sostenere, spronare e, a volte, obbligare i nostri figli a mantenere l’impegno.
Senza una profonda comprensione da parte nostra, senza lo stimolo che il confronto con gli insegnanti ci potrà dare in questo senso, aiutare i ragazzi a capire mi sembra più complicato e poco produttivo.

Chiedere di riflettere sulla quantità del carico di compiti non significa non volere impegnarci perché questi vengano fatti.
Ma quello che molti genitori si  augurano è di poter spendere il tempo dopo la scuola non solo per esercizi e studio ma anche per dedicare momenti alla vita di famiglia nella quale trova spazio anche l’applicazione pratica di ciò che si è studiato e imparato a scuola: come una passeggiata a contatto con la natura, visite a mostre e musei, giochi istruttivi, la visione di un film insieme, momenti di condivisione nel paese.
Ma anche spazio libero ai figli per praticare attività sportive, musicali, ricreative che sono importanti per creare quella passione e quel impegno preventivi di molti disagi adolescenziali.
Tempo per poter leggere un libro solo per il piacere di farlo, non come obbligo.
Tempo per condividere con i propri coetanei momenti di divertimento.
Ma spazio anche per il riposo e per quella sana noia da cui nascono le idee.
Con noia e riposo non intendo ore ed ore spese davanti a tv, computer, videogiochi o telefoni cellulari.

Un’altra riflessione è per i compiti assegnati durante i periodi di vacanza, soprattutto quelle brevi o carichi di festività.
In questi momenti sarebbe bello che i nostri figli possano riposarsi per potersi ricaricare per gli impegni che li aspettano al rientro. Qualcuno potrebbe approfondire certi aspetti che lo appassionano mentre altri che sono un po’ insicuri potrebbero approfittarne per rinsaldare alcuni concetti. Tutti, certamente, avrebbero beneficio da un sano riposo e magari dalla possibilità di poter passare più tempo sereno con la propria famiglia.

Se mi consentite avrei da proporvi un’altra riflessione, sempre da profana della scuola secondaria e nata dalla lettura del libro sopraccitato: la possibilità di dedicare una parte di tempo per insegnare ai ragazzi come si “impara ad imparare”.
Purtroppo sappiamo che la scuola ha sempre meno risorse e che gli insegnanti hanno poca voce in capitolo, di questo me ne rammarico come credo ve ne rammarichiate voi.
Ma sarebbe bello riuscire a trovare uno spazio in cui i ragazzi imparino un metodo di studio che sia loro congeniale, che capiscano grazie ai loro insegnanti come rendere più efficaci veloci e amati i compiti a casa. Magari i ragazzi più svelti e organizzati potrebbero insegnare qualche trucco ai loro compagni.

Sono lieta di iniziare questo nuovo viaggio insieme ai nostri figli.
Rinnovo la stima e la disponibilità alla collaborazione, ricordando, prima di tutto a me stessa, di rileggere qualche volta il patto educativo.

Nell’attesa di incontraci personalmente, vi porgo i mie più cordiali saluti.




Bibliografia:

- MISSIONE COMPITI - Gianluca Daffi - Erickson
(vivere questo impegno quotidiano con maggiore serenità e soddisfazione)
- IL PIACERE DI LAVORARE - Giorgio Piccinino -Erickson
(per ritrovare la gioia e il piacere del fare)
- I BAMBINI NON SONO PIGRI - Mel Levine - Mondadori
(Nessuno nasce pigro, la pigrizia non esiste)
- GENITORI SLOW - Carl Honoré - Rizzoli (
(educare senza stress con la filosofia della lentezza)
- I COMPITI A CASA - Philippe Meirieu - Feltrinelli
(a ciascuno il suo ruolo)
- HAI FATTO I COMPITI ?- M.E.Antonioli, M.D. Grande - Armando Editore
(come aiutare i figli)
- LA SCUOLA DI MIO FIGLIO - Paola Di Pietro – RED

- INFANZIA, EDUCAZIONE E NUOVI MEDIA

- …E VINSE LA TARGATURA

Elogio della lentezza: rallentare per vivere meglio

- LA PEDAGOGIA DELLA LUMACA

Per una scuola lenta e solidale


29 commenti:

  1. NOOO. Non dargliela. Sono un'insegnante, so come potrebbero reagire e secondo me peggioreresti la situazione. Hai ragione, anche le mie nipoti alle medie erano piene di compiti e i miei ex alunni che lo scorso anno erano in prima media per le vacanze estive avevano 1500 espressioni da fare! Il problema dei compiti a casa è un problema italiano.
    Hai provato a parlare con i professori? e gli altri genitori che dicono? il rappresentante dei genitori è già stato eletto? Fai in modo che venga fuori che è un problema di tutti o la maggior parte dei ragazzi e non solo di tua figlia.

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  2. Be', io non ho figli. Mia madre era prof in una scuola superiore ed è sempre stata contraria al sovraccarico di compiti. Se siete ancora all'inizio di questa avventura e non sai ancora bene come i prof si stiano comportando, non so se abbia senso consegnarla. Potrebbe essere letta male. In più sono sempre per il parlare faccia a faccia. Lo scritto è fonte di malintesi, per parafrasare il piccolo principe. Buona settimana.

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  3. ad esser sincera concordo con Speranza.... magari prova a parlarne a voce.... la lettera crea una barriera tra te e i professori..... e daresti l'impressione di voler insegnare a loro il lavoro....
    cerca di aver l'appoggio degli altri genitori...

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  4. Sarei onorata e felice di ricevere una lettera del genere, ci fossero più genitori così interessati! Ma non posso dar torto a chi ti consiglia prudenza... la Dirigente come ha risposto alla tua richiesta di riunione? Riesci a coinvolgere altri genitori?

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  5. Da mamma ti rispondo che non sei pazza e condivido TUTTO, però......concordo con chi ti dice che non so come verrebbe accolta!
    Mah.....io aspetterei un pochino...

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  6. Fossi un'insegnante mi farebbe piacere che un genitore si prendesse a cuore la scuola così. Di solito si lamentano perchè i genitori sono assenti e/o indifferenti. Però non sono un'insegnante e quindi mi rimetto al parere di Speranza (potrebbe cioè essere vista come un'interferenza). In ogni caso mi sa che ti eleggono rappresentante di classe al volo :-)

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  7. Bellissima lettera, ma solo pochi illuminati la coglierebbero come segnale di dialogo almeno con un genitore consapevole, e non come un'intromissione nel loro metodo.
    Il fatto di consigliar loro dei libri che insegnino il loro mestiere difficilmente non sarebbe interpretato come offensivo.
    Fatti eleggere, e lavora da quella postazione. Questo il mio pensiero!

    :)

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  8. Boh, sono troppo lontana dal mondo della scuola per poter dare un consiglio. A questo punto, anch'io ascolterei i consigli di chi insegna (e ha commentato a questo post).
    Ci racconti poi come hai deciso, come é proseguita la cosa?
    Nelle nostre scuole (di lingua tedesca) esiste la "Charta degli studenti" cioé una specie di statuto con i diritti degli scolari, dove c'é scritto ad esempio che i compiti non devono essere troppi e non da un giorno all'altro ecc. Ci sono stati alcuni casi dove i genitori, dopo aver fatto presente che la prassi in una scuola o classe non rispettava questi diritti, sono riusciti a cambiare le cose. Se ti interessa il testo é qui:
    http://www.provincia.bz.it/schulamt/schulgremien/landesbeirat-schueler-schuelercharta.asp
    ma é solo in tedesco, dovresti provare una traduzione con google casomai. La Charta é stata deliberata dalla Giunta provinciale nel 2003.
    Se da voi non esiste, forse sarebbe una proposta da portare avanti?

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  9. Meno male che vi ho chiesto un consiglio perché altrimenti l'avrei ingenuamente consegnata...

    Voi dite, prima di fare un passo del genere, aspetta di vedere se ce n'è veramente bisogno...

    Attualmente non è un problema, sono partiti lentamente e anche mia figlia riesce a seguire.
    Per questo volevo farlo ora quando non c'erano motivi personali che mi spingessero a scrivere una lettera del genere. Ma solo una riflessione per "crescere" insieme..

    Però ho capito le vostre ragione ed esperienze e vi ringrazio. Infatti seguirò il vostro consiglio.

    Niente lettera...ma attesa.

    Purtroppo la preside che aveva promesso la riunione di "conoscenza" non l'ha ancora organizzata, contavo di sollecitare a voce.
    Venerdì c'è la riunione per l'elezione dei rappresentanti nella quale conosceremo, finalmente, anche i professori dei nostri figli.
    Ma in un'ora non credo ci sia molto tempo per approfondire questa conoscenza, tra informazioni pratiche e elezioni...

    Per quanto riguarda il "farsi eleggere" non credo ci saranno grossi problemi: i rappresentanti sono 4 per classe e, di solito, non c'è la fila per candidarsi...

    Parlarne con gli altri genitori? E' una lunga storia...

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  10. Ciao "Alchemilla",

    ti parlo da ex alunna... cerco di mettermi nei panni di alunni ed insegnanti.

    Ti dico che, secondo me, e' una buona idea, consegnare questa lettera... in questi tempi di "menefreghismo" e "lasciar correre ogni cosa". Sembra che tu ci tenga al BUON lavoro di insegnanti ed alunni. E' proprio uno stimolo ed una spinta a far meglio il loro lavoro, li metti sull'attenzione. Non sembri disinteressata come molti genitori, e ci tieni che tuo figlio/a impari al meglio!

    Un caro saluto.

    Facci sapere.

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  11. FRANCINA!!! Tra qualche giorno metterò un post di ricerca persone e ci sarebbe stato anche il tuo nome...
    Non sapevo che avessi un blog perché i tuoi vecchi messaggi non avevano collegamenti al tuo blog...
    Mi fa piacere ritrovarti!

    Per quanto riguarda il tuo messaggio: in questo momento mi sento bloccata...Come se l'autunno si fosse impossessato di me!

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  12. Ciao, commento per la prima volta anche se passo di tanto in tanto. Ti confesso che ho lo stesso problema con le insegnanti di mia figlia (V elementare). Avevo scritto una lettera quasi uguale alla tua... ma non l'ho consegnata. Questo perché nonostante tutte le buone intenzioni, è difficile evitare che gli insegnanti abbiano l'impressione che un genitore voglia insegnare loro il mestiere. Forse in un colloquio si riesce ad essere meno approfonditi negli argomenti, ma si mantiene anche una dimensione più "dialogante".
    Io ho provato a dialogare: l'impressione è che in parte abbiano capito, in parte abbiano attribuito il problema solo a mia figlia (che tende ad essere un po' debole di salute, ha frequenti mal di testa...), in parte siano andate dritte per la loro strada. Ma nella classe di mia figlia non c'è alcuna coesione tra i genitori e molti preferiscono le strategie trasversali: meglio fare cento giustificazioni per i compiti non fatti, piuttosto che parlare onestamente con le insegnanti.
    Io le giustificazioni tendo a non farle, ma mia figlia soffre di questa assoluta mancanza di tempo.
    Solo ieri aveva tre pagine di libro da copiare perché alcuni (non tutti) erano stati turbolenti. Assegnate ieri, da consegnare oggi. I bambini escono di scuola alle 16,30, alcuni ieri potevano anche avere delle attività extra-scolastiche. Un vero delirio.

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  13. Questo è quello che io ritengo "incomprensibile".
    Magari queste insegnanti dovrebbero riuscire a spiegare i vantaggi sulla crescita dei ragazzi, sul loro profitto etc etc con questo genere di comportamenti...

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  14. La spiegazione che forniscono a noi è questa: ci sono casi di bambini fortemente indisciplinati, noi non abbiamo altre "armi" di persuasione che i compiti di punizione. Solo che non funzionano, perché anche senza prove potrei scommettere quello che vuoi che i compiti sono stati fatti proprio da quelli che ieri non hanno disturbato. E quelli che hanno disturbato non li hanno, prenderanno la nota, che verrà tranquillamente firmata e fine.
    Mia figlia ne soffre, altri bambini ne soffrono... ma siamo di fronte a un muro. Le insegnanti sono per altro brave per molte altri aspetti, quindi non mi va di farlo diventare un conflitto senza quartiere, e questo non per paura di ripercussioni (come la maggior parte degli altri genitori), ma perché davvero non penso che ai bambini faccia bene vedere che coloro che avrebbero il compito di educarli e istruirli sono in guerra tra loro.

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  15. Concordo.
    Però mi pare che alla fine vinca sempre il peggio.
    Mi spiego: spesso genitori con obiettivi non proprio buoni riescono a vincere su bravi insegnanti pestando i piedi, altre volte genitori che vorrebbero migliorare la scuola fanno silenzio per non rompere un già delicato equilibrio. E vincono questi cattivi comportamenti.

    Succede quindi che una lettera come la mia rischi di essere vista male perché gli insegnanti sono abituati ad essere giudicati (male) senza motivo e solo per "coprire" i propri figli.

    Quella che dovrebbe essere una collaborazione e una profonda comprensione rischia di diventare una battaglia, e quindi, sensatamente, qualche soldato non impugna nemmeno le armi.

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  16. Lettera fantastica! Sono insegnante alle superiori ed una lettera così aiuterebbe a rompere quell'indifferenza e una certa apatia di molti genitori. Ho 2 figli alla scuola primaria, che purtroppo non sta navigando in buone acque. E' compito non solo delle insegnanti, ma anche delle famiglie far funzionare la scuola pubblica, nonostante questa riforma che sta letteralemte ammazzando la ns. scuola. Lavorare sinergicamente in un modo così diretto potrebbe, forse, contrastare il lento decadimento del ns. sistema scolastico. Scusa lo sfogo. Ciaooo Gabry

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  17. Non ho molto fiducia nell'apertura mentale di chi dovrebbe ricevere questa lettera con la quale in linea teorica concordo. Non cercare consensi tra i genitori perché la maggior parte di loro non sa come passare il tempo con i figli senza compiti e poi entra in ansia se i compiti sono pochi perché altrimenti la maestra "non finisce il programma". Non pensare che il dirigente possa dedicarsi a questioni del genere perché in questo momento deve barcamenarsi tra mille problemi più terra terra. Rimangono le insegnanti: prova a parlare con chi efettivamente sovraccarica di compiti e spera di ottenere un alleggerimento.
    Se decidi comunque di consegnare la lettera togli la bibliografia.

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  18. Aspettavo un tuo consiglio Palmy.
    E' arrivato più demoralizzato di quanto mi aspettasi ma capisco che sia ancora più difficile per chi vive dentro ai problemi.

    In questo momento sta andando tutto bene, non c'è sovraccarico di compiti.

    Ripeto che ho scritto questa lettera non per problemi personali ma per una riflessione generale, in tempi non sospetti.

    La bibliografia fa un po' saputella, vero?

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  19. Dimenticavo: la nostra idea di gruppo lettori? Ci buttiamo? Non riesco più a trovare la mail o il commento dove mi dicevi dell'eventuale logo, potremmo riparlarne?

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  20. come sempre, arrivo lunga ma arrivo.. ;)
    Concordo con molti commenti che ti sono stati lasciati. La scuola in questo momento è messa veramente male, e penso che le problematiche che si trovano ad affrontare dirigenti e professori , purtroppo, siano ancora più "elementari" della "semplice" pedagogia...
    alle medie da mio figlio è più di un anno che andiamo avanti col vicario (che ancora non è stato pagato per l'anno scorso), perchè la dirigenza è stata data a un preside di un'altro istituto comprensivo, piuttosto grande (e per fortuna che c'è in alcuni istituti non c'è nemmeno il vicario!).
    Dobbiamo dare la carta per fare le fotocopie, hanno tagliato le co-presenze, non ci sono ore per supplenze, per i laboratori, per il recupero, insegnanti di sostegno, l'alternativa per "alternativa" e tutta un'altra serie di cose che teoricamente dovrebbero essere "scontate" per il funzionamento base di una scuola.
    Ieri ho partecipato al primo CdC al liceo di mia figlia, dove non hanno nemmeno la carta igenica nei bagni e, anche lì, hanno il dirigente di un'altro liceo e tra le altre cose scopro che dopo una decisione sindacale i professori hanno deciso di bloccare le gite scolastiche perchè... ovviamente grazie alla riforma dovrebbero spesarsele da se e pagarsi pure l'assicurazione...
    Io sono già rappresentante alle medie e mi hanno eletto anche alle superiori dove siamo in 2 rappresentanti, alle riunioni su 28 c'erano solo 10 persone (in 1a), un po' difficile parlare di coesione dei genitori eh?!
    Credo comunque che l'unico modo di tentare di far sentire la propria voce è di passare attraverso gli organi ufficiali e "lottare" dall'interno e soprattutto esserci, credo che questo potrebbe motivare anche chi insegna, vedere davvero l'interesse di tutti e non solo dei soliti..
    StefiB

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  21. La lettera è molto bella e io, di primo acchito la consegnerei senz'altro... ma è anche vero che bisogna procedere per gradi.
    In primo luogo occorre parlare con l'insegnante se ci sono problemi di sovraccarico (che fin'ora non ci sono stati); poi magari vedere se anche gli altri genitori sono dello stesso tuo avviso (le crociate solitarie a volte possono solo peggiorare le cose); poi magari sollevare la questione durante una riunione scolastica, quando sono presenti tutte le insegnanti.
    La lettera e il libro possono mal disporre le insegnanti che si potrebbero sentire offese o defraudate del loro ruolo.
    Quindi, ragionando a mente fredda, è meglio se non la consegni... anche se è una lettera che io sottoscrivo in toto!!!
    Poi, se te la senti, puoi anche fare la Giovanna d'Arco della situazione, ma sappi che chi pagherà per te, potrebbe essere tua figlia. E in ogni caso togli la bibliografia!!!
    Un bacio
    Francesca

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  22. La bibliografia potrebbe risultare un po' da saputella e ottenere l'effetto opposto... ma nel frattempo ho avuto un'idea che potrebbe farti aggirare l'ostacolo: perché non presenti la cosa come progetto extracurricolare, aperto ai genitori e agli insegnanti, in cui ti impegnerai a fornire un kit didattico di informazione sull'argomento?

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  23. pensa che nella mia esperienza ho dovuto sempre affrontare il problema opposto, ovvero la mancanza quasi completa dei compiti a casa
    io la lettera non la manderei, aspetterei di vedere com'è la situazione e cercherei di sondare gli altri genitori. se verrai eletta rappresentante potresti parlare in consiglio di classe. Ti auguro solo che i genitori dei compagni di tua figlia siano presenti del mio: ieri alla riunione (l'unica che si fa, durata complessiva 1 ora scarsa) del mio grande (2 liceo, 3 prof cambiati, pni) eravamo in 4 su 25 alunni...

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  24. @Sybille ho letto la Charta (più o meno con il traduttore...).
    Questa e il consiglio di
    @Palmy mi sembrano veramente un'OTTIMA idea da proporre!
    Credo che potrei veramente approfittarne...GRAZIE!!!
    Tra l'altro era da molto che desideravo realizzare un progetto che coinvolgesse i genitori nella scuola.

    Sì, proprio un'ottima idea.

    Ma la realtà?
    @Sì alchemilla mia omonima, venerdì c'è la nostra prima riunione ti dirò i numeri.

    Mi ricordo che lo scorso anno è stato organizzato un percorso su affettività e sessualità e i genitori sono stati coinvolti con due incontri serali: numero degli alunni 100. Numero dei genitori presenti: 20, comprese due coppie.

    Se quando la scuola propone nessuno risponde...

    @Stefy, quando sento queste cose in tv penso siano un po' colorite per impressionare, se le sento da te mi sconvolgono perché sono reali...

    @Unamammabis, sono convinta che debba essere così. Dovremmo riuscire a non demoralizzarci ma non è sempre cosa facile.

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  25. Scusa se non mi sono fatta risentire, ma il mio paese, come racconto nel mio blog, è alluvionato.Oggi ho letto tutti i commenti e le tue riflessioni. La tua bibliografia è interessante e alcuni libri volevo leggerli da un pezzo.
    Per quanto riguarda il tuo obiettivo penso sia giusto e sacrosanto, e si può ottenere con pazienza. Parlando, confrontandosi con genitori e insegnanti. Goccia a goccia, passo dopo passo.
    Non demoralizzarti perchè il tuo intento è giustissimo.

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  26. Spero consegnerai quella lettera e che gli insegnanti comprendano il bisogno di trascorrere il tempo da parte dei bambini e dei loro genitori anche in altre attività che non siano collegate direttamente solo allo studio. Mia figlia in prima media ha lo stesso problema tuttavia cerco di aiutarla senza sostituirmi a lei per darle quel tempo che merita di essere vissuto da entrambe. Ci destreggiamo tra compiti, tavole o schemi da colorare che completo io anche dopo la mezzanotte come i dolletti che aiutavano il ciabattino in una favola......e rubiamo il tempo che ci spetta per vivere e non solo studiare! Brava se riuscirai a fendere la loro corazza costruita dall'orgoglio e dalla superficialità. Se troverai persone umili che ti capiranno ed ascolteranno sarai premiata altrimenti avrai tentato e questo vale qualsiasi umiliazione tu riceva od incomprensione alla meno peggio! In bocca al lupo!

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  27. Ciao Alchemilla.
    Approfitto del tuo post per sfogarmi un po'...posso? :-)
    Insegno in una scuola primaria e, per esperienza, ti sfido a trovare solidarietà tra i genitori sul tema compiti. La qualità dell'insegnamento a volte mi sembra valutata sulla base di quanto una maestra "carica" i bambini.
    "Ah! Finalmente qualcuno che li mette sotto!" "Ah! Copiano lavagnate di roba! Con questa sì che si lavora" "Eh! Sai, noi abbiamo la maestra xyz, oggi non possiamo uscire. Con lei non si scherza, lavoriamo tutto il pomeriggio".
    La didattica è argomento nuovo in Italia, l'idea che costruire concetti richieda tempi diversi dall'assimilare nozioni già pronte, proprio non ci entra in testa...
    Aggiungo una storiella non proprio attinente a questo tema, ma devo proprio dirvela!
    Oggi ho sentito una mamma sul bus vantarsi dell'idea geniale che i genitori hanno suggerito alle maestre dell'asilo: siccome alcuni bimbi tornano in pulmino e le mamme non possono comunicare quotidianamente con le maestre, su richiesta della famiglia, i bimbi monelli vengono spediti a casa con un bel bollo rosso disegnato a pennarello sulla manina.
    Senza parole.
    P.S.: Camilla, la bimba della signora che ho ascoltato in autobus, è attualmente in castigo: ha scoperto che una passata di acqua e sapone prima di mostrare le manine alla mamma funziona benissimo contro il pennarello (ma purtroppo non lava via le idee balenghe!)

    Buona fortuna!!
    G.

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  28. Senza parole è dire poco.

    E questa storia che sono i genitori a volere molti compiti la sto sentendo fin troppe volte ultimamente.Non me ne ero mai resa conto.
    Mi sembra di vivere sulla luna.

    E non voglio più scendere.

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