lunedì 20 dicembre 2010

IL PANE DI IERI di Enzo Bianchi


Il Pane di ieri raccoglie i ricordi dell'autore, Enzo Bianchi, monaco fondatore della Comunità di Bose, sulla propria infanzia e la propria terra, il Monferrato in Piemonte.
Racconta del lavoro della terra, del pane e del vino, della povertà, della vita contadina e paesana, insieme ad alcune riflessioni sulla morte e sulla vecchiaia.


Questo libro è una poesia, è un paesaggio dipinto in un quadro. E' calore, emozione e ricordo. Questo libro è l'abbraccio dolce del passato.

Certo l'autore è un po' troppo critico con il presente ma si sa che il passato suscita sempre tenerezza anche quando è duro perché "gli angoli del presente diventanno curve della memoria" come canta De Gregori o come disse Leopardi in Alla Luna "E pur mi giova la ricordanza...ancor che triste".
E disse anche che "il piacere è sempre passato o futuro, non è mai presente"

Il capitolo sul vino e la vendemmia mi ha molto colpito, da piccola ho avuto la fortuna di partecipare ad un paio di vendemmie in Friuli e leggendo questo capitolo ho sentito il sapore di quei ricordi.
Le parole di questo libro evocano colline di campi di grano e filari di viti, il pane e il vino sono frutto di fatiche ma sono simbolo di vita e condivisione.
Le descrizioni sono così intense ed accurate che ho provato il desiderio di assaggiare la mostarda che normalmente solo il pensiero mi chiude lo stomaco.
DELIZIA, che dolce questa parola come anche il verbo DELIZIARE. Nel vocabolario è spiegato con "intenso piacere fisico o spirituale" ma è una descrizione fredda, la parola delizia mi evoca calore, dolcezza, mi stimola i cinque sensi con raffinatezza.

PAROLE DAL LIBRO:
Il pane, simbolo della natura e insieme della "cultura" dell'agire dell'uomo in armonia con la natura.[...] Il pane esprime il bisogno, ciò che è davvero necessario per vivere. [...]

Accanto al pane del bisogno, al pane che sfama, al pane quotidiano necessario per vivere, il vino della gratuità e della festa: una bevanda non necessaria alla sopravvivenza ma preziosa per la consolazione, la gioia condivisa, l'amicizia ritrovata.
Il vino bevanda che, bevuta in solitudine ne stordisce l'amarezza solo per accentuarne la tristezza, ma anche bevanda che, gustata nell'intimità di un'amicizia, ne esalta il sapore e ne affina il piacere.


Bevanda esigente, anche, perché richiede a chi la beve lo sforzo di liberarsi dalla schiavitù dell'efficienza esasperata per abbandonarsi alla gratuità senza la quale la vita è priva di sapore.



Sulla morte.
Lo sforzo che oggi tutti sembrano voler fare per allontanare la morte significa invece imporre al morente di morire "prima" : chi sta per morire è considerato un testimone scomodo della morte che attende tutti.

Il pane di ieri - Enzo Bianchi (2008) - Einaudi

8 commenti:

  1. Suggerisci sempre degli ottimi libri! Passo per un saluto! Come stai?

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  2. Sai Alchemilla? Questo libro è finalmente arrivato a casa mia la scorsa settimana... mi ci ero imbattuta durante le mie ricerche per la tesi e mi aveva chiamata!
    Lo leggerò pensando anche alle tue parole, grazie! :)
    polepole

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  3. @Polepole, mi "deliziano" le coincidenze!

    @Occhi, sto meglio, l'umore sta risalendo. E tu a Roma tra freddo e guerriglie? Seguo sempre il tuo blog e spero che continuerai con l'entusiasmo e le idee!

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  4. Anni fa ho seguito un dibattito con Enzo Bianchi e ero rimasta colpita dalla forte personalità e dall'orgoglio della sua fede. Grazie della recensione !!! Tantissimi auguri di buone feste !!!!

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  5. Anch'io amo molto Enzo Bianchi, mi è appena arrivato a casa "Lessico della vita interiore". Spero di avere il tempo di leggerlo durante le feste...

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  6. Non mancherò..e se vorrai partecipare alle decorazioni letterarie dell'albero di Natale..sappi che sarai sempre la più che benvenuta!

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  7. non conoscevo, grazie per la recensione, l'ho appena aggiunto alla mia lista dei desideri :)

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  8. Belle queste parole sul vino. Il tempo vuoto, la gratuità delle cose, l'"otium" degli antichi: stiamo perdendo tutto questo in nome di una vaga efficienza. E non sappiamo nemmeno bene dove vogliamo arrivare. Grazie!

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