mercoledì 26 gennaio 2011

Il coraggio di partire (sfogarsi in una settimana di bozze)



Alcune blogger che seguo con affetto stanno parlando di partenze e cambiamenti.
E così raffiora il solito malumore.
Ma vorrei fare un'analisi sincera e profonda di questo mio sentimento.
Mi manca il coraggio di partire.
Perché?
Perché ho paura di togliere sicurezze alle mie figlie, di privarle di una rete di protezione rappresentata dalle nostre famiglie di origine.
Mi spaventa privarle di alcuni affetti che per loro sono profondi e intensi: i due piccoli cuginetti per cui hanno una vera adorazione, le zie e i nonni a cui sono particolarmente legate.
Ma mi frena forse di più pensare di togliere le mie figlie, e un po' anche me, ai miei genitori e, un poco, anche a mia sorella.
Mi preoccupa dover vendere una casa che si trova in mezzo tra mia sorella e i miei genitori che non sopporterebbero di vederla abitata da un estraneo e immagino sarebbero disposti ad indebitarsi per comprarla loro e a quel punto non mi sentirei nemmeno a mio agio a fissare il prezzo di vendita....
Mi condiziona molto il fatto che mio marito abbia un lavoro avviato in cui è bravo e apprezzato, e buttare via anni di fatica per ricominciare mi sembra una cattiveria nei suoi confronti.
Inoltre, con sacrifici e un po' di fortuna, siamo riusciti ad avere qualcosa e, adesso, pochi debiti.
Ricominciare vorrebbe dire stipulare un altro mutuo e vivere ancora per molti anni nell'incertezza.

Probabilmente le motivazioni per partire non sono nemmeno così valide, altrimenti, potrei superare questi freni.
Il paese dove vivo non è così brutto, è circondato da molta natura e posti bellissimi, le scuole sono decenti e non siamo lontano dall'offerta delle grandi città.
Certo c'è un inquinamento che mi infastidisce parecchio, soprattutto quando è causato dall'ignoranza della gente che non rispetta le regole.
E' anche evidente che l'offerta per il tempo libero dei ragazzi dai 10 ai 18 anni è veramente scarsa.
Ma, su questo punto, sono convinta che potrei essere io, in primis, ad attivarmi per migliorarla e quindi non  voglio dare colpe.
Spero di riuscire a trasmettere alle mie figlie la possibilità di divertirsi in tanti modi, non solo nei bar e nelle discoteche.

9 commenti:

  1. Per me e' il contrario...adoro dove vivo e l'inquietudine e' data dalla minaccia di doversi spostare...il lavoro di mio marito e' in pericolo a causa dei tagli del governo Cameron, e se ci sono offerte da qualsiasi altra parte in Scozia dice che dovremmo andare...io qui ho tanti amici e la sua famiglia che adoro. Ma purtroppo e' cosi'...spero solo di non finire tipo nelle Ebridi...
    Inquietudine. ps che sfogo parlarne. Grazie.

    RispondiElimina
  2. La frase di uno scritto Buddista dice così: " Non esistono terre pure o terre pure di per sé. Tutto dipende dalla bontà o dalla malvagità della nostra mente..."
    Il luogo dove siamo in questo momento può essere uno strazio o il posto più bello di questo mondo e questo non per le condizioni esterne ma per le condizioni del nostro cuore. Coltivare la bellezza, la saggezza e il coraggio dentro di noi e poi mettere anche azioni coerenti con queste, possono davvero farci sentire in paradiso anche nel posto più "orrendo".
    A volte si parte, si cambia, per necessità o per volere ma non è detto che si trovi di meglio a meno che non si incominci ad illuminare quel "luogo" che è dentro di se...
    spero di essere riuscita a trasmetterti quello che intendo.
    Una radiosa giornata
    StefiB

    RispondiElimina
  3. Aaah! [sospiro]
    non parliamo di cambiamenti ... io attendo la mia rinascita da ben due anni: a volte la vedo benissimo, altre volte si cela chissà dove, dietro cosa.
    Io ti direi le stesse cose di Stefi, di far luce nel tuo cuore per trovare la strada.
    Un abbraccio e grazie infinite per questo post che mi aiuta a riflettere e a capire.

    RispondiElimina
  4. E partire per un periodo più breve, ma solo tuo? Un mese da qualche parte? Anche io sono molto trapassata dalle tue stesse, identiche, riflessioni.

    RispondiElimina
  5. Ci vogliono due piatti sulla bilancia per poter scegliere...partire per dove? Dove vorresti abitare?

    RispondiElimina
  6. @Lunablu, speriamo...cambiare quando si sta bene in un posto penso sia veramente brutto! Io incrocio le dita per voi!!!

    @Stefi, confesso che ormai quando ho pensieri e dubbi mi chiedo: Chissà cosa mi direbbe Stefi...Da qui a fare veramente tesoro di quello che mi dici ce ne passa, ma intanto il messaggio mi arriva e lavora lentamente dentro di me, poi ogni tanto torno indietro e rileggo i tuoi commenti, per ricordarmi...
    GRAZIE!!!!

    @Ninfa, parlo per modi di dire: hai tutta la vita davanti, va' dove ti porta il cuore!

    @Occhi, cara, come faccio ad "abbandonare" le mie "ragazze" ed un marito stanchissimo dal lavoro?

    @Gaia, Io sogno le Marche. Lì c'è tutto quello che mi piace e le case hanno un prezzo abbordabile. (le guardo spesso su www.monicabruni.org). Nelle ultime tre estati ho poi girato molto per vedere se mi piacesse davvero così tanto...

    Però ultimamente sto riflettendo molto sul "senso della fuga", penso che se partissi avrei la forza, il coraggio, l'energia, per fare quello che non riesco a fare qui.
    Se invece provassi ad applicare qui lo stile di vita che farei là, magari starei bene anche qui oppure capirei che è solo un sogno e nella realtà non è quello che fa per me.

    Mi sento molto "bambina viziata" quando faccio questi discorsi "ad alta voce"!

    RispondiElimina
  7. Partire... mah, se hai le persone che ami così vicine, perché farlo?

    A volte per ricominciare da capo basta ripartire da sé... guarda me: lo sto facendo già ora, non ci avevo ancora pensato ma è proprio questo che sta accadendo! Magari è lì dentro che anche tu puoi trovare quello che non andava... ;)

    In tutti i casi, qualsiasi partenza tu decida di affrontare, ti auguro un buon viaggio e ti assicuro che quello che sto facendo dentro di me è il più incredibile e sorprendente che mi sia capitato di fare!

    Un abbraccio, polepole

    RispondiElimina
  8. Cara Alchemilla, anche questa volta hai toccato un punto dolente per molti (molte?) di noi. Pensa che io è da quando ero al liceo che volevo andare via da Roma. D'estate passavo mesi bellissimi proprio nelle Marche e mi sembrava assurdo che la vita di un adolescente fosse così difficile in una città dove tutti vorrebbero abitare. Bene, dopo tanti, tantissimi anni, e tanti tanti viaggi anche all'estero, ora non ho più molta voglia di scappare. Ci ho messo quasi una vita a crearmi una dimensione che mi vada bene e ora non vorrei proprio muovermi. Ma la vita è strana; e le case qui costano davvero tanto...Mai dire mai. Un abbraccio.

    RispondiElimina
  9. MI aspettavo qualcosa tipo: sogno la Nuova Zelanda! Sogni le Marche? :) Proprio oggi parlavo con un "papà" Che ha 5 figli, l'ultimo di 7 anni a scuola con il mio. Le due figlie maggiori invece se ne sono andate in Nuova Zelanda qualche annetto fa. Una lavora con il suo compagno in una fattoria con 150 mucche, mentre la sorella ha trovato posto in una scuola materna. Per me loro sono un mito di famiglia! Questi genitori hanno qualche anno più di me, ma non tantissimi...e hanno già due figlie che si sono sistemate dall'altra parte del mondo!
    Forse a te basterebbe una casa un po' più immersa nella natura...senza bisogno d'andare troppo lontano...

    RispondiElimina

Iscriviti per ricevere la risposta.