domenica 17 luglio 2011

PICCOLO MONDO ANTICO - Antonio Fogazzaro (1895)

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Siamo negli anni che precedono l'Unità d'Italia, c'è fermento, i patrioti lombardi scalpitano e i "tedesconi" controllano e bloccano chi è contro il governo austriaco. 
Siamo sul Lago di Lugano, in Valsolda in Lombardia, al confine con la Svizzera, tra Castello, Oria e Casarico.
Franco Maironi è figlio orfano di marchesi e vive con la nonna, la Marchesa. Si innamora di una ragazza del popolo, Luisa, orfana di padre che vive con la "santa" madre Teresa che morirà, aiutate dallo zio Piero, uomo retto, generoso, buono e saggio.
Si sposano di nascosto contro il volere della Marchesa e Franco viene diseredato anche se, scopre, nel testamento di suo nonno che non era stato trovato, era lui l'erede. Non vuole utilizzare quel testamento per non infangare il nome di suo padre e di sua nonna.

Luisa e Franco hanno una figlia, Maria, e vivono a Oria in casa dello zio, che li mantiene.
Franco è profondamente religioso, è poeta, musicista, ama e coltiva i fiori.
Luisa è più pratica e molto in lotta con la religione, è razionale.
I due troveranno il coraggio di confrontarsi su questo tema che li manderà in crisi e che è la parte più interessante del romanzo.
A causa di altri meschini sotterfugi della Marchesa lo zio perde il lavoro e Franco è costretto a partire per mantenere la famiglia. Va a Torino dove vivrà i preparativi per la guerra.
Purtroppo una disgrazia li attende: Maria morirà annegata in quel lago che accompagna tutta la storia.
E' un pezzo molto drammatico, toccante, tristissimo.
Luisa e Franco reagiranno in maniera diversa a questa disgrazia.
Franco trova la forza per andare avanti ed arruolarsi per l'Italia. Luisa vivrà nella disperazione, pensando sempre e solo a Maria. Resteranno lontani per parecchi anni.
Grazie all'aiuto dello zio Luisa si incontrerà con suo marito prima che lui parta per la guerra, quest'incontro temuto le darà invece la possibilità di ricominciare a vivere perché dentro di lei, forse, c'è una nuova vita...che sboccia proprio mentre lo zio muore.
Sicuramente melodrammatico con le morti scenografiche ma bello, profondo.

In tutto il romanzo partecipano, fanno da contorno, intervengono a volte con decisione, molti personaggi del paese. Alcuni si muovono per amore di Luisa e Franco e altri remano loro contro.
Il più insopportabile e cattivo è Pasotti, la più disgraziata sua moglie, il più pittoresco è Gilardoni, e via così.

Luisa non capisce la religione di Franco (pag. 181,200). Luisa scrive a Franco:

"Confessa che voialtri credenti amate le vostre credenze anche perché sono un comodo riposo dell'intelletto. Vi adagiate in esse come in un'amaca sospesa in aria per tante fila lavorate dagli uomini, annodate dagli uomini a diversi uncini. Voi vi state bene e se si va tentando, saggiando con la mano anche uno solo di questi fili, ve ne turbate e avete paura che si spezzi, perché poi molto facilmente si spezzerà il suo vicino e dopo questo un altro e tutto il vostro letto fragile rovinerà dall'aria in terra con vostro spavento e dolore. Conosco questo spavento e questo dolore, so che si paga così la compiacenza di camminar poi sul solido..."

Letto Luglio 2011, al mare


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