sabato 20 agosto 2011

IL CALORE DEL SANGUE - Irène Némirovsky (1937)

La vicenda è narrata in prima persona da Sylvestre, detto Silvio, un uomo non più giovane che dopo aver girato per il mondo, si è ritirato nella sua casa nella campagna francese del Morvan.
Molto belle sono le parole di confronto tra la giovinezza e la vecchiaia.
"Un gruppo di persone in età matura emana un senso di imperturbabilità: i loro organismi danno l'impressione di aver digerito tutte le portate pesanti, amare o piccanti della vita, eliminato tutti i veleni, e per dieci o quindici anni essi si ritrovano in uno stato di equilibrio perfetto, di invidiabile salute morale. Sono soddisfatti di sé. Il faticoso e vano lavorio con cui la giovinezza tenta di adattare il mondo ai propri desideri l'hanno già compiuto . Hanno fallito, e ora si riposano. Dopo qualche anno tornerà a invaderli una sorda inquietudine, e stavolta sarà quella della morte: essa altererà i loro gusti in modo imprevedibile, li renderà indifferenti, stravaganti o bisbetici, impenetrabili per le loro famiglie, estranei ai loro figli. Ma tra i quaranta e i sessant'anni queste persone godono un'effimera pace."

Silvio ci parla dei suoi cugini e di alcuni avvenimenti che accadono in quegli anni che si intrecciano a episodi avvenuti nel passato.
Colette è la giovane figlia di Hélène e François che si sposerà con il timido e semplice , Jean da cui avrà presto un figlio. Sembra felice, e vorrebbe essere felice come i genitori, appagati e sereni, ma nasconde la sua insoddisfazione e incappa in una  storia clandestina con un uomo focoso, donnaiolo, Marc Ohnet, che scoperto dal marito di lei, durante uno scontro fisico, arriverà ad uccidere il povero Jean.
Marc ha contemporaneamente una relazione con Brigitte, altra giovane donna sposata ad un uomo molto più anziano di lei. Si amano e progettano di sposarsi alla morte del marito.
(nello scrivere la trama mi sembra una telenovela, ma è raccontata molto bene e nel leggerlo non si ha quest'impressione).
Quando vengono a galla questi segreti, se ne scoprono altri, più antichi e dimenticati, o solo rimossi dai protagonisti. "Il ricordo degli anni passati riaffiorerebbe più spesso, se solo volgessimo lo sguardo verso la sua sublime dolcezza. Invece gli permettiamo di restare sopito in noi, o peggio di morire, di deteriorarsi, tanto che gli slanci di generosità che proviamo a vent'anni in seguito li bolliamo come ingenuità, dabbenaggine...I nostri amori, puri e ardenti, assumo l'aspetto turpe dei piaceri più vili."
Rimossi ma non da tutti: Brigitte infatti porta dentro di sé una grande sofferenza per essere la figlia abbandonata di Hélène che in gioventù ha avuto un'avventura breve ma molto intensa proprio con Silvio. Lei sembra aver cancellato quella passione ma Silvio scrive che fu qualcosa di travolgente, impossibile da cancellare.
"E non sto parlando parlando semplicemente delle esigenze della carne. E' più complicato di così. La carne ci vuol poco a soddisfarla. E' il cuore a essere insaziabile, il cuore che ha bisogno di amare, di disperarsi, di ardere di un fuoco qualunque..."

"Accade così con l'amore. Gli si fanno dei gesti di richiamo, gli si spiana la strada. E l'ondata, così diversa da come ce l'aspettavamo, amara e gelida, si abbatte sul nostro cuore."

Silvio nel consolare Colette per le proprie pene le dice rispetto alla madre che lei ammira appieno "Nessuno merita un'ammirazione così fervida. Così come nessuno merita di essere giudicato in modo troppo sprezzante..."

All'inizio notando un'espressione di Hélène, Silvio dice "un istante soltanto le si contrassero le labbra e il suo volto assunse quell'espressione sorridente e piena di coraggio che le donne usano per celare i loro pensieri più  segreti."

La vicenda con i suoi intrighi è naturalmente avvincente ma sono le riflessioni dell'autrice, per voce di Silvio, a rendere la lettura piacevole e interessante.

Titolo Originale: CHALEUR DU SANGRE

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