lunedì 15 agosto 2011

PENSATECI BENE PRIMA...

Riferendomi al titolo del libro, e adesso del film, citato nel post precedente "Ma come fa a far tutto? Vita impossibile di una mamma che lavora." vorrei confessare che io non ho mai fatto tutto...e non lo faccio nemmeno ora.
Il problema è alla base. Quando una coppia si forma, prima ancora che arrivino i figli, ci si deve abituare a dividere i compiti in base alla propria disponibilità. Accettando naturalmente che gli altri (in questo caso l'uomo...) non facciano le cose esattamente come la donna.
Le coppie che funzionano, da questo punto di vista, sono quelle in cui non si cerca la perfezione.
E quando arriva un bimbo, idem. Molti dei padri (giovani, max 40-45 anni) che conosco si occupano del figlio o dei figli senza problemi. Ma ci sono ancora tantissime donne che non lasciano al marito il tempo di intervenire (si sa che sono più lenti, basta attendere, altrimenti se ne approfittano) oppure che criticano e poi correggono tutto quello che lui fa. E lui se ne approfitta, altroché!

Io non lavoro ma non sono la schiava di mio marito e le mie figlie stanno indifferentemente con entrambi. Io non "devo chiedere a mio marito se mi tiene le figlie". Le figlie non sono mie. E questo accade da quando sono nate.

Ma mettere al mondo un figlio è una scelta di impegno e sacrificio e CAMBIAMENTO. 

PERCHE' E' COSI' DIFFICILE CAPIRE QUESTA COSA?????????????

E' possibile che ci siano ancora uomini e donne che credono di poter far tutto come prima, dopo la nascita di un figlio???

Non mi capacito di questa cosa. L'ho detto mille volte. E lo ripeto. Un figlio è impegnativo a livello pratico per pochissimo tempo...una piccolissima percentuale di una vita. E NOI per quei pochi anni PRETENDIAMO di poter fare tutto quello che facevamo prima?

NON CI STO.

SCEGLIERE, RINUNCIARE, TAGLIARE e.....ASPETTARE, PAZIENTARE, RIMANDARE....

Altrimenti, davvero, non fateli 'sti figli, non è obbligatorio!!!

4 commenti:

  1. ciao Alchemilla

    nelle tipologie di padri non hai però nominato quelli che non amano partecipare (forse per pigrizia e certamente per una desueta forma di patriarcato) al menage familiare. Certamente non si deve parlare di rinunce in quanto nel momento che metti al mondo un figlio è tale la gioia che non vedi a cosa in realtà potresti rinunciare...La tua vita cambia e si rinnova basta trovare nuovi equilibri e non annullare la propria personalità. Loro crescono, fanno presto!
    simonetta

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  2. Hai ragione, non li tengo nemmeno in considerazione quelli...
    Immagino siano ancora troppi...In ogni caso credo che uno si accorga di come è il coniuge prima di fare un figlio. Se si ritrova un coniuge di questo tipo deve sapere quello che l'aspetta...Del resto esistono un sacco di donne veramente in gamba che hanno cresciuto splendidi figli senza l'aiuto di un marito. Diciamo che nel mio ragionamento mi riferivo soprattutto alle donne che non accettano che avere un figlio cambia inevitabilmente la vita...

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  3. Tranquilla: se ne accorgono tutti e ben presto che "non è più come prima"!
    Forse chi ha una nonna a tempo pieno e in casa o chi ha tanti soldi che coi figli ci può stare solo 5 minuti al giorno per fargli pat pat sul capino, ma la gente se ne accorge. Non ti preoccupare.
    L'importante è, come giustamente scrivi tu, delegare al padre la sua sacrosanta fetta di impegno e ritagliarsi sempre uno spaziettino, anche piccolo piccolo, per sé. Viene utile quando i figli crescono e non ti vogliono tra le palle e tu ti devi riappropriare della tua vita.

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  4. Sì, infatti a mio parere, dedicarsi ai figli non significa annullarsi per i figli e poi quando crescono sentirsi inutili...
    Ma neanche considerarli un peso o pretendere di non dover rinunciare a niente e siccome è impossibile, continuare a lamentarsi dando la colpa a tutti fuorché a se stessi...

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