sabato 26 novembre 2011

Cose che nessuno sa - Alessandro D'Avenia (2011)

Margherita ha quattordici anni e sta per iniziare il suo primo anno di superiori. Il padre la rassicura ma poi abbandona la famiglia il giorno prima che inizi la scuola, con un messaggio in segreteria.
Margherita è sconvolta, s'incupisce, non riesce a mangiare e non trova conforto nella madre, sconvolta ma anche presa dagli impegni quotidiani, a cui Margherita dà la colpa di tutto.
A scuola le capitano subito alcuni inconvenienti che la faranno subito apparire strana agli occhi dei più, non a Marta che diventa un'amica fidata e splendida.
Margherita è molto legata alla nonna siciliana e con lei passa molto tempo in cucina, così come il fratellino Andrea, appassionato di disegno.
Due persone contribuiranno a cambiare in meglio la vita di Margherita: Giulio, un ragazzo solo e misterioso che vive in una casa famiglia, è arrabbiato con il mondo ma è anche appassionato e "creativo"; il professore di Italiano e Latino che è innamorato dei libri, vive con e per loro, tutto ciò che dice, pensa, fa è collegato ai libri, anche l'amore per Stella, la sua fidanzata, che lo spaventa perché sembra allontanarlo dalla sua vita di sola letteratura.
Il professore spiegando l'Odissea accenderà in Margherita la voglia di cercare il padre e di partire come Telemaco, spinto da Atena, a cercare Ulisse.

Ad aiutare Margherita in questo viaggio c'è Giulio che, senza patente, guida la macchina della madre di Margherita da Milano a Genova: un viaggio fatto di tappe per assaporare la vita, per conoscersi e purtroppo per incappare in alcuni drammatici eventi (secondo me un po' eccessivi e messi lì a fine educativo...). 
Margherita e Giulio hanno un incidente, non descritto, e Margherita resta in coma per un po' di tempo ma riuscendo a sentire tutto quello che dicono le persone che la accudiscono: come sua madre che l'accarezza come nessun altro, Andrea che le porta un bel disegno e la invita a svegliarsi con tanto candore, la nonna che rivive un dramma terribile vissuto in passato, Giulio che le fa una dichiarazione d'amore, il professore che continua a leggere l'Odissea e capisce che deve responsabilizzarsi e avere il coraggio di amare Stella e suo padre che si confessa...Il padre di Margherita ha lasciato la famiglia perché innamorato di un'altra donna che l'ha fatto sentire rinato, vinto com'era dalle abitudini e dalla quotidianità.
Il libro termina cinque anni dopo: Margherita è sopravvissuta con qualche disagio fisico, sta ancora con Giulio, è sempre grande amica di Marta, il padre e la madre sono tornati insieme, lei ha saputo perdonare e lui ha saputo innamorarsi ancora (???), la nonna è morta e loro sono in Sicilia nella sua vecchia casa dove scoprono il suo segreto. Questo segreto mi ha fatto piangere come se questo libro fosse stato scritto per me. E' stata una sberla in piena faccia, qualcosa che assomiglia a un mio dolore e che per fortuna non è andato nello stesso modo.
Margherita significa perla e con questo l'autore gioca lungo tutto il romanzo: perché la perla si forma a causa degli attacchi del predatore.

Mi sono piaciute particolarmente le seguenti scene (scene...sì!Ci vedo un film tratto anche da questo libro...).

La scena della visita di Margherita a casa della famiglia di Marta: una famiglia fantastica!
"In quella famiglia la televisione non serviva: durante i pasti c'era sempre qualcuno che aveva da raccontare, litigare, ridere, piangere. Non servivano rumori di sottofondo a riempire i vuoti. Tutti erano costretti ad ascoltare e a guardare il mondo con gli occhi degli altri."
La lettura dell'Odissea al parco è veramente entusiasmante, tutti gli studenti sognano un momento del genere...
"I Greci facevano scuola così: all'aperto. Osservando, ascoltando, annusando, toccando e cercando di rispondere alle domande che le cose suscitavano o i loro maestri ponevano..."
"Era come fare vacanza mentre si era a scuola."
"Sentì la paura di Telemaco e la sua speranza. Sentì il ragazzo entrarle nella pelle."
L'abbraccio all'albero di Marta è qualcosa che ho provato anche io, grazie all'invito di alcune amiche...
"Sentì trapelare dalla superficie della pelle il senso profondo della vita che aveva toccato."
Molto suggestiva anche la lettura dell'Odissea in classe.
"Il professore le fissò entrambe e vide le due reazioni possibili di fronte alla bellezza: la gioia e il dolore. Chi è a casa, chi ne ha nostalgia. Sorrise a entrambe e crollò sulla sedia, stremato, consapevole di aver seminato la sete di ciò che è grande, di aver risparmiato a quei due cuori e a quelle teste molte banalità."

4 commenti:

  1. Pare un libro molto triste, nel senso che mette molta tristezza.

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  2. E'un libro bellissimo che suscita tanti sentimenti contrastanti e fa venir voglia di leggere di tutto! Tu hai colto ciò che da senso a certi aspetti della vita,ma l'autore da spunto per molti altri,non trovi?

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  3. Sì, è veramente ricco di spunti!

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  4. Come l'amore dopo un litigio, così il sorriso dopo un pianto è lo spettacolo migliore che una donna sappia mettere in scena."


    :)

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