mercoledì 14 dicembre 2011

Into the wild

Penso sia uno dei film più belli che abbia mai visto: le immagini, la colonna sonora, Emile Hirsh rendono tutto così reale e intenso che non si può rimanere indifferenti.
Credo che Christopher McCandless fosse un ragazzo speciale perchè in tutti coloro che ha incontrato ha lasciato un segno indelebile.
Non sono convinta che la sua fosse una fuga ma una ricerca. Aveva 22 anni quando è partito. Il mio primo pensiero nel vedere il film è stato che mi renderebbe felice se le mie figlie potessero fare un'esperienza così intensa e pura, a quell'età.
Certo un film è sempre una parte della storia e quindi una parte della verità.
"Alexander Supertramp" affronta ogni attimo di questa "avventura" con quella che chiamarei un'innocente maturità.
L'impegno nel lavoro per guadagnare solo i soldi necessari per andare avanti, l'attenzione agli altri, quel "rischiarare" per un attimo la vita delle persone che ha conosciuto, il rispetto profondo nei confronti di Tracy Tatro, la dolcezza per Jan Burres e quel irriverente incoraggiamento nei confronti di Ron Franz, nonchè l'amore profondo che sua sorella aveva per lui: tutti questi aspetti rendono l'immagine di Christopher-Alexander limpida e autentica.
E diventa ancora più triste il fatto che i suoi genitori non si siano accorti del favoloso figlio che avevano, troppo presi dal voler sostituire l'amore con le cose, atteggiamento che è molto comune a tutti noi. Sia che siamo ricchi, sia che siamo poveri, ci costa meno lavorare molte ore per dare ai nostri figli qualcosa, piuttosto che spendere il tempo per amarli incondizionatamente.
Ma non credo che la spinta a partire sia stata "colpa" dei genitori. Lui era troppo sensibile e migliore per adeguarsi alla vita che gli si prospettava.
Partire era vivere, restare era sopravvivere.

Vorrei terminare il mio commento con una nota nei confronti di chi ha messo il divieto ai minori di 14 anni. Credo di aver visto film talmente stupidi, violenti e espliciti che meritavano un visto di censura e non l'avevamo. E per fortuna non mi affido facilmente ai giudizi altrui, e scelgo cosa vedere insieme alle mie figlie. Questo film è molto più adatto di tanti film definiti "per tutti"!


Mi chiedo anche quanti momenti di sconforto, quanta solitudine ma quanta consapevolezza avrà avuto questo ragazzo in tutto quel tempo passato da solo immerso nella natura.
Ed è veramente disperata l'ultima frase che ha scritto...La felicità è reale solo se viene condivisa


Dopo aver visto il film ho letto anche il libro che sviscera la vicenda molto a fondo ma credo non si saprà mai la verità.

Anche questo post fa parte di un rispolvero di post scritti tanto tempo fa da altre parti, post che mi dispiaceva perdere e con piacere trascrivo qui.

14 commenti:

  1. Sono d'accordo su tutta la linea: il film, vietato ai 14 anni quando altri film, inutilmente truculenti, li si lascia vedere tranquillamente (per non parlare di certe immagini e racconti dettagliati dei telegiornali...). Il ragazzo speciale che era Alexander. Il fatto che troppo spesso confondiamo la felicità con l'avere cose piuttosto che tempo. Però il film mi ha lasciato con un nervoso terribile! Il ragazzo certo non voleva morire, ma si è comportato in modo così sconsiderato, accidentaccio!

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  2. Io ho solo letto il libro. Come te mi ha entusiasmato l'entusiasmo per il desiderio di Vivere la sua vita, vera, semplice, il suo forte desiderio di ricerca (anche per me non è stata una fuga). Nello stesso tempo però ho provato un disappunto per la leggerezza con cui pare si sia buttato in quell'avventura, senza un minimo di equipaggiamento, di attrezzatura, di consapevolezza nella rigidità del clima e della natura in quei luoghi tanto estremi.
    Penso anche io che sia un libro/film che vorrei far conoscere ai miei figli, vorrei solo aspettare un po' perchè potessero cogliere, altre all'aspetto avventuroso, anche la profondità delle motivazioni che hanno spinto questo ragazzo in una simile avventura e ricerca.
    Buona giornata

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  3. un film speciale, dalla regia, alla fotografia, la colonna sonora spettacolare, e l'interpretazione assolutamente perfetta. Emile Hirsh è azzeccato per il personaggio. Mi è piaciuto molto. sono d'accordo, tante puttanate accessibili e un film che merita vietato ai minori, mah!

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  4. E' un film davvero molto intenso e radicale. Le colonne solone e la fotografia sono davvero da mozzare il fiato. La ricerca del senso è una ricerca dell'anima che tocca tutti, prima o poi. Chi accetta di partire... vive la sua stessa esperienza, per quanto radicale possa sembrare.

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  5. Adoro quel film! Certo che una famiglia disturbata come quella un po' di voglia di scappare te la fa venire. Forse, da lì, un po' moralistico, il divieto ai 14 anni.

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  6. Ho adorato questo film e non sapevo fosse vietato ai minori di 14 anni... Mi sembra un'assurdità!!!
    Scrissi nel 2008 un lungo post su questo film... Uno dei più belli visti fin'ora!!! E anche il libro è notevole, ma forse un po' troppo dettagliato. Ho preferito il film, questa volta, cosa che mi accade di rado. Penn è stato bravissimo a rendere lo spirito di Chris.

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  7. Che bello condividere la passione per questo film! I vostri commenti mi hanno fatto veramente piacere.

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  8. Il tema del viaggio e di colui che viaggia sono sempre stati un punto importante della letteratura di ogni tempo visto come metafora della vita. Non ho visto il film ma avevo letto alcuni anni fa il libro di Krakauer rimanendone piacevolmente coinvolta: il protagonista, se ben ricordo,riassumeva tutti i caratteri e le connotazioni non solo del viaggiatore ma anche della ricerca di sé e dell’anticonformismo che portano alla ribellione da cui dovrebbe nascere una nuova persona. Ma come il libro e il film insegnano nelle terre sconfinate si può espletare il proprio viaggio interiore ma si può anche morire.
    Pur non avendo visto il film e non potendo quindi pronunciarmi sulle scene credo che la tematica possa veicolare degli insegnamenti preziosi ed è un peccato il divieto ai minori di 14 anni.

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  9. Anche per me è tra i film preferiti, e anch'io, stranamente, stavolta ho preferito il film al libro. A me ha dato anche questo messaggio: per immergersi nella natura, non bastano zaini, attrezzature, libri di sopravvivenza, ma è fondamentale essere in piena sintonia con essa. E questa sintonia che secoli fa era ovvia, oggi è difficile da ritrovare.
    Bellissima anche la colonna sonora!

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  10. Non ricordo come sono finita nel tuo blog, però mi piace...ricordando questo bellissimo film ripenso a mia sorella, che l'ha riguardato un centinaio di volte e che ama ripetermi: we walk into the wild...

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  11. complimenti posti meravigliosi complimenti per il post mi sono aggiunta se ti va passa

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  12. Me ne sono accorta adesso... Guarda nel mio ultimo post, nella prima fotografia. Che libro c'è proprio nel mezzo???
    Un bacio
    Francesca

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  13. quanto ho pianto!!!
    bellissimo film, da trasmettere nelle scuole...
    simonetta

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  14. @Benvenute! Sono felice di avere nuove lettrici!

    @Anche io ho preferito il film questa volta ma forse anche perché il libro è più una raccolta di informazioni e una ricerca mentre il film è più poetico.

    @Anche mio fratello, che ha 20 anni, l'ha visto mille volte!!!

    @Scusate la latitanza in questi giorni in questa casa girano virus a go-go che non hanno intenzione di andarsene....

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