sabato 7 gennaio 2012

Il libraio - Régis de Sà Moreira (2004 - Italia 2011)

Probabilmente questo libro non è arrivato fra le mie mani nel momento giusto perché, a parte la bella copertina e qualche parola, non mi ha lasciato altro che sbigottimento per lo stile assurdo e per la storia surreale in cui non ho trovato magia, poesia o emozioni.
Ci sono molte recensioni positive de "Il libraio" di Régis de Sà Moreira ma davvero io non mi ci sono ritrovata, se non in queste frasi:

"Non appena apriva un libro, si sentiva felice.O, per lo meno, si sentiva bene.Era quasi una gioia infantile.Ma anche una debolezza.Aveva l'impressione che qualcuno si occupasse di lui, che qualcuno si prendesse cura di lui.Per dirla tutta, quando il libraio leggeva un libro aveva l'impressione di essere amato."

Per farvi capire lo stile di questo libro ecco questa frase che ben lo rappresenta: "Il libraio non lasciava mai la sua libreria perché questa non chiudeva o, forse era la libreria del libraio che non chiudeva perché lui non la lasciava mai."; si trattava di meno di cento pagine effettive e quindi sono riuscita a portarlo a termine, anche se mi spiace sempre quando un libro non mi è piace e mi chiedo sempre se leggendolo in un altro momento l'avrei potuto apprezzare.

Un libraio solo: i numerosi fratelli sono sparsi per il mondo, le amicizie sono tutte finite male e tre donne nella sua vita gli hanno spezzato il cuore, lui vive solo nella e per la sua libreria, legge tantissimo, sempre e beve tisane. Nella sua libreria entra gente stranissima che raramente compra libri.

9 commenti:

  1. Effettivamente la seconda frase che hai citato è abbastanza confusionaria... Peccato, l'idea di fondo sembra interessante e anch'io ne avevo sentito parlare abbastanza bene. Magari è anche un problema di traduzione, ma se è così tutto il libro allora ne dubito...

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  2. Non sono contenta quando non mi piace un libro e penso sempre sia "colpa" mia...Di questo libro ci sono tantissime recensioni positive...mi resterà sempre il dubbio di averlo letto nel giorno sbagliato...Ma non importa nei "diritti dei lettori" c'è anche che il libro non piaccia!

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  3. Anche a me dispiace quando un libro, soprattutto quando è piaciuto a persone di cui mi fido, non piace. Allora adotto questa tecnica: lo riprendo dopo un po' di tempo (anche qualche anno). Se non mi piace ancora, allora proprio non va. A volte invece scopro che mi piace (ad esempio così è accaduto con 'Cent'anni di solitudine').

    Comunque ho scoperto con dispiacere che le traduzioni sono sempre meno curate, sempre più buttate li e a volte incomprensibili (o comprensibili solo se si conosce un po' la lingua originale, e allora a volte si riesce a ricostruire il senso della frase)

    Pace e benedizione
    Julo d.

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  4. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  5. Sempre più o meno su questo argomento ti segnalo "Fuori catalogo: storie di libri e librerie" di Rocco Pinto, Editore: Voland.

    Almeno qui non ci sono problemi di traduzione :-)

    Pace e benedizione
    Julo d.

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  6. Io l'avevo letto in francese, poi l'ho letto in italiano e mi pare che sia stato tradotto davvero benissimo (e non era facile, secondo me), non ho trovato nemmeno un refuso. Secondo me, non è nelle tue corde l'autore, nulla di grave.

    Lisa

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  7. "A metà giornata, quando non aveva più nemmeno la forza di leggere, il libraio, a occhi aperti, sognava.
    E quando sognava, sognava di leggere."

    @Leggivendola, secondo me ti piacerebbe :)

    Lisa

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  8. Hai ragione Lisa, non me ne devo fare una colpa...

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  9. Ci mancherebbe che non ci fossero libri che non amiamo...non sarebbe credibile. Credo che si amino quelli che più si avvicinano al nostro sentire, quelli che, per parafrasare il tuo protagonista, ci danno l'impressione di essere amati.

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