martedì 17 aprile 2012

Fa la cosa giusta: EMOZIONI...Extrema Ratio...


Anche lo scorso anno l'allestimento della Caritas Ambrosiana mi aveva colpito ma quest'anno la riflessione toccava un tema meno conosciuto, più controverso, che non riceve molta pubblicità: il carcere. Il titolo era ""Extrema Ratio".
E' stata una visita breve, troppo breve per tutte le emozioni che ha scatenato e tutte le domande che ha suscitato in me e che avrei voluto porre, senza sosta.
Ho sempre avuto una curiosità verso il carcere e ho sempre pensato che per la maggior parte dei crimini sia giusto dare una "seconda possibilità". Nella mia mente utopica il carcere dovrebbe essere principalmente un luogo di "redenzione", un posto in cui scontare certamente la pena per il reato commesso ma soprattutto dove avere la possibilità di prepararsi a non commetterla più. E quando si dice "meglio un assassino in giro o un innocente in prigione" io rispondo la prima!
Vedere come sono le carceri italiane (non tutte, per fortuna) mi ha davvero sconvolto. Non sono come le immaginava la mia mente utopica...
Vi assicuro (e chi ha visto può confermare) che era un allestimento reale e che ne uscivi con un groppo in gola.
Qualcuno non ha voluto entrare.
Le carceri italiane non sono come quelle americane in cui i detenuti si ritrovano in sala mensa e cucinano anche, oppure in cui c'è una lavanderia in cui lavorano i detenuti e viene lavata tutta la biancheria del carcere. Non tutti  hanno ampi spazi per lo sport e la ricreazione, per le attività di recupero.
Ma soprattutto nel carcere rappresentato alla fiera la cella conteneva quattro letti (due letti a castello) incastrati fra loro, un piccolo tavolino con una vecchia tv appoggiata, un bagno microscopico, senza lo sciacquone e un minuscolo lavandino, che fa anche da dispensa.
La biancheria e gli abiti vengono mandati a casa a lavare, oppure intervengono i volontari, altrimenti si è costretti a lavarli in quel bagno microscopico e a farli asciugare...mah!
Mi sono chiesta ma come vengono decisi gli "abbinamenti" delle celle? Mi sono immaginata giovane e ingenua, incarcerata per un banale errore, in cella con criminali esperti...
Lo sapevate che la percentuale di suicidi in carcere è del 99/1000 (il tasso di suicidi in Italia è del 5/1000).
E che il 41% dei carcerati è ancora in attesa di giudizio?
Sapevate che in Italia la capienza delle carceri è di 45.700 mentre i carcerati sono 66.897? Cioè il 146% e che in Lombardia si arriva al 173%?
Lo sapevate che un detenuto passa moltissime ore in cella? In quella microscopica cella con almeno altri tre detenuti con i quali è costretto a condividere tutto?

E' giusto punire i crimini, non sto mettendo in discussione questo.
Ma se il 41% dei detenuti è in attesa di giudizio c'è anche la probabilità che tra questi ci siano persone innocenti. In queste condizioni sono costretti a stare anche coloro che hanno commesso reati lievi. 





4 commenti:

  1. Cara Giannina questa disanima che hai fatto è molto interessante. Se poi aggiungi che la mancanza si spazio scatena l'aggressività il quadro è completo. Chi ha sbagliato deve fare un percorso di recupero ma in condizioni umane che mi sembra manchino totalmente.

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  2. Ciao Giannina,
    ti volevo segnalare il mio ultimo post sul Simposio della Consapevolezza. Forse ti interesserà!!!
    Fammi sapere.
    Un bacio
    Francesca

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  3. Dici bene: un tema controverso!
    Vero, non dovremmo dimenticare che il carcere dovrebbe essere uno strumento di correzione e riabilitazione...

    Per quanto riguarda "le misure drastiche" del post precedente, penso sia assolutamente legittimo dare priorità alle necessità del momento... quindi: don't worry!
    Buona giornata

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  4. Vedo che questo post non è molto commentato
    i motivi potrebbero essere svariati,ma temo che
    il principale sia che pensiamo che non è affar nostro:loro hanno sbagliato,
    loro pagano!Se anche noi come te avessimo visto concretamente la situazione
    ci creeremmo una consapevolezza maggiore e un po' di solidarietà,
    ammiro coloro che si impegnano per migliorare questa condizione deplorevole
    Complimenti per averne parlato

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