sabato 17 novembre 2012

La monaca

Abbassando gradualmente le proprie aspettative, si era abituata ai minuti grandi piaceri della clausura - le attese: se le uova nel nido di rondini della grondaia o il grappolo di boccioli di oleandro si sarebbero aperti; se a cena avrebbero servito la minestra maritata al pomodoro o schietta; se la farfalla bianca che svolazzava sulla pianta di ricino sarebbe andata a posarsi sul dorso della mano destra o sul palmo della sinistra. Aveva imparato ad amare il poco. Si era assuefatta alla solitudine. Tremava al pensiero del chiacchiericcio delle donne e all'idea di dover rispondere alle inevitabili domande. E al pensiero di essere di nuovo tentata da tutto quello a cui aveva penosamente rinunciato - allora Agata desiderava essere monaca a tutti gli effetti.

Ultimamente ritrovo in ogni libro che leggo, una parte di me. Ecco la descrizione di Agata che riceve un nuovo libro. Manca solo un gesto fondamentale: annusare le pagine.

Lo sfogliava, come faceva sempre. Ogni libro ha una sua identità e sue caratteristiche, e Agata aveva un rito per conoscerlo e amarlo. Dapprima lo guardava, osservava le scritte sul dorso, il colore e i disegni della carta incollata all'interno della copertina, i caratteri e la gradazione del nero dell'inchiostro. Palpava, delicata e rispettosa, le pagine non tagliate, per sentirne sulla propria pelle patina e spessore. Infine si passava il volume di mano in mano per abituarsi al peso, e solo allora prendeva il tagliacarte. E succhiava i minuscoli ritagli strappati nell'aprire le pagine, come se fossero ostia.



La monaca di Simonetta Agnello Hornby (2010)

3 commenti:

  1. la storia di una monaca anomala. Normalmente non imparano ad amare il poco, ma vengono sopraffatte dall'amore di Dio. E' dunque questa una storia interessante che vorrei leggere. Grazie per lo spunto

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    1. L'hanno obbligata a diventar monaca ma lei amava un uomo...E' interessante sì, verosimile, forse.

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  2. M'ispira... ho ultimato da poco la Mennulara... e anche questo m'ispira

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