lunedì 12 novembre 2012

Non pulire questo sangue

Ci sono persone buone a questo mondo. Alcune volte vengono raccontate nei film (come Simon), poche volte appaiono sulla stampa (come Laila Haidari), ma esistono.
Dovremmo mostrarle al mondo in modo deciso e capillare perché le loro storie ci insegnano che le catene si possono spezzare.

Le catene di violenza, rabbia e sofferenza possono essere distrutte, annientate. Questi sentimenti possono essere sostituiti con l'amore, la dedizione, la passione.
Incontrare una persona che ci guida verso un'altra strada ma anche trovare noi, da soli, la nostra strada che, anche se pesantemente sconnessa a causa del nostro doloroso passato, può essere percorsa.
La serenità è possibile anche per chi è cresciuto nella violenza.
La violenza può non essere perpetrata.
La rabbia può non essere sfogata sugli altri.
Si può scegliere.
Si può uscire dal gruppo. 

Mi riesce veramente difficile trovare le parole per commentare questo film, o meglio questa vicenda. Sulla mia pagina facebook ho messo alcuni link che affrontano l'argomento in modo approfondito. 

Sono uscita ferita dalla sala cinematografica. Ferita perché avevo pochi ricordi di quello che successe a Genova nel 2001, avevo altri pensieri. Ferita perché qualcuno non conoscerà mai la verità, qualcuno manterrà le proprie idee e i propri pregiudizi senza nemmeno sapere come sono andate veramente le cose.

La violenza non risolve i problemi.

Se io avessi quattro figli e tornando dal lavoro trovassi la casa a soqquadro e mi mettessi a massacrarli di botte, uno ad uno, senza sapere cosa è accaduto, sarei un bravo genitore?




1 commento:

  1. Mi ero ripromessa di vedere questo film e poi, chissà, è finito nella lista delle cose da fare ...e poi come spesso succede ci si dimentica.
    Immagino sia un film particolarmente duro, è una pagina di storia che non fa onore all'Italia...

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