lunedì 3 dicembre 2012

Fiume di parole

Il rischio è che l'incredulità si trasformi in indifferenza, 
che allontani le informazioni raccolte facendole sparire, 

che faccia sparire anche l'indignazione, 
che faccia chiudere gli occhi, 
che cancelli tutto, 
come se non l'avessimo mai sentito.


Insanabile.
Questo libro (Gomorra) mi rende cinica, mi sbatte in faccia la mia impotenza; e questo non suscita una reazione: blocca, angoscia, paralizza.
Non c'è niente da fare. Niente che non comporti un ritorno al passato.
Sì, si potrebbe annullare totalmente il consumo, vivere con quello che si ha e mangiare i prodotti dell'orto.
SCOMPARIRE DAL MERCATO.
Ma anche questo ha un senso solo personale: è un modo per pacificare la nostra coscienza. Perché il mercato rimane e gli "animali da macello" anche. Non credo molto nella diffusione a macchia d'olio: è troppo difficile rinunciare alle comodità e ai piaceri di questa vita.
Scomparire dal mercato significa non poter nemmeno essere connessi all'informazione e alla diffusione dell'informazione.
Possiamo dire: io non partecipo. Ma riguarda te, solo te. Il mondo non verrà influenzato dalla tua scelta ma tu potrai morire sapendo che da un certo punto in poi tu non hai contribuito al male.
Certo se nessuno inizia la macchia d'olio non si può allargare, se lo faccio io magari tra sessant'anni qualcuno mi avrà seguito.
Illusioni: etiche.
Speranze: utopiche.
Siamo in trappola e c'è solo questa via d'uscita.

Ma un bene questo libro lo può fare: comprendere e non giudicare.
Continuo a pensare a chi nasce e vive in quei quartieri. E noi del nord giudichiamo chi viene qui!
Dovremmo ammirarli per avere il coraggio di partire!
C'è un'ignoranza e una "miseria" (non solo materiale) che non riusciamo nemmeno ad immaginare. E giudichiamo. Ma non sappiamo cosa sia vivere lì.
Non riusciamo a staccarci dalle gonne delle mamme e ci laviamo la bocca dicendo che dovrebbero reagire, opporsi...E noi non riusciamo a chiedere le ferie o una flessibilità oraria o anche solo di poter andare in bagno una volta in più...
E loro dovrebbero opporsi alla mafia?
Che vergogna dovremmo provare ogni volta che giudichiamo un mondo che non conosciamo! 
Quanto è facile sentirsi superiori vivendo qui! Ed emettere giudizi e sentenze sulla vita degli altri!

Quello che ci immaginiamo è il disagio, il disordine, la sporcizia e poi le morti, il sangue, le rapine.
Quello che non sappiamo è la capacità imprenditoriale, l'intelligenza, l'organizzazione.
E per questo non capiamo o sottovalutiamo. E giudichiamo.
Vediamo solo quello che esce in superficie e quello che c'è sotto ci è oscuro.
PERCHE' SIAMO TUTTI COMPLICI.
Noi, nordisti sputasentenze, siamo complici e colpevoli: omertosi approfittatori della bella vita a basso prezzo.
E facciamo schifo come loro, più di loro, perché chiudiamo gli occhi senza coscienza, e non vogliamo sapere e possiamo non sapere.
E fare finta di niente.
E avere anche il coraggio di criticare chi parla.

Leggere Gomorra mi ha portato a cambiare il mio sguardo sulle cose.
Vittime e carnefici si sono mischiati, nessuno ne esce vincitore. Tutti sono perdenti. Tutti!
Ma non riesco a pensare solo alla camorra e alle mafie, non solo ai politici e ai funzionari, non solo (anche se di più) agli schiavi di questi poteri, continuo a pensare a chi mi sta attorno. Non riesco a fare a meno di pensare alle persone che incontro per strada con la loro "passione" per le firme, per i gioielli, per i centri commerciali, per la furbizia che millantano comprando il lusso a basso prezzo, comprando, comprando, comprando.
Vedo le loro scarpe, i loro giubbotti, i loro rifiuti e vedo la loro aria di superiorità, il loro sentirsi buoni ed onesti. Osservo la loro indifferenza: ed è quella che mi fa più paura.
Tutti i nostri desideri.
Tutti nostri oggetti.
Come prendere in mano qualcosa e non sentire il sapore della morte, della miseria, dello sfruttamento?
Come non sentire la puzza delle discariche?
Come non trovare la forza di cambiare?
Come abbiamo fatto a diventare così anestetizzati?


12 commenti:

  1. Peccato che l'indignazione blocchi e non faccia entrare in azione come è capitato a tanti che hanno letto quel libro e non si sono fermati a quello. Hanno letto anche i libri sulla 'ndrangheta in Lombardia, per esempio, hanno denunciato, agiscono consapevolmente e criticamente, anche se hanno un maglioncino firmato addosso.
    Peccato quando l'indignazione lasci lo spazio all'indifferenza, alla mancata denuncia, alla superficialità.
    Peccato che del Sud vediate solo il grigio, peccato che leggiate solo Gomorra, peccato che non conosciate tutta il bello che c'è e che continuiate a parlare solo del brutto del Sud. Non leggete, venite al Sud, altrimenti vi fermerete sempre ad Eboli, come il Cristo di Levi e a Gomorra e non vedrete mai la meravigliosa Napoli, PECCATO.

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    1. Peccato che le mie parole non vengano mai capite...

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  2. Peccato doversi sempre mettere sulla difensiva... Senza neanche il motivo...

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  3. Come in tutte le cose, colpisce di più il male del bene. Nessuno nega la ricchezza e la forza del sud, anzi... Il grido di Alchemilla é una dichiarazione d'amore!
    Francesca

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    1. Grazie Francesca! E' proprio così. Io amo e difendo il sud d'Italia da quando sono piccola e ci sono stata: in Sicilia, in Calabria, in Puglia e Basilicata, e quando nacque la lega nord, nel mio piccolo, ho fatto di tutto per contraddire quel pensiero.
      A Napoli purtroppo non ci sono ancora andata...Sto aspettando che un'amica napoletana si organizzi per farci da guida, visto che ci tiene tanto e anche io, perché visitare una città con chi ci ha vissuto è molto più bello!

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  4. non era un attacco a te, ma a chi dall'indignazione non si fa cambiare.

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  5. ciao Alchemilla! anche a me ciò che spaventa di più è l'indifferenza.
    Ma l'indifferenza che prima era solo delle vecchie generazioni, che hanno combattuto per i loro diritti (ora possiamo dire invano) e che oggi si adagiano con il dire "tanto le cose non cambieranno mai", oggi sta prendendo piede anche tra i giovani che non hanno neanche la "scusa" di poter dire "almeno ci ho provato".
    ritengo che per giudicare la situazione si debba viverla, prima di arrendersi si debba lottare per l' obiettivo.
    Completamente d'accordo con ciò che hai scritto.
    sabrina
    http://mycherrytreehouse.blogspot.it/

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    1. Ciao, grazie per aver lasciato un commento e condiviso il tuo pensiero, e benvenuta nel blog!
      Sono d'accordo, per giudicare bisogna vivere.
      Forse i giovani sono così demotivati perché nessuno ha mostrato loro la speranza...I giovani imparano dagli adulti...E gli adulti oltre a non aver fiducia nel mondo non ce l'hanno proprio dei giovani, dei loro stessi figli e nipoti...E' molto triste!

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    2. quanto hai ragione! sembra proprio non ci sia posto per noi :( ma si continua a lottare! :) mai perdersi d'animo e mai accettare tutto come se fosse destino.... e qui si ritorna al discorso di prima:)

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    3. Sì! Tu hai 27 anni e nel tuo blog si respira positività e voglia di fare, di cambiare il mondo! Io ci credo. Anche se sempre con alti e bassi.
      Ma bisogna anche saper prendere il buono che c'è o che arriva, accorgersene quando arriva.

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