lunedì 28 gennaio 2013

Padri e figli di Ivan S. Turgenev

Perché questo libro sia finito nella mia libreria non me lo ricordo proprio...Gli autori russi occhieggiano in attesa dietro il vetro da moltissimo tempo ed ecco che compare questo "Padri e figli" di Turgenev e decido di partire per la Russia proprio con lui a me sconosciuto, anche se considerato uno dei più grandi scrittori dell'ottocento russo.

E così mi immergo in questo stile poetico, in questi avvincenti dialoghi tra generazioni, mi lascio trasportare dall'amata prosa ottocentesca che mi calma, mi rilassa, mi culla.
E' davvero coinvolgente il dibattere dei padri e dei figli, degli innamorati, degli amici.
Mi piace l'autore onnisciente, che non nasconde niente dei suoi personaggi e ce li descrive in maniera affettuosa e precisa.
Avevo sentito parlare dei proverbi russi e qui ce ne sono alcuni davvero eloquenti.
Sono contenta di aver letto Turgenev e penso mi abbia spalancato la porta per amare la letteratura russa.
Guarda - disse improvvisamente Arkadij, - una foglia di acero si è staccata e cade a terra; i suoi movimenti sono del tutto simili al volo di una farfalla. Non è forse strano? Quanto c'è più di triste e morto somiglia a quanto c'è di più allegro e vivo.

Le mie sottolineature riportate su Anobii. (Adesso il link funziona, ho sistemato anche quelli dei precedenti post, non serve essere iscritti ad Anobii!!!)

Titolo originale: Отцы и Дети (1862), traduzione di Margherita De Michiel*

*Volevo segnalare la nota della traduttrice De Michiel che ho trovato splendida. Dice, tra le altre cose:
"Un testo letterario non è mero senso: esso è, in primo luogo, la lingua in cui è scritto"."Un testo tradotto è sempre un testo analitico, cui è inaccessibile il sincretismo dell'originale. La sua pagina porta le cicatrici di scelte e di decisioni.""In quell'atto continuo di negoziazione che è la pratica di una traduzione."Proposta, scommessa che si rinnova, ogni traduzione è il luogo di un tentativo: per veicolare la conoscenza dell'alterità, per cancellare i segni dell'estraneità. Non arriva la lettera: ma la letteratura, questo è l'enjeu, continua, nella sua rinnovata classicità."

LeggiAmo 2013
Sezione Mondo - Russia

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