lunedì 14 gennaio 2013

Un giorno questo dolore ti sarà utile di Peter Cameron


Ho deciso di leggere questo libro perché ne aveva parlato Emilia nel suo blog colto e raffinato "Pensare in un'altra luce", un blog che leggo sempre volentieri perché le sue riflessioni non sono mai banali (guarda qui).

Ed eccomi quindi ad affrontare questo autore di successo, Peter Cameron, con un romanzo molto conosciuto ed apprezzato "Un giorno questo dolore ti sarà utile" da cui è stato tratto anche un film di Roberto Faenza.

Il romanzo è scritto in prima persona da James, un ragazzo di diciotto anni, indeciso su cosa fare della  propria vita, solitario e amante della letteratura.
Come non immedesimarsi in questo personaggio? Ho la tendenza a tenere sempre la parte ai ragazzi e quindi questo genere di romanzi è perfetto per me: critiche agli adulti, ragazzi introversi in cerca della loro strada ma senza voglia di fare di tutto un dramma.
Mi sono immedesimata nei pensieri di James, che qualcuno ha paragonato al giovane Holden di Salinger.
...quello che dico non è quello che penso ma solo quello che più gli si avvicina , con tutti i limiti e le imperfezioni del linguaggio.
Ho voluto anche leggere una sorta di critica ad una certa psicoterapia: i dialoghi tra James e la psicoterapista sono al limite del ridicolo.
Questo invece è la serie di quadri che James descrive splendidamente nel romanzo: "Il viaggio della vita" di Thomas Cole e si trova alla National Gallery di Washington. Un brano affascinante.



Le mie sottolineature riportate su Anobii.

Titolo originale: Someday This Pain Will Be Useful to You (2007), traduzione di Giuseppina Oneto

LeggiAmo 2013
Sezione A
lfabeto

4 commenti:

  1. Ho visto il film in aereo e mi è piaciuto abbastanza. Lì la psicoterapista non risultava ridicola, mentre quasi tutti gli altri adulti sì, soprattutto i genitori.

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    1. Ho visto il trailer e ho capito che Lucy Liu non c'entra proprio niente con la psicoterapista del libro, mentre i genitori mi sembrano ancora peggio...
      Chissà perché i registi rubano l'idea dagli scrittori e poi si permetteno di maltrattarle come gli pare e piace...Non potrebbero inventarsele loro le storie?

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  2. Sono proprio contenta di vedere che tutte le mie blog-amiche ora mettono il nome del traduttore nelle loro recensioni! Io non ho visto il film, però ho conosciuto Peter Cameron, che è un signore molto affabile.

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