lunedì 25 febbraio 2013

Birmania/Myanmar

Birmania, questa terra così affascinante dilaniata da anni di dittatura e oppressione....
Avevo già visto il film "The Lady", l'esperienza coraggiosa e ispirante di Aung Sang Suu Kyi, che mi aveva spinto a conoscere meglio la storia di questo paese di cui parla anche Terzani nel suo splendido "Un indovino mi disse", 
Ho cercato un libro recente trovando questo "Il pavone e i generali" di Cecilia Brighi che è del 2006, e nella storia dell'Asia (ma nella storia in generale) non è abbastanza, perché da allora sono successi altri fatti significativi: la manifestazione pacifica (repressa con la violenza) dei monaci buddisti nel 2007, manca il ciclone che ha causato 80.000 morti nel 2009, manca la revoca degli arresti domiciliari, e la successiva condanna di Aung Sang Suu Kyi e mancano le elezioni fasulle del 2010 e quelle del 2012 nelle quali Suu Kyi ha conquistato un seggio.
Piccoli segnali di cambiamento ci sono ma la repressione è ancora forte: contro chi si oppone al regime, contro le minoranze come Karen, Kachin, Shan...Con il silenzio-assenso degli stati limitrofi e occidentali!
E' davvero difficile vivere in Birmania (Myanmar) ed è questo che l'autrice vuole raccontarci, parlando anche dei sentimenti e delle emozioni, della vita quotidiana di alcune persone diventate importanti per la lotta sindacale.

Conoscere la storia della Birmania lascia davvero esterrefatti, increduli e indignati.
E' possibile che i governi occidentali si permettano di fare affari con una dittatura così spaventosa?

In Birmania la gente viene massacrata, violentata, utilizzata per i lavori forzati, deportata e costretta a vivere nella miseria e nella paura, nonostante la terra Birmana sia fertile e ricca di risorse.

Teak, gas, pietre preziose, riso che arrivano in Occidente, in Cina e in Thailandia sono macchiati del sangue dei birmani.

E questo avviene da decenni, o meglio da più di un secolo perché prima c'è stata la colonizzazione inglese che ha rovinato il paese, che poi è stato massacrato dai giapponesi, solo quattordici anni di tentata democrazia, durante i quali il suo leader più amato Aung San è stato assassinato, fino al 1962 quando la dittatura militare si è insediata ed è ancora lì, con un prezzo di vite umane altissimo ma sconosciuto, non quantificabile...

Nel 1990 i birmani sono andati a votare con entusiasmo, e una partecipazione altissima, per eleggere il loro governo, il partito dell'opposizione NLD, guidato da Aung San Suu Kyii, vinse con l'80% dei voti ma le elezioni non vennero considerate dalla giunta militare...

"Usate la vostra libertà per favorire la nostra"
Aung San Suu Kyii

Amnesty International sostiene e aiuta la Birmania.





2 commenti:

  1. La Birmania (per me è solo Birmania) è un paese stupendo e affascinante, poco conosciuto, purtroppo, la cui storia ai più è del tutto ignorata. E' bene che se ne parli di più!!!!
    Un bacio
    Francesca

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  2. Io non ne sapevo nulla! Non guardo la televisione e non leggo i giornali...ma come dici tu, la televisione ed i giornali dànno spazio a quel che pare a loro.
    Meno male che seguo il tuo blog! Mi documenterò un pochino sulla rete! Grazie! :)

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