sabato 9 marzo 2013

Le figlie perdute della Cina


Non si può nascere femmina in Cina.
Xinran ci porta a conoscenza, con partecipazione e sofferenza, di una realtà che molti di noi nemmeno immaginano, una realtà di dolore.
Ho letto questo libro di proposito l'otto marzo per non dimenticare che essere donna è ancora oggi molto difficile.
In Cina esiste da molti anni la politica del figlio unico per cui ogni famiglia può avere solo un figlio. 
Avere un figlio maschio significa avere la discendenza, avere un pezzo di terra e garantirsi la sopravvivenza.
Avere una figlia femmina è inutile, un peso per la famiglia e una vita di sofferenze per la bambina che potrebbe essere usata solo come "schiava" o venduta alla famiglia del futuro sposo.
In alcune zone, e per alcune etnie, la politica del figlio unico non è rispettata alla lettera quindi, dopo il figlio maschio, la famiglia può permettersi di tenere anche qualche figlia femmina.
Altrimenti....
Che fare di queste bambine? Bisogna "sistemarle".
In passato la sistemazione consisteva principalmente nella morte. Dagli anni novanta in poi sempre di più queste bambine vengono date in adozione. Ci sono tantissimi orfanotrofi che ospitano quasi esclusivamente bambine, i pochi maschi hanno problemi di salute, ma nel caso siano sani vengono immediatamente adottati da famiglie cinesi. 
La maggior parte delle bambine cinesi invece viene adottata all'estero.
Xinran ha creato un'associazione The mothers' bridge of love come "collegamento tra la Cina e il resto del mondo, tra i ricchi e i poveri, fra la cultura di nascita e quella di adozione".

L'obiettivo principale di Xinran nel suo libro "Le figlie perdute della Cina" è quello di far conoscere alle figlie cinesi, in tutto il mondo, i motivi per cui le loro madri le hanno abbandonate.
Xinran vuole arrivare ad ogni bambina cinese e aiutarla a far pace con la sua mamma cinese perché queste donne amano le loro figlie e non hanno altra soluzione che abbandonarle.

Per capire, per comprendere, per entrare nell'animo di queste mamme l'autrice racconta molte storie vere di donne che hanno dovuto fare questa "scelta". 

Xinran è una giornalista cinese trasferitasi all'età di quarantanni in Gran Bretagna. Se volete ascoltarla qui un suo video.

Traduzione di Valentina Quercetti (2011)

3 commenti:

  1. Vorrei segnalarti un meraviglioso libro misconosciuto. Si chiama "La buona terra" e fu scritto negli anni Trenta da Pearl Buck, un'americana che poi prese il Nobel per la letteratura. Assolutamente da non perdere, è ambientato in Cina e fa capire molto della condizione delle donne.

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    1. Non ci crederai ma ce l'ho in biblioteca in attesa di essere letto! Sono molto contenta che tu sia tornata nel web e nel mio blog!

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  2. Sembra un libro davvero interessante, in effetti si sente parlare poco del destino di queste bambine "rifiutate" e di queste donne, costrette ad abbandonare le proprie figlie.. grazie per la segnalazione.

    A presto

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