venerdì 14 novembre 2014

Letture

Quante cose vorrei raccontare: i libri letti, i posti visti, le fotografie scattate, le mostre, i pensieri, le scoperte. In questi mesi tutto è passato senza che riuscissi a lasciare una traccia in questo blog: un po' per mancanza di tempo e un po' per mancanza di ispirazione allo scrivere.
Voglio provare a recuperare almeno qualcosa.
Vi lascio qualche spunto per la lettura di alcuni libri che mi sono piaciuti particolarmente:

L'Agnese va a morire di Renata Viganò: una scoperta! E' un romanzo bellissimo che racconta un pezzo di Italia partigiana con una lucidità incredibile. Questa scrittrice ha il dono di colpire con poche parole, di rendere la realtà in modo impressionante. Le descrizioni dei tedeschi fanno venire la pelle d'oca, la storia è interessante e l'argomento non è mai approfondito abbastanza.

"L'aia, la campagna, il mondo furono guastati dai loro aspetti meccanici disumani, pelle, ciglia, capelli quasi tutti di un solo colore sbiadito, e occhi stretti, crudeli, opachi come di vetro sporco.
I mitra sembravano parte di essi, della loro stessa sostanza viva. Erano otto soldati e un maresciallo."

Una bravissima Cristina De Stefano ci racconta Oriana Fallaci in "Oriana. Una donna" con un'invidiabile capacità di sintesi, un libro che non stanca mai, che incuriosisce e svela la donna fragile e innamorata oltre alla giornalista. Devo confessare che sono rimasta un pochino male nello scoprire questo lato della Fallaci, la credevo una donna tutta di un pezzo che non si fosse mai fatta "fregare" dall'amore, invece ci è cascata anche lei...

"Anche gli onori che le vengono tributati appaiono diversi da quelli che vengono riferiti ai "grandi uomini". Di Oriana si celebra l'eccezionalità, la personalità, oltre al carattere, all'imprevedibilità. Ma nessuno, nessuno neanche il più aperto dei suoi estimatori, è disposto a riconoscerne l'autorevolezza."

Un romanzo che ha fatto più fatica a piacermi è stato La porta di Magda Szabò, mi ha fatto arrabbiare con l'inettitudine della narratrice protagonista ma mi ha lasciato molte emozioni e sentimenti da analizzare e con cui fare i conti.

“-Lei ha già ammazzato un animale?
Risposi di no, non ne avevo mai ucciso uno.
-Lo farà. Quando verrà il momento, ucciderà persino Viola, gli farà un'iniezione letale con le sue stesse mani. Capirà che quando per qualcuno è suonata la sua ora non si può fare niente, non si può più offrire nulla in cambio della sua vita. Lei crede che io non amassi Polett, che restassi indifferente quando diceva che era stanca e voleva andarsene? Bisogna sapere uccidere anche per amore, se lo ricordi bene, potrà servirle. E visto che ha ottimi rapporti con il buon Dio gli chieda soltanto che cos'ha detto Polett quando si sono incontrati.”

Per Antigua, Vita mia di Marcela Serrano voglio riportare quello che ho scritto su Anobii.
Questa Marcela è così diversa da me che mi mette sempre in discussione. Ama le donne intensamente, allo stesso modo in cui ama gli uomini. Trovo affascinante il fatto che spesso riesca a dare ai suoi personaggi un'indipendenza che arriva solo fino ad un certo punto. Gli uomini sono un qualcosa di imprescindibile per una donna della Serrano. Ma non un uomo qualunque, tanto per non restare sole...L'uomo giusto, e per questo devono anche cambiare, provare, reinventarsi, non fermarsi in un luogo, fisico e dell'anima. 

Ho adorato Violeta (da qui spoiler) e, naturalmente, non ho condannato il suo gesto...Perché io non amo gli uomini tanto quanto la Serrano e penso che le donne dovrebbero difendersi molto più spesso dalla loro violenza, anche con gesti estremi. 

Josefa, come era logico, mi è piaciuta meno, ma c'è un motivo anche in questo. Violeta è quello che vorrei essere mentre Josefa è un po' di quello che sono, e che forse non mi piace così tanto come credo. Questa voglia di solitudine, questo ridurre sempre più i rapporti umani, forse, non è così positivo. Perché è nel contatto con gli altri che si cresce. Anche il contatto fisico. 

La forza di Marcela Serrano è di mostrarci delle donne che ci mettono in discussione.

"L'ambizione non concede spazio alla serenità," conclude, quasi tra sé.”



Mi accorgo solo ora che ho scelto solo libri scritti da donne (che strano, no?) e allora concludo con un testo di un professore americano David McCullough , Ragazzi NON siete speciali.
Vi consiglio di leggere anche solo alcune pagine di questo libro perché è ricco di considerazioni su cui soffermarsi un po'. Non mi è stato ben chiaro a chi fosse rivolto, veramente ai ragazzi? Non ai loro genitori/educatori?

“Tutte le volte che un genitore accorre in soccorso del figlio, gli nega non solo l’esperienza dell’autodifesa ma anche, se le cose si mettono veramente male, un confronto altamente educativo con la realtà. ”






2 commenti:

  1. Ciao Alchi...
    In questo periodo non riesco a leggere. Sarà che sono stanca e quindi la sera invece di leggere mi addormento all'istante completamente brasata, sarà che gli ultimi libri letti non mi hanno dato grandi cose e quindi mi hanno spento un po' l'entusiasmo, fatto sta che ho lo stesso romanzo sul comodino da quasi un mese!!!
    Comunque sia... eccomi a te con il mio nuovo account.
    Baci
    Francesca

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    Risposte
    1. Buona fortuna Francesca per il tuo nuovo blog!

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