venerdì 8 gennaio 2016

Il maestro di cerimonie di Arnon Grinberg

Sono due giorni che ho finito questo romanzo e mi riesce difficile parlarne. Vorrei farlo conoscere senza svelare la trama. Mi piacerebbe molto averlo letto senza conoscere nulla della storia. 
Purtroppo è un gatto che si morde la coda...Per sapere se un libro ci può piacere o no dobbiamo leggerne la trama ma sarebbe bello poterla dimenticare quando si inizia...Sono convinta che si perda qualcosa o comunque che cambi l'approccio, conoscere la trama è una sorta di pregiudizio.

Arnon Grunberg è un affermato scrittore nato ad Amsterdam nel 1971 che si è fatto conoscere in giovane età fondando anche una sua casa editrice all'età di 19 anni. 
Con il romanzo Tirza, tradotto in italiano in "Il maestro di cerimonie" che è il nome del padre di Tirza, Jörgen Hofmeester, l'autore vuole mostrare in modo anche crudo le debolezze umane, ma anche delle relazioni interpersonali.
Qualcuno lo ha definito "disturbante" e ho capito il significato di questo termine proprio leggendo questa storia.
Conoscendo i personaggi di questo romanzo si conosce un po' anche se stessi e le persone che ci stanno accanto. 
L'autore ha raggiunto il suo scopo: mi ha disturbato, mi ha fatto pensare, mi ha accesso alcuni campanelli d'allarme. Da quando ho chiuso l'ultima pagina continuo a tornare con la mente a questo romanzo e a pormi molte domande.

I cristiani e altri credenti non ne avevano tenuto conto. Che rivedere i morti in paradiso si sarebbe potuta rivelare un'avventura quanto mai imbarazzante. Conversazioni di cortesia in cielo. Una stretta di mano che avrebbe dovuto essere un abbraccio.

Ve lo consiglio. Senza raccontarvi la trama. Solo se avete voglia di essere disturbati e di guardavi dentro attraverso le debolezze degli altri.

Una suora, quando lui frequentava ancora le medie, gli aveva insegnato che l'umanità è una questione di irrilevanza. Una migliore comprensione della tua irrilevanza ti fa diventare più umano. Non conoscevano più l'irrilevanza, le persone, si erano completamente dimenticate della loro irrilevanza. Vi si erano ribellate, ma l'avrebbero pagata cara. Senza irrilevanza non andava.

E Amsterdam? 
Anche questo libro viene consigliato a chi voglia letture ambientate in questa città. In realtà, anche questa volta, e più che negli altri libri, Amsterdam resta sullo sfondo, non viene descritta, non viene vissuta. La casa del protagonista è in uno dei migliori quartieri della città. Tutto qui. O poco altro.


Titolo originale: Tirza (2006), traduzione di Franco Paris, edito da Feltrinelli

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