mercoledì 8 settembre 2010

Siamo veramente alla frutta?


La consolazione nel leggere libri scritti nel passato, guardare vecchi film e cercare in vecchie pubblicazioni è quella di trovare frasi tipo "Non si può più andare avanti di questo passo" "Con questi ritmi il mondo finirà presto"
"L'inquinamento è sempre più alto" "Non c'è più rispetto per la gente, che fine stiamo facendo?" etc etc

Questo ti aiuta a pensare che tutte le epoche e tutti i periodi si sono sempre creduti peggiori dei precedenti e migliori dei successivi in tema di rispetto per le persone e per l'ambiente.
E forse anche noi facciamo parte di questo meccanismo.
Speriamo.

6 commenti:

  1. Tutto ha il suo ciclo è come una ruota che gira e noi siamo una lancetta di questo grande orologio,
    buona giornata

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  2. Il criterio per soppesare la bontà di un'epoca potrebbe essere il modo di trattare l'infanzia, o la donna, o la persona più in generale. Ci sonbo costanti nella storia dell'uomo, ma anche un cammino di tappa in tappa, non dico necessariamente verso il meglio, ma la teoria del ciclo che si ripete mi sembra un po' datata...

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  3. Da anni studio e leggo la storia delle grandi epidemie che hanno condizionato varie epoche. Prima ancora di diventare infermiera in un reparto di Malattie Infettive avevo studiato la peste nel Medioevo, le grandi influenze, dalla Spagnola all'Asiatica, la mortalità materno-infantile a causa dei parti e delle condizioni di vita poco igieniche oltre alle carenze alimentari. L'inquinamento se c'era era dovuto alla povertà, alla mancanza di servizi igienici, all'ignoranza che mieteva più vittime delle malattie stesse. Se leggi come si lavavano i romani nelle terme, i musulmani nell'hamman, come curavano le ferite con certe muffe (gli antibiotici) sia gli indiani d'america che gli egiziani, se scopri gli interventi chirugici al cervello effettuati sempre dagli egiziani.......capisci che i problemi di comunicazione, i mezzi per raccogliere e diffondere il sapere erano così carenti e limitati, facilmente preda di incendi ed altre catastrofi da non permettere di tramandare tutte le notizie nel modo corretto. L'idea poi di preservare il sapere da contaminazioni esterne, di non farselo derubare da altre civiltà vicine e nemiche ha limitato la diffusione di scoperte peraltro riformulate negli ultimi due secoli. Oggigiorno non possiamo più nascondere i mali che ci affliggono dietro giustificazioni quali l'ignoranza, la mancanza di fonti o mezzi d'informazione capillari, come Internet per esempio o come reti di controllo gestite dall'O.M.S., dalla F.A.O. o O.N.G. Sono lontani i tempi degli emissari a cavallo o dei pellegrini che insieme ai commercianti ed alle loro carovane, ai marinai con le navi portavano notizie dal resto del mondo. La nostra epoca pecca di disinteresse e superficialità dettati da egoismo e manovre economiche che cercano solo il guadagno. La solidarietà fra popoli la trovi solo sulla carta e solo l'opinione pubblica o gli azionisti di una società riescono a smuovere le montagne. Penso alla strage al mercato di Sarajevo ripresa da telecamere occidentali che ci fece scoprire una guerra iniziata da anni nella Ex-Yugoslavia. Penso ai farmaci generici per la cura dell'AIDS venduti sotto costo ai paesi africani da ditte farmaceutiche europee che aggiravano le norme sui brevetti per rendere meno cari farmaci indispensabili per l'intero continente. Esse furono denunciate dalle ditte inglesi proprietarie del brevetto e solo gli azionisti scandalizzati permisero al Sud Africa con Mandela in testa ed agli altri paesi di ricevere sottocosto quei medicinali così importanti per le cure di milioni di persone. Ora sappiamo a cosa stiamo andando incontro con l'inquinamento delle falde acquifere, degli alimenti, dell'aria che respiriamo e l'inerzia o le scuse addotte per non cambiare sono meschine. Senti " Ci sono interessi più grandi di noi....." e pensi: i nostri figli, le generazioni future sono l'unico interesse più grande da tutelare, non ci sono scuse che tengano. L'immobilità di oggi sarà per loro una condanna e non c'è peggior generazione di quella che non permette ai suoi figli di sognare un futuro migliore e non agisce di conseguenza. Aspettare che sia qualcun altro a migliorare il nostro futuro è ipocrisia allo stato puro. In passato con i limiti e le difficoltà insormontabili che avevano di fronte non si scoraggiavano: ecco perchè la storia andrebbe studiata sempre e non solo a scuola. Essa ci fornirebbe il coraggio di non deludere noi stessi prima ancora dei nostri figli e, di non ripetere gli stessi errori.

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  4. Quando ho letto questo post:
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/09/08/sfiduciato-ma-non-senza-speranza/58028/

    ho pensato a te e al tuo periodo di sfiducia.
    Ciao!

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  5. Grazie Artemisia, posso mettere la frase conclusiva di Simone Perotti

    "Condivido quello che diceva Pasolini, nessuno è più sfiduciato di me, ma non perdo alcuna speranza."

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