sabato 31 dicembre 2011

Mare al mattino - Margaret Mazzantini (2011)

Ho messo sufficiente legna nella stufa, ho bevuto un bicchier d'acqua e preso un fazzoletto, ho controllato che le mie figlie stessero facendo i compiti delle vacanze, sono andata in bagno, infine mi sono messa sul divano, nella posizione più comoda che riuscissi a trovare e ho preso questo libro tra le mani.
"Non possedevano nulla. Solo impronte di passi che la sabbia ricopriva."
Se tutti i libri fossero brevi e intensi come questo "Mare al mattino" di Margaret Mazzantini, forse anche io potrei leggere un libro al giorno: una storia che riesce a farmi crescere la speranza mentre mi sbatte in faccia la verità, mi schiaffeggia con la dura realtà della sofferenza e della disperazione.
"E' quello che un ragazzo dovrebbe sperare, partecipare all'organizzazione del mondo."

Qualcuno ha definito lo stile di Mazzantini poetico e forse ha ragione; a me infastidiscono molto queste frasi essenziali, queste non frasi in cui nomi e aggettivi non sono supportati dai verbi: non avevo mai pensato che potesse essere un linguaggio che tende alla poesia. In un libro breve, di 120 paginette, ci sta bene.
"Pensava soltanto a quello. Riportare la sua vita a quel punto. Nel punto dove si era interrotta.Si trattava di unire due lembi di terra, due lembi di tempo.In mezzo c'era il mare."
Conosco poco la Storia che sta alla base di questo racconto, purtroppo a scuola si spende tanto tempo per parlare della storia antica e ne resta veramente poco per quella del novecento che invece ha segnato profondamente l'Italia e gli italiani per come siamo oggi, per la fatica che facciamo a stare insieme. Dovrei ritagliarmi del tempo, da adulta, per approfondire questi anni.

"Mare al Mattino" parla della Libia. Sono due storie, due madri e due figli, che attraversano il mare, in senso opposto, con destini diversi ma con lo stesso carico di dolore e sofferenza sulle spalle.
"Una volta sua madre glielo ha detto. Sotto il piede di ogni civiltà occidentale c'è una piaga, una colpa collettiva."
Jamila e suo figlio Farid discendono da una famiglia di beduini che si muovevano nel deserto, Farid non ha mai visto il mare ma lo immagina. Vivono una vita serena e tranquilla. Quando scoppia la rivoluzione di quest'anno sono costretti a scappare, il padre viene ucciso, e la madre sale sulla prima nave disponibile. Una madre giovane, di neanche vent'anni, che ama il figlio alla follia e che ha tutte le attenzioni possibili per rendergli sopportabile anche la morte, disperata e ingiusta, su una nave che attraversa il mare dannato tra la Libia e l'Italia, una nave che non arriverà mai in porto, come tante altre navi, come tante altre storie che dovremmo conoscere prima di emettere qualsiasi giudizio.
"Mentre pulisce broccoletti nonna Santa sussurra la storia è un millepiedi e ogni piede tira da una parte diversa, e in mezzo c'è il corpo nostro."
Vito vive in Sicilia. Sua madre Angelina è una donna sola che osserva spesso il mare. I suoi nonni Santa e Antonio erano emigrati in Libia spinti dalla propaganda fascista e lì si erano costruiti una bella vita, producevano candele per chiese e moschee, parlavano arabo e avevano amici di ogni religione. Angelina stava benissimo a Tripoli, era veramente felice, circondata da amici. Nel 1970 quando Gheddaffi sale al potere sono cacciati violentemente, costretti a lasciare tutto e ritornare in Italia, dove vengono accolti come stranieri, tripolini venivano chiamati, dove fanno fatica ad ambientarsi e non hanno più niente. Angelina ce la fa, si costruisce una vita ma guarda sempre il mare. Vito fa lo stesso e vuole sempre nuotarci in quel mare fino a quest'anno: non ce la fa più perché il mare, nella loro casa sull'isola degli sbarchi, è ormai un mare che racconta di tragedie, non mangia più nemmeno il pesce.
Vito riesce a portare sua madre e la nonna a visitare Tripoli quando le frontiere vengono aperte. 

La traversata di questa famiglia dalla Libia all'Italia è stata più fortunata nel corpo ma lo spirito è rimasto segnato per sempre.

Margaret Mazzantini riesce a trasmettere il dolore (è un po' la sua specialità), riesce a far passare parecchie informazioni storiche e la voglia di conoscere questi fatti; "Mare al mattino" è uno di quei racconti che aiuta a capire le sofferenze di chi attraversa il mare per vivere, malvoluto, in Europa. 
E la Mazzantini, in un'intervista su La Stampa dice:
"La letteratura, quando funziona, è proprio lo strumento capace di farti fare i conti con i valori della tua vita, sottraendoti a certe urgenze idiote che al momento ti sembrano la cosa più importante del mondo."

9 commenti:

  1. è vero, la Mazzantini è proprio così: rende il dolore così vivo che lo puoi sentire addosso, come fosse tuo.
    Questo libro non l'ho ancora letto. Vale come suggerimento per la sfida dei 35?
    Buon anno!

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  2. Non lo so...bisogna chiedere al capo!!!

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  3. Eh no, e allora devo subito provvedere per avere questo libro!
    Mi incuriosisce molto!

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  4. aè =) mi hai fatto incuriosire...un altro libro nella Lista di desideri su Anobii....

    ho trasferito la tua lista sul nuovo post qui
    http://lamagiadelvento.blogspot.com/2011/12/leggiamo-insieme-sfida-di-lettura-2012.html?showComment=1325338352944#c4294210891469319013


    un abbraccio e grazie di cuore!

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  5. Grazie del tuo commento! Ti ringrazio anche delle tue parole finali... è importante sapere che ciò che si scrive lanciandolo in questo mondo sconfinato del web può essere di utilità a qualcuno! Auguroni per il nuovo anno!

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  6. Palmy tu riesci spesso in questo!

    Sono certa che questo libro vi piacerà!

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  7. Anche io partecipo alla sfida di Lena e ho inserito questo titolo tra i racconti brevi, non vedo l'ora di leggerlo!!! A presto, Lara

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  8. Ciao Alchemilla, sono così contenta di scoprire questo tuo piccolo mondo e condivido con te la stima per questa meravigliosa scrittrice che io adoro! Ero alla ricerca di qualche recensione proprio su quest'ultimo romanzo...mi aveva stupito l'uscita a ridosso del penultimo e devo dire che non ci sono dubbi: mi piacerà! Se non l'hai letto ti consiglio Venuto al mondo: struggente ma autentico come pochi romanzi e, per ragioni che forse sai, così vicino a me.
    Un abbraccio, Patty

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