sabato 4 febbraio 2012

Cime Tempestose di Emily Bronte (1847)

Cime tempestose è un libro veramente angoscioso ed i primi tre capitoli sono difficili da superare ma quando si cambia narratore e la parola passa alla governante Ellen Dean (Nelly) l'interesse cresce anche se non cambia lo scenario di infelicità in cui vivono tutti i personaggi e la sensazione di angoscia che prende il lettore, capitolo dopo capitolo.
Se vi siete avvicinati al romanzo di Emily Bronte perché affascinati da Jane Eyre della sorella Charlotte resterete spiazzati, perché "Cime Tempestose" è un'altra cosa. Qualcuno dice che si tratta di una storia d'amore ma questa non è la mia impressione: si tratta di ossessione, non di amore; l'amore dovrebbe rendere migliori le persone e la loro vita, qui le persone sono distrutte da questo sentimento.
Le donne fanno scelte assurde, sembrano tutte incapaci di rendersi conto della realtà e la maggior parte degli uomini sono rozzi e scontrosi, qualcuno malvagio e altri distrutti dalla loro disperazione.
E' difficile provare una vera e propria simpatia per qualcuno di questi personaggi: si passa dalla pena, alla compassione, dalla rabbia e all'incredulità.

Per capire "Cime tempestose" è utile conoscere la vita di Emily Bronte e i luoghi in cui è vissuta.
Emily era la penultima di sei figli, la madre morì che lei non aveva nemmeno tre anni. Le due sorelle maggiori morirono quattro anni dopo. La famiglia Bronte viveva nella brughiera inglese un luogo aspro in cui gli abitanti hanno un carattere chiuso e poco socievole. Emily stessa era di indole riservata e solitaria "un carattere chiuso, attaccata alle moors, le colline coperte di erica, e alla brughiera,da cui soltanto il suo spirito scontroso sembrava trarre conforto e nutrimento spirituale."
Tutta la famiglia Bronte amava scrivere e dopo il successo della sorella Charlotte vennero pubblicati anche i romanzi di Emily e Anne. La salute di entrambe non era buona e morirono a poca distanza l'una dall'altra, appena dopo il fratello Branwell. Era il 1848 e Emily aveva appena trent'anni, rifiutò di curarsi perché non credeva nella medicina.

L'edizione Einaudi che ho letto mi è molto cara anche per gli extra che contiene: alcune lettere di Emily e Charlotte, un saggio di Virginia Wolf e una splendida prefazione di Charlotte alla prima edizione del romanzo della sorella.
Per Virgina Wolf Emily era prima di tutto una poetessa e nelle sue pagine di prosa si respira ancora poesia.
"E' come se Emily potesse fare a pezzi tutti i parametri di conoscenza degli esseri umani per poi infondere a quelle irriconoscibili trasparenze un tale soffio di vita da portarle a trascendere la realtà. Il suo è dunque il più raro dei doni: liberare la vita dalla sua dipendenza dai fatti; con pochi tratti suggerire lo spirito di un viso sì da rendere inutile il corpo; parlando della brughiera, farci sentire il soffio del vento e il boato del tuono."
Seguire Emily non è così facile mentre Charlotte era una guida perfetta, con una scrittura chiara ma, soprattutto, come dice Virgina Wolf, con queste splendide parole che mi hanno fatto riaffiorare i sentimenti provati quando lessi Jane Eyre:
"Essa ci spinge attraverso l'intero volume, senza darci tempo per pensare, senza consentirci di sollevare gli occhi dalla pagina. Talmente intenso è il nostro rapimento che se qualcuno si muove nella stanza abbiamo l'impressione che il movimento non avvenga lì, ma nello Yorkshire. La scrittrice ci tiene per mano, ci costringe a percorrere la sua strada, a vedere ciò che lei vede, non ci lascia per un solo istante né ci consente di scordarla."
Ma l'aiuto maggiore per capire ed apprezzare il romanzo di Emily Bronte arriva proprio dalla sorella Charlotte che avverte, lei per prima, che il romanzo è difficile da affrontare per i lettori che non conoscono l'autrice e "non conoscono la terra che fa da scenario alle vicende narrate" così come i suoi abitanti "i quali sono cresciuti senz'altro insegnamento e freno che quelli ricevuti da mentori ruvidi quanto loro stessi".
"L'opera è rustica da cima a fondo. E' moorish, selvatica e nodosa come una radice d'erica".
Anche la fantasia di Emily era "più fosca che solare".
Nel romanzo c'è anche un esempio di "di vera benevolenza e fedeltà domestica" nel personaggio di Nelly ma anche "di costanza e tenerezza" in quello di Edgar Linton e l'autrice era infastidita che "queste qualità incarnate in un uomo, non splendano come in una donna". Infatti "Nulla la agitava di più che l'insinuazione che la fedeltà e la mitezza, la lunga sofferenza e l'affettuosa bontà, che sono considerate virtù nelle figlie d'Eva, diventino debolezze nei figli d'Adamo".
Charlotte conclude affermando che "Wurthering Heights è un'opera scolpita in una strana bottega, con strumenti semplici, da materiali casalinghi. L'artista trovò un blocco di granito su una brughiera solitaria: guardandolo s'avvide che da quella scheggia di roccia si poteva ricavare una testa, selvaggia, scura, sinistra, una forma con almeno un elemento di grandezza: la potenza. Lavorò con un rozzo scalpello, e su nessun altro modello che la visione raggiunta attraverso le proprie meditazioni. Con tempo e fatica il masso prese forma umana: ed eccola là, colossale, fosca e accigliata, per metà statua, per metta roccia: come statua, terribile e demoniaca; come roccia, quasi bella, perché il suo colore è un caldo grigio, e muschio di brughiera la riveste; e l'erica con le sue campanelle vivide e la sua fragranza balsamica cresce fedele ai piedi del gigante".
Vi assicuro che dopo aver letto queste splendide e poetiche parole di Charlotte apprezzerete e amerete molto di più questo difficile romanzo.

Il finale del romanzo lascia aperta la porta alla speranza e ne consegna le chiavi proprio ai due personaggi più amati dalla governante, quelli a cui lei ha dato, nei tempi e modi che le furono concessi, il suo amore.
Questi sono, confesso, anche i miei personaggi preferiti, quelli per i quali ho parteggiato. Infatti né Heathcliff (heat=brughiera, cliff=rupe), né Catherine Earnshaw hanno suscitato in me sentimenti forti, non ho vissuto la loro storia con passione e travolgimento, forse per quel po' di cinismo nei confronti dell'amore folle che ho sviluppato negli anni.
Mi piacerebbe vedere una trasposizione cinematografica anche se immagino che tutte concentrino l'attenzione proprio su Caherine ed Heathcliff, piuttosto che sugli altri personaggi.

La canzone di Kate Bush "Wuthering Heights" manifesta perfettamente l'atmosfera inquietante del romanzo, così come l'interpretazione di Mia Martini, con traduzione del testo in italiano



Titolo originale: Wuthering Heights

15 commenti:

  1. Bellissima l'analisi di uno dei romanzi che più amo. L'ho letto quattro volte e dovrei ricominciare da capo: sono sicura che adesso lo comprenderei diversamente. Ogni volta mi affascina una parte diversa, ma soprattutto la narrazione in prima persona, la coralità della storia, i diversi piani temporali in cui si dispiega. Nessuno meglio di Charlotte può spiegare Emily. Quando parla del rozzo scalpello penso proprio che sia la metafora giusta: di recente ho letto una raccolta di poesie di Emily. Scarne, taglienti, dal linguaggio semplice, eppure in grado di trafiggere, profondamente angoscianti, romantiche, inquietanti e gotiche. Una personalità complessa, il cui mito è sicuramente alimentato dalla presenza di un solo romanzo e da una produzione bloccata da una morte precoce e drammatica. Ti ringrazio per averne parlato.

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  2. mai sentita prima la versione di mia martini....
    grazie
    ps davvero mi e' venuta la voglia di rileggerlo...
    elena

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  3. La prima versione cinematografica ha per protagonista Laurence Olivier, che è di un fascino sconvolgente, mentre lei mi pare che fosse Merle Oberon, anche lei bellissima. Te lo consiglio, è un cult. Adoro la canzone di Kate Bush, mentre l'atra non la conoscevo, grazie!

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  4. Buongiorno Alchemilla, i tuoi consigli sulle letture sono sempre molto utili, ho appena finito il libro della Mazzantini "Mare al mattino". Per "Cime tempestose" al momento l'ho abbandonato, ma dopo la tua spiegazione sono invogliata a riprenderlo, mi sono fatta fermare dai primi capitoli che come dici sono davvero tosti. Riguardo ai titoli che cerchi, non sono io che te li avevo consigliati, mi spiace!Mentre per il libro che mi ha consigliato sul mio post non lo conosco, vado subito a leggere qualche recensione perchè mi incuriosisce!Sei davvero preziosa per le mie letture!Buona giornata!:-)

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  5. Ciao Alchemilla, buona domenica! Mi spiace, non ti ho consigliato io questi due libri...uhm.
    Ti seguo da un po', mi piace molto il modo in cui sai coinvolgerci nelle tue letture, prendo spunto!

    Un bacio e grazie di essere passata da me!

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  6. Ascolto Mimì e intanto scrivo quello che il tuo lungo e dettagliato post mi ha fatto pensare. Ho letto molti anni fa il libro e concordo sul fatto che più che amore si trattava di ossessione. Sai che mi hai fatto venire la voglia di rileggerlo? Molte cose non le ricordo più però era veramente avvincente, a tratti inquietante ma comunque un capolavoro: grazie per averlo ricordato così bene.

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  7. Ciao Alchemilla,
    credo di averlo letto 4 o 5 volte ed è sempre come se fosse la prima...grazie per la tua bella analisi.
    In vista di San Valentino sto preparando un post proprio sul film con Olivier, un attore straordinario, poi se vuoi mi dici cosa ne pensi :-)
    Buona domenica!
    A presto

    Laura

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  8. Ciao Alchemilla.... non ti ho consigliato io quei due libri, anche perchè non ho pubblicato la mia lista.... perchè ho preferito sceglierla di volta in volta

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  9. Che bel post!
    Bellissima la descrizione del romanzo fatta da Charlotte, mi è venuta voglia di rileggere questo romanzo... avevo dimenticato la bellissima "Wuthering Heights" di kate Bush e non conoscevo la versione di Mia Martini... grazie ancora per questa bella analisi!

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  10. "Wuthering Heights" è una delle mie canzoni in assoluto.
    Nella mia umile carriera di cantante (ho studiato canto jazz e fatto diverse serate nei locali di Milano) non ho mai avuto il piacere di cantarla, nonostante abbia lo stesso timbro di voce di Kate Bush.
    Nemmeno io conoscevo la versione di Mia Martini. Non mi ha convinto al primo ascolto ma raramente qualcosa mi convince al primo ascolto.
    Grazie per avermela fatta scoprire.
    Il romanzo? Un amore troppo romantico e struggente, troppo difficile da gestire per me.

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    1. Ho dimenticato la parola "preferite".... e anche di invitarti, se ti fa piacere, a partecipare ad una piccola iniziativa.
      "A Scuola con... i ricordi"
      Vieni a trovarmi!

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  11. In effetti ho letto due volte Jane Eyre, mentre di Cime tempestose ho solo un ricordo scolastico. Ci fecero vedere una trasposizione cinematografica quando ero al liceo, in lingua inglese, e anch'io come te non ero affatto presa da questo "amore-ossessione". Forse prima o poi mi decido a leggerlo...
    :)

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  12. Cara Alchemilla, questo pomeriggio è morta Catherine...parlo della mia lettura di "Cime Tempestose"!!! 15 anni sono davvero tanti per ricordarsi perfettamente un libro! Durante questa mia seconda lettura il libro mi piace molto meno. Il comportamento di tutti i personaggi è veramente snervante...continuo a immaginare come si sarebbe comportata la cara Jane in quelle circostanze! Comunque continuerò la lettura...buon fine settimana, Valentina

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  13. Sono un po' suscettibile alla parola morte...e mi hai fatto prendere un colpo!

    Sì, concordo con l'aggettivo relativo al comportamento dei personaggi: snervante!

    Buon fine settimana anche a te!

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