lunedì 24 giugno 2013

Il cedro bambino di Carlo Paganessi (2013)

E' la prima volta che leggo un libro pubblicato da una persona che conosco! 
"Il cedro bambino" è il romanzo d'esordio di Carlo Paganessi un "ragazzo" del mio paese che ha un carisma trascinante e coinvolgente. Carlo per me è il "Jovanotti de' noantri" perché ha la stessa passione in tutto quello che fa, la stessa capacità di conquistare chi lo incontra e forse anche lo stesso talento! Infatti lui è musicista, canta, suona e ha scritto anche alcune belle canzoni (una di queste l'ha cantata al mio matrimonio...).
Adesso Carlo è anche scrittore e che scrittore! Questo libro "Il cedro bambino" è un concentrato di letteratura, poesia e filosofia: è un viaggio nei sogni e nei ricordi, è un viaggio onirico alla ricerca del senso della vita, e della morte, è un puzzle in cui si mettono insieme i pezzi del passato e si arriva ad una conclusione fiduciosa: resteremo bambini!
(Resteremo Bambini, per la cronaca, è anche il titolo di un nostro recital e di una bellissima canzone proprio di Carlo...sono passati solo 20 anni...)
"Ancora oggi credo che il mio spirito di adattamento sia legato alla paura che la ribellione porti in serbo cattivi presagi."
Anche se il romanzo è sostenuto dal sogno del protagonista che lo aiuta a capirsi e a capire, le parti a cui mi sono affezionata di più sono quelle dei ricordi...Il mio capitolo preferito è quello dell'Incantatrice di galline...
"Intorno a lei c'era un alone di profumi che, mescolati con i colori vivaci dello scialle mi accesero dentro il sole caldo di una certa primavera.
Bastò il suono indeterminato dei passi, rafforzato dall'odore che si arrampicava su per le narici, per avvistare i solchi ordinati delle verdure dell'orto. I ricordi nitidi che piano piano si affacciavano alla mia mente fecero lo scherzo di accendere, intorno all'orto, tutto l'universo di avventure che mi accadde all'epoca dell'orto."
E' impossibile non commuoversi leggendo "Il lanterniere" e dimenticare le sue parole...
"Ricordati di sentirli tutti i profumi, di distinguere il suono della felicità e quello del dolore e di farlo diventare il piedistallo di tutte le cose belle che il sogno policromo del tuo cuore ti detterà. E se farai fatica o ti verrà nostalgia ricordati di andare in alto per i senter delle nostre montagne...."
Mi fermo qui. La metafora finale, quella del cedro intorno al quale corrono tutti i bambini, la lascio scoprire a voi e sono certa che vi piacerà!


6 commenti:

  1. bel commento Giannina!!!! concordo in pieno con te... Mirco

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  2. Bellissimo commento...complimenti a Carlo e a te!
    Nik

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  3. Bellissimo commento e Grande Carlo!
    Complimenti!
    Robe

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  4. Bellissime parole...Complimenti ancora! Silvana

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  5. E' proprio così!!!BRAVO CARLO, GRAZIE.
    Au

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  6. Grazie a tutti dei vostri commenti. Sono felice di vedere i vostri nomi qui!

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