mercoledì 16 ottobre 2013

L'industriale

Ho finalmente visto questo film del regista Giuliano Montaldo che ha suscitato in me reazioni contrastanti.



1. Devo assolutamente visitare Torino.
2. Le attrici italiane sono davvero insopportabili. Anche gli attori. Non tutte. Non tutti.
3. Favino è nel suo ruolo.
4. Stereotipi a go-go.
5. Che mondo di m....
6. Che angoscia!
7. Meglio che non veda questi film perché peggiorano la mia visione del mondo (vedi punto cinque e sei...).

Comunque...

Preferirei limitarmi al film senza il finale di cui preferisco non parlare perché  è veramente forzato.
Mi chiedo: ma una moglie che non riesce a sopportare/sostenere il marito in un periodo difficilissimo e va in crisi affettiva per questo che donna è? Ma che cosa ho dovuto sopportare io in questi anni? Ma si rendono conto queste donnette viziate che la vita non è solo sesso appagante, cene eleganti e lavori divertenti? 
Questo film racconta bene come è veramente la vita in cui ognuno pensa a se stesso, anche quando sembra che faccia il bene degli altri.
"L'industriale" si perde in scenette di gelosia e pedinamenti quando la sua ditta è sull'orlo del fallimento.
Continua a spendere e spandere come se nulla fosse. Così fan tutti. La ditta fallisce ma loro no. 
I dipendenti non hanno a cuore l'azienda ma il loro posto di lavoro. 
Molti dipendenti, spesso quelli strapagati ma anche quelli sottopagati, sono responsabili dei fallimenti aziendali.
Le banche lo sono naturalmente di più.
E anche lo Stato.
Siamo messi davvero male, e non c'era bisogno di questo film per saperlo.

Lo sapete quali sono i valori più importanti per me? Rispetto, Responsabilità, Ricordi.
Perché Ricordi? Per ricordi non intendo vivere nel passato, vivere di ricordi e nostalgia, intendo imparare dal passato, vero maestro per vivere il presente e costruire il futuro.
Il rispetto a mio parere vale più dell'amore. E' il valore massimo. Rispetto per se stessi e per gli altri.
E' una parola che adoro e vorrei sentirla più spesso.
Responsabilità è la risposta alla domanda: come si cambia il mondo? Assumendosene la responsabilità.
A chi è già pronto ad obiettare: non tutta, solo la propria. 
E gli altri? Gli altri hanno le proprie responsabilità. Troppo faticoso stare a pensare a tutte le responsabilità, occupiamoci della nostre. Che ne abbiamo!

Tornando al film penso che purtroppo i film italiani hanno il difetto di tendere all'imperfezione e alla superficialità. Una bella idea, un'ambientazione particolare, un argomento raro nella cinematografia, ridotti a romanzetto. Perché?









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