venerdì 8 novembre 2013

Il sesso inutile di Oriana Fallaci (1961)

Che meravigliosa giornalista è stata Oriana Fallaci!
Questo libro "Il sesso inutile" è stato scritto nel lontanissimo 1960 ma è così moderno che non dimostra assolutamente la sua età e, purtroppo, molte tesi dell'autrice sono valide ancora oggi.
Sarebbe un sogno poter ripercorrere le tappe di Oriana Fallaci oggi, nel 2013, e vedere come e quanto sono cambiate le cose.
Questo testo nasce da un reportage richiesto a Oriana Fallaci dal suo editore e che, inizialmente, l'ha lasciata un po' perplessa perché "Per quanto mi è possibile, evito sempre di scrivere sulle donne o sui problemi che riguardano le donne. Non so perché la cosa mi mette a disagio, mi appare ridicola. Le donne non sono una fauna speciale e non capisco per quale ragione esse debbano costituire, specialmente  sui giornali, un argomento a parte: come lo sport, la politica e il bollettino meteorologico."
Ma una serie di eventi e pensieri la spinge ad accettare la sfida: "mi venne in mente che i problemi fondamentali degli uomini nascono da questioni economiche, razziali, sociali, ma i problemi fondamentali delle donne nascono anche e soprattutto da questo: il fatto d’essere donne. Non alludo solo a una certa differenza anatomica. Alludo ai tabù che accompagnano quella differenza anatomica e condizionano la vita delle donne nel mondo. Nei paesi mussulmani, ad esempio, nessun uomo ha mai nascosto la faccia sotto un lenzuolo per uscir nelle strade. In Cina nessun uomo ha mai avuto i piedi fasciati e ridotti a sette centimetri di muscoli atrofizzati e di ossa rotte. In Giappone nessun uomo è mai stato lapidato perché la moglie ha scoperto che non era vergine. (Si dice così per un uomo? Vedete: non esiste nemmeno la parola). Però tutte queste cose accaddero e accadono ancora alle donne."
Dall'Italia quindi parte per il Pakistan poi l'India, la Malesia, Hong Kong (perché non è potuta entrare in Cina), poi il Giappone, le Hawaii e New York.
Davvero un bel viaggio che, ripeto, sarebbe davvero interessante ripetere oggi. Sapete se qualcuno ha provato a riscrivere "Il sesso inutile"?
In Pakistan Oriana non è a suo agio "donne che vivono dietro la nebbia fitta di un velo e più che un velo è un lenzuolo il quale le copre dalla testa ai piedi come un sudario", una condizione che non riesce a capire e ad accettare. 
"Dal ventre materno esse passano al buio della casa paterna, da questa al buio della casa coniugale, da questa al buio della tomba. E in quel buio nessuno si accorge di loro."

In India i colori, i sapori, gli odori, la storia e la vita delle farfalle di ferro (le donne con i sari colorati e una grande forza) la incuriosiscono, la trascinano, la affascinano ma non la convincono della loro felicità.
In Malesia incontra le Matriarche, davvero figure interessanti e originale che chissà se esistono ancora...Se scrivo in internet "matriarche malesia" trovo riferimenti solo al libro della Fallaci...
In Giappone la giornalista resta ancora perplessa: non riesce a capire queste donne e questa terra che sembra doppia.
Alle Hawaii pensava di trovare donne felici e spontanee, invece anche queste sono scomparse e non c'è molto differenza tra loro e le americane.
E' a New York che le donne hanno potere ma non sono comunque felici.
E allora?
"Da un capo all'altro della terra le donne vivono in un modo sbagliato: o segregate come bestie in uno zoo, guardando il cielo e la gente da un lenzuolo che le avvolge come il sudario avvolge il cadavere, o scatenate come guerrieri ambiziosi, guadagnando medaglie nelle gare di tiro coi maschi. E io non sapevo se la pena più profonda l'avessi provata dinanzi alla piccola sposa di Karachi o dinanzi alla brutta soldatessa di Ankara. Io non sapevo se mi avesse spaventato di più la vecchia cinese coi piedi fasciati o questa americana impegnata a trattenere un italiano che sbadigliava di sonno."



2 commenti:

  1. Una scrittrice che adoro da sempre pungente, intelligente e donna.....lo rileggerò con piacere buona giornaa Chiara

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  2. Mia mamma anni fa divorava tutti i suoi libri, io ho letto "Lettera ad un Bambino mai nato" che ero ancora una bambina, fu il mio primo libro serio.... ma forse adesso è il caso che amplifichi anch'io le mie conoscenze sulla sua bibliografia ;)

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