mercoledì 14 ottobre 2015

New York: fotografie e pensieri



Mi sono chiesta perchè nonostante abbia tanti appunti, tantissime fotografie ed abbia vissuto il viaggio con entusiasmo, non riesca a condividere la mia avventura a New York sul blog.
Il motivo è semplice: non mi appassiona scrivere una guida turistica (ce ne sono migliaia fatte bene o male) e mi frena raccontare le mie emozioni, o meglio penso che non interessino a nessuno.
Mi ero ripromessa di far di diventare questo blog un quaderno di appunti quasi personale ma poi ho sempre paura di sbagliare il modo di scrivere...e quindi resto lì sommersa di bozze e incapace di trasformarle in qualcosa di buono e anche quando ci provo il risultato è un post sintetico e superficiale perché non mi metto in gioco.


Cosa penso di New York?
New York non è un solo luogo, non è solo una città ma un insieme di mondi e culture, è mille città racchiuse sotto lo stesso nome. Il nostro primo approccio è stato negativo e un po' traumatico. New York è tendenzialmente sporca e puzza. Sì, c'è odore di cibo ovunque , i food trucks ad "ogni" angolo di strada infestano l'aria. Le strade sono sporche, i palazzi non sempre in ordine, i vetri dei locali anche, le stazioni della metropolitana sono oscene. Non è così dappertutto, il centro di Manhattan è abbastanza curato, il Central Park è ordinato e anche le stazioni della metropolitana sono un più pulite e tecnologiche sulle linee che servono il centro città.


Poi ci ha stupito la netta divisione tra etnie: il quartiere afroamericano, quello latino, quello cinese, quello ucraino, quello degli ebrei ortodossi. Da un punto di vista non è male che negli Stati Uniti tutti ci si possa creare un'isola di indipendenza in cui rivivere il proprio paese natio o esercitare liberamente la propria religione e addirittura la propria lingua, dall'altro si respira razzismo, non c'è integrazione ma solo convivenza, ci si tollera. Forse solo l'essere ricchi permette ai non bianchi di essere accettati nel mondo bianco, che poi non è che debba essere per forza un'ambizione accedervi...
Però quello che ho notato è che ci sono pochissimi bianchi nel mondo delle varie etnie. E le persone di varie etnie nel mondo dei bianchi sono come loro, solo di un colore diverso, o leggermente diverso. Nei quartieri più intellettuali, come Soho, Chelsea e Greenwich, si assiste invece ad un piacevole melting pot ma, anche qui, sembra riservato ai ricchi e all'omologazione.



Tutto questo per dire che forse ricomincerò a raccontare New York e gli Usa che, nonostante il primo approccio, mi sono piaciuti tantissimo!

 Su Instagram ho invece messo molte fotografie. Se volete passare sono qui.

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