mercoledì 10 febbraio 2016

Anne Frank: il suo diario e la sua casa


Nuova e vecchissima edizione
Difficilmente riesco a rileggere un libro perché c'è sempre qualcosa di nuovo che mi attira di più. Invece prima di partire per Amsterdam ho voluto rileggere il diario di Anne Frank perché volevo regalarmi una grande emozione entrando nella sua casa, non solo un vago ricordo di quell'alloggio segreto e di quella ragazza speciale.
È ancora bellissimo come quando lo lessi all'età di 13 anni e ispirata da Anna Frank iniziai il mio Cara Kitty...

"No, così a prima vista si direbbe che non mi manca niente, a parte l'amica del cuore. Con tutte le mie conoscenti posso soltanto divertirmi; si fanno solo discorsi banali e non si parla mai di argomenti più intimi, qui casca l'asino. Forse sono io che non mi fido, comunque il problema esiste ed è un peccato non poter eliminare. Ecco il  perché del diario. "


Rileggerlo quasi trent'anni dopo nella versione aggiornata e ampliata è ancora più emozionante perché ora ho due figlie più o meno dell'età di Anne,  perché ora so di cosa parla e perché dopo averle voluto bene come ad un'amica ora gliene voglio come ad una figlia.  Lei così intelligente,  coraggiosa,  spiritosa,  curiosa.  Chissà quante Anne Frank nel mondo e nella storia spente dal male degli uomini.

Questo diario è l'immagine di una ragazzina nata nel 1929 (anno speciale per nascere: mia nonna, Oriana Fallaci e Anne Frank!) ma di una modernità impressionante, di idee aperte e in continua lotta con gli adulti attorno a lei, in particolare con la madre.

Una ragazza che non si arrende al suo destino, che continua a sperare e immaginare il futuro e che trova tutti i modi possibili per non annoiarsi, e non diventare matta, rinchiusa in pochi metri quadri con altre persone con cui dover condividere quasi ogni momento della vita, senza poter guardare dalle finestre, senza luce, senza aria pulita, con una terribile paura di ogni rumore.

Il diario di Anne Frank non è triste, né patetico anzi è molto divertente e lucido.


"Non sono ricca di soldi o cose terrene, non sono bella, intelligente e furba, ma sono e sarò felice!"

Al Museum of The Canals, Het Grachtenhuis, si spia dal buco della serratura, alla casa di Anne Frank invece non si posso assolutamente fare fotografie.

"Chiunque può dire che è ingiusto, ma a me non basta, vorrei tanto conoscere il motivo di questa grande ingiustizia!"
Poi sono andata ad Amsterdam, sono entrata in quella casa, dove tutto è molto organizzato e ben spiegato (senza fare nessuna coda perché avevo prenotato) e c'era un silenzio assoluto, un silenzio condiviso da tutti e c'erano le stanze dove Anne ha vissuto per quasi due anni, il modellino di come erano sistemati i mobili, le finestre oscurate, le scale ripidissime e la soffitta dove purtroppo non si può entrare (nel film Colpa delle stelle però sono saliti...) e mi sono sentita quasi contenta di averla conosciuta, come ci si sente quando si perde qualcuno di caro ma si è felici di averlo avuto almeno per un po'. Perché a questo mondo ci sono persone speciali, rare, che riescono ad essere d'esempio e di stimolo a moltissime altre. Anne è una di quelle: un personaggio davvero unico!

Questo è il mio "bottino" al negozio del museo
Sono andata nell'alloggio segreto proprio il 27 gennaio,  giorno della memoria,  è stato un puro caso,  non me ne ero nemmeno accorta.
Quando sono salita su quelle ripide scale mi sono detta sono proprio qui.  Sono qui, ieri ne leggevo e oggi cammino in queste stanze.

"Qui ci mancano molte cose, e già da molto tempo, e mancano a me proprio come a te. Non devi pensare che mi riferisca a cose materiali, perché in questo senso abbiamo tutto quello che ci serve. No, parlo di cose interiori. Desidero proprio quanto te la libertà e l'aria, ma credo che siamo stati abbondantemente ricompensati per queste privazioni. Voglio dire ricompensati internamente. Questa mattina, quando guardavo dalla finestra e in realtà vedevo Dio e la natura, allora ero felice, nient'altro felice. E vedi, Peter, finché uno ha la felicità dentro, quando è felice per la natura, per la salute e tante altre cose, finché si porta dentro queste cose, potrà soltanto essere felice. La ricchezza, la bellezza, tutto si può perdere, ma la gioia che hai nel cuore può essere soltanto offuscata: per tutta la vita tornerà a renderti felice.Prova, una volta che ti senti sono infelici o di cattivo umore, a guardare fuori quando il tempo così meglio. Non le case e i  tetti, ma il cielo. Finché potrai guardare il cielo senza timori, saprai di essere puro dentro e che tornerai a essere felice."

Prinsengracht, il canale sul quale affaccia la casa, sullo sfondo la chiesa Westerkerk di cui Anne sentiva il suono delle campane ogni quarto d'ora all'inizio della sua prigionia.
"Allora non penso a tutta la miseria, ma alle belle cose che restano tuttora. E qui, soprattutto, la differenza tra me e la mamma. Il suo suggerimento contro la depressione: Pensa a tutta la miseria del mondo, e sii contenta che non sia toccata a te. Io invece dico: Esci nei campi, nella natura, al sole. Esci e cerca di ritrovare la fortuna dentro di te; pensa a tutte le belle cose che crescono dentro e attorno a te e sii felice.
Secondo me quello che dice la mamma non va bene, perché che cosa dovrebbe fare uno a cui è capitata tutta la miseria? È perduto. Al contrario trovo che dopo ogni scontro resta qualcosa di bello, a ben guardare si vede sempre più felicità e si torna a essere equilibrati. Chi è felice renderà felici gli altri, chi ha coraggio e fiducia non dovrà mai sprofondare nella miseria!"

La natura è proprio l'unica cosa per cui non ci possono essere sostituiti!


Titolo originale: Het Achterhuis, traduzione di Laura Pignatti, Edizioni Einaudi 2014

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