mercoledì 24 febbraio 2016

Un ingrediente per la felicità

Sono convinta che la ricetta per la felicità includa come primo ingrediente la consapevolezza di non poter avere sempre ragione.
Come diceva Pirandello non esiste una sola verità ma ne esistono tante, quante sono le persone al mondo. Ed è anche vero che la nostra verità cambia nel tempo: quello che credevano a vent'anni non sempre è quello che crederemo essere vero a settantanni. 
Quando siamo convinti di avere ragione è facile che ci sentiamo maltrattati e incompresi dagli altri perché prendiamo come un'offesa personale il loro pensiero, quindi la loro verità.

Se non ci si allena un po' a questo diventa difficile uscire dalla spirale di "disperazione" perché ci si sente attaccati continuamente da tutti.
Si arriva al punto di vedere solo il bene che noi facciamo e il male che riceviamo e questo ci porta ad una sofferenza continua e ci avvelena la vita.
Ed è un peccato rovinarsi la vita, che potrebbe essere comunque serena, perché così fortemente concentrati sui dispiaceri che ci causano le persone che ci circondano.

Dovremmo fermarci più spesso, magari prendere un momento di calma e solitudine, preferibilmente in mezzo alla natura, e riflettere sull'impossibilità di avere sempre ragione. Saremmo un essere supremo se così fosse.

Accettiamo di poter aver pensieri sbagliati, di non ricordare esattamente certe cose, o di aver interpretato male le parole (o i silenzi, o le espressioni) degli altri.

Non c'è nulla di sbagliato in questo. Ammettiamo di essere fallaci, prima di tutto a noi stessi.

E cerchiamo di evitare il più possibile di sentirci perseguitati. Se crediamo che gli altri ci attacchino ad ogni loro parola non potrebbe essere che siamo proprio noi i primi a farlo?

La nostra è la stessa verità che ci è seduto di fronte a noi crede di avere. Proviamo a pensare che la persona che abbiamo accanto ha la stessa convinzione di avere ragione che abbiamo noi, non lo fa apposta, è il nostro specchio.

Certo spesso accadono ripicche e rivendicazione con cui qualcuno consapevolmente sostiene un'idea contraria alla nostra, sapendo di sbagliare, solo per opposizione ma questo accade OGNI TANTO, il più delle volte quello che a noi sembra volerci ferire, attaccare, farci torto, è semplicemente un umano come noi che sostiene la sua verità e che noi stiamo ferendo e attaccando allo stesso modo...

Siamo davvero convinti, a mente serena, che tutti coloro che non la pensano come noi vogliano farci del male?

Siamo davvero convinti, a mente fredda, di essere così perfetti per cui solo le nostre idee sono valide?

Se a queste domande abbiamo risposto sì, stiamo intossicando prima di tutto la nostra vita: ci stiamo facendo del male, perché ogni giorno, ogni ora, ogni minuto ci sentiremo umiliati, bistrattati e insultati perché ci è impossibile capire il perché gli altri non la pensino come noi, non rispettino le nostre idee e non le accettino.

Coraggio! Questo non significa fare tutto quello che ci dicono, non opporsi e vivere sottomessi.
Significa vivere la nostra verità senza diventare matti perché non coincide con quella degli altri.
Significa trovare accordi con gli altri senza essere sospettosi che quello che fanno o dicono sia contro di noi.





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