venerdì 3 settembre 2010

L'albero degli zoccoli


Questo film del 1978 di Ermanno Olmi, giace nella mia videoteca da parecchi anni.
Il mio snobismo verso tutto ciò che è bergamasco mi ha impedito di vederlo per tutto questo tempo.
Finalmente una sera, stimolata da mio marito che l'aveva apprezzato durante l'infanzia, è entrato nel lettore dvd e...
Ebbene sì, mi sono pentita di avere aspettato così tanto.
Abbiamo deciso di dividerlo in due parti per poterlo seguire con più attenzione (dura infatti 3 ore).
La sorpresa più inaspettata è stato il fatto che sia piaciuto a tutti e quattro. Anche mia figlia maggiore, la polemica, insisteva per continuare a vederlo fino alla fine. Era attenta e curiosa.
E io ero emozionata. Sì, la parola esatta è proprio questa. Questo film, dal primo momento, mi ha emozionato, sentivo il sangue che si muoveva in modo strano nelle vene.
Ed è stato sconfitto anche il mio snobismo, perché, in questo film, il dialetto bergamasco mi è piaciuto molto, mi faceva tenerezza. L'ho seguito volentieri.

Probabilmente la spinta definitiva a guardarlo è stato il film "Il vento fa il suo giro" di Giorgio Diritti, visto qualche settimana fa, dopo la folgorazione de "L'uomo che verrà".

Vi ho già parlato di Terra Madre il documentario di Ermanno Olmi, avrei dovuto parlarvene più in là ma quel post si pubblicava da solo...

6 commenti:

  1. Scusa per il doppio commento di ieri, il computer sembrava aver eliminato il primo e mi sono nuovamente immersa nel tuo post per condivide insieme opinioni e considerazioni. Puoi eliminarlo se vuoi. La malinconia premestruale ,inoltre, nulla toglie ai pensieri ed al valore del loro contenuto. Riguardo al film di E.Olmi io lo vidi al cinema da ragazzina e rimasi colpita dalle immagini, dai dialoghi, dalla tenerezza di quei ricordi. La contadina che entra in chiesa e chiede alla Madonna di non farle morire la mucca, la disperazione che rende tale preghiera così diretta ed intensa difficilmente la dimenticherò. Il dialetto bergamasco era comprensibile ed aiutava a capire le emozioni dei protagonisti. Il pane bianco dato alla puerpera, i pomodori cresciuti a febbraio grazie al concime ed al luogo prescelto per la loro coltivazione, tutto il film è permeato da una testimonianza per nulla edulcorata della povertà e della dignità di quella gente. Mio padre ricordava che alla domenica, dalle sue parti, i contadini che lavoravano stagionalmente si riposavano giocando a bocce sulle strade sterrate di campagna o, guardando i compagni di lavoro, o fumando un pezzo di sigaro seduti sul ciglio della strada. Un giorno il proprietario terriero passando da quelle parti su una piccola carrozza aperta trainata da cavalli, con in mano il frustino, si è fermato ed ha colpito in faccia il contadino che stava fumando il sigaro sostenendo che certi vizi poteva permetterseli solo lui. Dopodichè ha ripreso la sua strada senza che nessuno reagisse alla violenza gratuita ed ignobile di quell'atto, la vittima per prima. Il mondo contadino in ogni parte d'Italia veniva vessato e maltrattato. Hai visto Novecento atto I di Bertolucci? Quando scoppiò la prima Guerra Mondiale pescarono a piene mani da quel mondo per avere bravi fanti-carne da macello da mandare al fronte: formavano i battaglioni con uomini provenienti dalla stessa regione o paese perchè allora non si parlava la lingua italiana in campagna o fra i monti ed anche nelle città l'analfabetismo era ancora dilagante. I dialetti erano la loro lingua. Ritornando ad E. Olmi meravigliosa è la poesia con cui riesce a descrivere quel mondo irrimediabilmente lontano, l'umanità che sa far emergere da quelle storie, gli infiniti dettagli che ti riportano a quei giorni, ti sembra di sentire gli odori ed i profumi, il dolore e la vergogna sulla tua pelle. La gioia è sfumata dai ricordi e dalle privazioni, dalla fatica del vivere quotidiano e dalle ingiustizie. Rimangono le voci lontane di quegli uomini e di quelle donne che hanno costruito il nostro presente, la cui memoria va protetta anche con gli aneddoti ed i ricordi familiari da tramandare per non dimenticare quello che c'era prima di noi. Mai vergognarsi delle proprie origini, piuttosto è un onore ed una piacevole sopresa sapere che qualcuno è sopravvissuto a tante fatiche e privazioni, ingiustizie e delusioni.

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  2. Carissima Tizina credo che Google sia controllato dalla pulizia politica (proprio pulizia, quella che cancella i commenti interessanti e profondi perché potrebbero indurre le persone a ragionare)perché ultimamente mette i tuoi commenti nello spam.
    Per fortuna ora l'ho scoperto. Li tengo controllati e li pubblico appena li vedo nella mia casella email.

    Dopo il tuo messaggio mi viene voglia di rivedere il film...

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  3. Davvero hai visto "L'aire fa son gir" (il vento fa il suo giro)?l'hanno girato qui vicino a me!!
    Però io non l'ho ancora visto, e nemmeno il film di Olmi..cavoli mi sa che merita vederli entrambi vero?aspetto il primo pomeriggio di pioggia autunnale e me li guardo!!

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  4. Davvero hai visto "L'aire fa son gir" (il vento fa il suo giro)?l'hanno girato qui vicino a me!!
    Però io non l'ho ancora visto, e nemmeno il film di Olmi..cavoli mi sa che merita vederli entrambi vero?aspetto il primo pomeriggio di pioggia autunnale e me li guardo!!

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  5. Eh sì devi proprio vederli, però stai attenta che in un bel pomeriggio di pioggia con due film così lenti, anche se belli, potresti addormentarti!!!

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  6. L'ho visto tanti anni fa quando uscì al cinema e mi piacque. Lo rivedrei volentieri.
    "Il vento fa il suo giro" l'ho visto invece l'anno scorso prima di andare in Val Maira.

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