lunedì 7 gennaio 2013

Il seggio vacante di J.K. Rowling

Come avevo raccontato qui, ho letto un solo Harry Potter e solo per curiosità perché il fantasy non è un genere che riesco ad apprezzare ma, essendo rimasta colpita dalla maestria della Rowling, ho atteso con impazienza l'arrivo del nuovo romanzo (rigorosamente per adulti e non fantasy) "Il Seggio Vacante" uscito in Italia il 6 dicembre 2012.
Ho deciso che sarebbe stato il primo libro del nuovo anno e, quando finalmente è arrivato in biblioteca, sono stata la prima a prenderlo in prestito, che è un po' come acquistarlo, perché non si perde il piacere dell'intonso che regala un libro nuovo (anche se questa edizione ha un odore di stampa insopportabile che mi fa continuamente tossire).
Molti si chiedevano se Joanne si sarebbe accontentata del successo di Harry Potter o avrebbe rischiato altre sfide. Lei ha risposto, a distanza di cinque anni dalla pubblicazione dell'ultimo episodio della saga, con coraggio perché il nuovo romanzo "Il seggio vacante" si distacca completamente dai precedenti.
Il successo è arrivato anche stavolta, anche se non ai livelli di Harry Potter per il quale la gente restava in coda la notte precedente la pubblicazione, e la Bbc ha già acquistato i diritti per una serie tv
Le recensioni dei lettori variano da entusiastiche, qualcuno grida al capolavoro, a deluse, soprattutto da parte dei fans del maghetto. 
Con queste premesse la sera del primo giorno di questo 2013, ho preso una pagina strappata da vecchi quaderni come segnalibro, una matita per i miei appunti (non posso sottolineare direttamente sul testo, giustamente!) e qualche aspettativa e ho iniziato questo romanzo di ben 550 pagine, con la giusta lentezza che ho promesso.
La prima cosa che ho notato ne "Il seggio vacante" è stata l'ironia, la sottile ironia di J.K. Rowling che affronta le debolezze umane con sagacia. L'autrice si pone come narratrice onnisciente, esterna, ogni capitoletto racconta quello che accade ad un diverso personaggio, o ad un gruppo di personaggi (che sono tanti). L'autrice però si affranca dai personaggi, non li giudica, ne racconta i tratti e i pensieri senza intromettersi mai nelle loro considerazioni.
Il romanzo è molto lento, graduale, non entra subito nel vivo, è più una fotografia che un'avventura. Riesco ad immaginarlo trasportato in una serie televisiva, sembra già bello pronto per questo!
Per apprezzarlo non bisogna avere fretta, proprio come sfogliando un libro di fotografie, J.K.R. te le mostra una ad una, con calma e al lettore che abbia la pazienza di ascoltarla, sembra di essere dove lei racconta.
Ho provato a fermarmi alla fine di ogni capitoletto, proprio come ci si ferma guardando una serie tv per la pubblicità o perché è finita la puntata.
Fermandomi ho riflettuto su quanto appena letto cercando di capire il perché di immagini banali e stereotipate (che non definirei forti), sul perché sia necessario cercare sul fondo, analizzare, riportare e raccontare la bassezza delle persone e tralasciare o emarginare la loro bellezza, o la bellezza della vita, perché questa è ritenuta banale, inutile, perché i pregi sono scontati, poco interessanti, mentre i difetti vanno esposti, raccontati, esaltati. Mi chiedo quanto sia utile questo modo di rapportarsi alla vita.

Mi sono chiesta: cosa cerco in un libro? Forse cerco proprio il motivo dell'umana follia, come i sei personaggi di Inchiostro, invece un romanzo può semplicemente raccontare una storia, essere fonte di intrattenimento.
"Il seggio vacante" presenta una serie di personaggi, giovani o adulti, che non hanno ancora fatto pace con se stessi, hanno tutti qualcosa da rimproverare alla vita ed un difficile rapporto con qualcuno:  a volte con gli altri, nascosto dietro una facciata di cortesia, più spesso con se stessi.
Mi ha messo un'immensa tristezza la figura di Terri e mi martellavano in testa queste parole: Non giudicare! Non giudicare! Non giudicare! La drammatica e disperata figura di questa donna sola e devastata, incapace di essere madre, di rimettersi in piedi, maledetta fin dalla nascita mi ha ricordato che non si possono mai giudicare gli altri, mai!
E Krystal che a sedici anni non riesce a leggere le indicazioni dell'ospedale, i nomi sulle tombe ma fuma le canne e fa sesso così, tanto per fare, tanto per esistere... Ma come può la vita essere così crudele con qualcuno?
Ho letto molti commenti in cui si dice che con questo romanzo non ci si affeziona ai personaggi invece a me non è capitato, li ho sentiti tutti molto vicini, familiari, bisognosi della mia attenzione...
Quando entravo in casa Price percepivo la tensione, sentivo la rabbia e la paura, l'angoscia di madre e figli e la collera spaventosa del padre.
Mi sono però chiesta quanto bene faccia all'umanità analizzare i suoi punti deboli, le sue cattiverie e tutti i suoi innumerevoli problemi continuamente ed incessantemente in romanzi e film.
Qualcuno ha detto che il modo di scrivere di Joanne Rowling ricorda quello di Jane Austen e posso anche essere d'accordo perché mette la medesima cura e precisa attenzione per ogni singolo personaggio ma con una differenza fondamentale: la Austen non ha mai avuto bisogno di drammi, disgrazie e parolacce per farci amare ed interessare ai suoi romanzi.
Da questo romanzo i genitori escono con un ritratto che non fa loro onore: magari bravi perché impegnati nel proprio lavoro e nel sociale ma incapaci di svolgere il ruolo di genitori, non riescono ad essere un punto di riferimento, né a comunicare con i figli.
Consiglio vivamente questo romanzo, vi confesso che avrei voluto che durasse di più....

Le mie sottolineature riportate su Anobii.

Titolo originale: The Casual Vacancy Traduzione di Silvia Piraccini (2012)

LeggiAmo 2013
Sezione ALFABETO



16 commenti:

  1. Anch'io come te non sono amante del fantasy, ma i libri di Harry Potter li ho divorati, e questo mi ha fatto piacere la sua scrittrice.
    Da un po' di tempo questo libro "mi chiama" : leggo recensioni, lo vedo sugli scaffali, se ne parla ...
    Ma per adesso non mi sono ancora lasciata sedurre, anche se, dopo aver letto questo post sono sempre più tentata.
    Chissà magari lo infilo fra i 50 della sfida.

    Complimenti per aver inserito la traduttrice.
    Proprio ieri leggevo sul sito di un "divulgatore di libri" come si definisce lui, l'importanza della traduzione, in quanto non basta sapere una lingua, ma bisogna anche seguire lo stile dello scrittore.

    Buona lettura

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    1. L'argomento traduzione mi interessa molto. Riusciresti a darmi il link di quell'articolo. Io credo che i traduttori abbiamo un ruolo molto importante ma mi riesce davvero difficile capire come avviene una traduzione fedele, soprattutto quando i romanzi giocano con la lingua...

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    2. il sito è questo : http://www.circolodeilibri.ch/blog
      Il signor Fazioli parla della traduzione in risposta ad un commento di Ambretta Sampietro nelle pagine di "dite la vostra".
      Una volta leggevo parecchi romanzi di uno stesso autore, credo fosse la Steel, poi cambiarono traduttore e si notava subito il cambiamento, da romanzi rosa e leggeri, risultavano appesantiti.

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    3. Davvero? E' incredibile questa cosa...Ma come possiamo sapere per certo che sia "colpa" della traduzione e non dell'autore?

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  2. Bellissima la tua recensione. L'ho letto anch'io e mi è piaciuto tantissimo. Brava la Rowling!

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  3. Grazie Giannina per questa bellissima recensione!
    Ho amato molto i film dedicati ad Harry Potter, ma la letteratura fantasy [a parte il Re Tolkien] non mi ha ancora catturata del tutto, per cui non sono attratta dal leggere un libro della Rowling.
    Forse più in là leggerò "Il seggio vacante", chissà per ora mi è piaciuto molto leggere la tua opinione in merito

    Un abbraccio e...alla prossima recensione per LeggiAmo =)

    Lena

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  4. Ciao Lena,
    volevo solo precisare che questo libro non è fantasy, anzi è fin troppo realistico!!!
    Un abbraccio!

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  5. Grazie per l'accurata recensione di questo libro, pensavo fosse un fantasy e nonostante io abbia letto e amato Harry Potter non sono un'appassionata del genere, ora sono parecchio incuriosita quindi lo aggiungo alla lista dei libri da leggere!
    Colgo l'occasione per augurarti un buon 2013, a presto

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  6. Dovrebbero assumerti come recensore ufficiale di quakche rivista/sito/giornale!
    Con queste recensioni fai sempre venire voglia di comprare e leggere... e per me che non ho tempo causa pupi è una sofferenza.... !
    Un abbraccio

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    1. Grazie! Che bel complimento!
      Consolati, dai...Quando avevo le bimbe piccole leggevo sì e no tre libri all'anno!

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  7. L'ho appena finito anche io, e concordo in tutto. Io letto anche tutti gli Harry Potter quindi sono un'affezionata della Rowling, ma questo da HP si discosta del tutto. MI è piaciuto molto, anche io avrei voluto che durasse di più, e Krystal, mi è rimasta nel cuore :)

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    1. Sì, mi sa che purtroppo di questo non ci sarà un seguito, peccato...avrebbe potuto esserci Il riscatto di Krystal, ma allora sarebbe stato un romanzo fantasy...

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  8. Ho letto tutti gli Harry Pottere e ho visto e rivisto i film, discusso e ridiscusso in famiglia sulle differenze tra libro e film; imparato anche delle citazioni o i nomi impossibili di alcuni personaggi. Tutto ciò considerando che il genere fantasy non è il mio. Ma questo cara Alchemilla no; e non per le differenze, non le vado cercando, ma perchè io ho bisogno di evasione; non è importante il periodo, am voglio la storia con il personaggio centrale e pochi personaggi di contorno e poi, perdonami ma deve finire bene. Il libro mi deve far sognare e mi deve far distaccare dalla realtà; ne ho abbastanza della brutta vita di tutti i giorni, anche quella ascoltata da lontano che non voglio saperne di più; non ho voluto leggere Questo è un uomo, come non ho mai più voluto rivedere Bambi.....mi spiace, il mio libro come il mio film, mi deve, almeno parzialmente far sognare......

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    1. Ho pensato queste stesse cose mentre lo leggevo e vedi che l'ho scritto anche nel post. A cosa serve parlare del brutto di questo mondo?
      Non lo so...infatti tendenzialmente leggo storie "brutte" solo quando sono storie vere ma a volte mi lascio attirare da scrittrici brave e coinvolgenti...
      Mi ricordo quando lessi "Un giorno perfetto" di Melania Mazzuco. L'ho amato dall'inizio alla fine, ma poi l'avrei gettato nel mare (ero in spiaggia) perché un finale così è ingiusto, soprattutto nei romanzi di fantasia!
      Ti capisco quindi se non vuoi leggerlo anche se ami la Rowling.

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  9. Ciao carissima! Ho finito di leggerlo ieri sera! Mentre leggevo mi chiedevo: ma la Rowling ci va sul pesante perché deve dimostrare qualcosa? E' autentico questo suo modo di scrivere...come direbbe Ciccio?!
    Mi è piaciuto anche se lo ammetto...mi ha lasciato tanta amarezza! :/

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