domenica 31 gennaio 2010

Tra le nuvole

Finalmente l'ho visto, correndo un grosso rischio: crisi familiare.
Ho fatto i capricci perché nessuno voleva venire al cinema con me, ci sarei andata anche sola, e forse sarebbe stato meglio...l'istinto me lo diceva e come sempre non l'ho seguito.
Quindi sono venuti tutti, solo che io avrei visto questo film e loro un altro. Ma nel loro non c'erano più posti liberi per tutta la giornata ! Quindi sono rimasti fuori, hanno provato ad andare a Bergamo ma c'era il blocco totale della auto, si sono fermati in un bar poi sono rimasti in auto ad ascoltare la partita (neanche a dirlo che un po' di colpe ce le ha sempre lei...) e...si è scaricata la batteria dell'auto...è dovuto venire mio padre con i cavi a caricarla...
Mia figlia ha detto "La domenica più brutta della mia vita!"
Ed io ignara nel cinema a vedere questo film che mi è piaciuto molto e che attendevo con ansia:



George Clooney, Vera Farmiga e Anna Kendrick sono splendidi nelle loro interpretazioni.
Di George Clooney non c'è niente da aggiungere, mentre Vera Farmiga è splendida e affascinante, quasi da offuscare il bel George. Il personaggio di Anna Kendrick è perfettamente caratterizzato e lei rende perfettamente l'idea.
Ci sono delle scene molto divertenti, altre più sentimentali, alcune molto riflessive.
Vorrei aggiungere di più ma il contesto successivo al film mi ha bloccato.

sabato 30 gennaio 2010

Emmaus - Alessandro Baricco (2009)


L'AUTORE

Ho sempre avuto l'abitudine di scrivere qualche appunto dei libri che leggo. Ho scoperto Baricco con OCEANO MARE che ho molto amato, scrivendo queste parole: "Affascinante.Parole.Appunti.Emozioni. Una storia scritta in registri differenti, molto particolare, mai chiara ma avvincente.
Begli spunti, lirico. E il mare, protagonista stupendamente reso e vissuto."
Poi due anni dopo lessi SETA e scrissi "E' una storia molto sensuale. Siccome però io sono molto intransigente mi spiace che tutto si basi su di un tradimento. E soprattutto di una donna VERA."
Di "OMERO,ILIADE" scrissi solo "Normale".
Di Baricco non vogli aggiungere niente mi sembra personaggio abbastanza conosciuto ed apprezzato. Ha la fortuna di poter scrivere un racconto di 140 pagine (relative) e venderlo a 13 €.
LA TRAMA
La trama in sintesi è la storia di un cambiamento in un gruppo di amici molto cattolici.
IL MIO COMMENTO
Potrei dividere questo libro in tre parti.
La prima che ti spinge a smettere di leggerlo ma non lo fai perché essendo così breve non sprechi comunque molto tempo. Questo perché non mi convincono i "romanzi" che sfruttano storie drammatiche (soprattutto quelle di sesso, prostituzione e disgrazie, in particolare di bambini) per vendere. Non mi piace quel sottofondo di drammaticità costante che mi riporta a "La solitudine dei numeri primi" in cui resti costantemente in attesa del dramma.
La seconda che ti affascina e conquista, seppur scritta con un linguaggio ermetico a volte incomprensibile; ho apprezzato la lettura della fede cattolica, la contrapposizione con "gli altri".
Vedere le fotografie di sentimenti e consuetudini visti, vissuti e provati.
Per esempio la descrizione del passo di Emmaus è intensa, anche l'indugiare sulla fede è
chiarificatorio, un po' noioso.
Poi l'ultima parte è terribile. Una serie di drammatici avvenimenti...Se fosse una storia vera potrebbe avere un suo senso ma se, come immagino, è completamente inventata sembra un voler romanzare un telegiornale zeppo di notizie di cronaca nera o di esasperazione dei comportamenti della società e dei giovani.
Sembra che Baricco abbia preso le notizie che più attirano l'interesse dei telespettatori di
Porta a Porta e ci abbia scritto un racconto.
Certo ci mette molta poesia e molte parole riflessive, descrivendo molto bene certi sentimenti e certe consuetudini.
Però...

5^ settimana: Rifletto su questa frase


Se vedi gli altri come sono realmente, senza prendere nulla in modo personale, niente di ciò che ti dicono o fanno ti potrà ferire.
Anche se mentono, va bene così.
Stanno mentendo perché hanno paura che tu scopra che non sono perfetti.

Don Miguel Ruiz - Le carte dei quattro accordi

venerdì 29 gennaio 2010

Il bambino con il pigiama a righe



Sono straziata. Siamo straziati. Sinceramente non conoscevo il finale del film, e forse è stato meglio così altrimenti credo che non avrei mai guardato questo film con le mie figlie.
Invece è stato uno spunto di riflessione molto sofferta sull'odio, sulle conseguenze di adeguarsi alla massa, di credere a tutto quello che ci raccontano, di trovare il capro espiatorio nelle difficoltà, di avere paura di chi non è come noi.
Abbiamo parlato di odio e mi hanno chiesto "Ma se il mio compagno mi sta antipatico, quello è odio?"
Dovremmo riflettere sul nostro linguaggio perché spesso usiamo questa parola contro qualcuno, senza renderci conto del suo significato.

Hanno seguito il film con attenzione e partecipazione e ne sono rimaste sconvolte. Si sono ricordate di aver visto, lo scorso anno, "La vita è bella" quindi conoscevano l'argomento ma questo film...Un bambino che vede il film di Benigni affronta l'argomento un po' come il bambino del film, con quell'innocenza meravigliosa.
In questo film l'innocenza dei bambini è spazzata via.

Ma i bambini, ancora una volta, sono la voce della verità, sono la verità, hanno le risposte e noi non li stiamo mai ad ascoltare, tanto sono bambini...

E' un film bellissimo, anche gli attori sono molto bravi, mi piace l'ambientazione.
Un film che vorresti rivedere subito ma non sai quando mai avrai il coraggio di farlo.


RIFLESSIONE

La frase della settimana diceva "Ama e rispetta te stesso".

Credo di averci riflettuto molto poco. Però è una frase che mi piace.
Mi ricorda il fatto che quando sentivo in chiesa la frase "ama il prossimo tuo come te stesso" la interpretavo, o mi è stato insegnato ad interpretarla con un "dovresti essere meno egoista e amare il prossimo come ami te stesso, non solo te stesso"...

Invece in quest'ultimo anno sono riuscita a capire che significa che prima di tutto devi amare profondamente te stesso se vuoi veramente amare gli altri. Non puoi amare gli altri se prima non ami te stesso.

Ci arriverò.

Questa settimana che doveva essere povera di idee e di iniziative si è rivelata la migliore settimana.
Abbiamo anche iniziato un libro con una favoletta da regalare al cuginetto.

La lettura della Piccola Casa nella Prateria, continua molto a rilento. Dopo che nel primo capitolo c'è stata la descrizione dettagliata del fatto che del maiale non si butta via nulla, le mie figlie sono piuttosto incerte sul seguito, devo obbligarle con la forza!

giovedì 28 gennaio 2010

Ancora di decrescita

Il dialogo sulla decrescita che si è sviluppato nei vari blog in questi giorni (grazie al blogstorming di genitoricrescono sul tema Ecofamiglie) è stato molto arricchente e da più parti ho ricevuto consigli e idee per migliorarmi in questo senso ma anche spunti di riflessione.

Quando lessi The Secret mi rimase un po' di amaro in bocca nel sentire parlare continuamente di "cose" (chiedi, credi, ricevi), così decisi di leggere "La scienza del diventare Ricchi" che prometteva di farmi riappacificare con il mio rapporto con il denaro.
In effetti Wallace, l'autore, ha una visione molto spirituale del denaro, soprattutto insiste su una mentalità creativa e non competitiva e sul fatto che le risorse non sono esauribili, cioè ce n'è per tutti!
Ci spiega anche come il denaro possa servire per migliorarci, per elevarci, per fare tante cose interessanti e positive.

In effetti per andare a teatro o al cinema, assistere ad un concerto, ma anche per fare dello sport, per visitare il mondo, per informarsi, per aiutare gli altri, servono soldi.
Fortunatamente per leggere no perché ci sono meravigliose biblioteche.

Però riflettevo sul fatto che tutte queste attività, consumate in grande quantità, producono comunque stress nella persona.
Per esempio, per andare al cinema è necessario spostarsi in auto, trovare il parcheggio, fare la coda alla cassa, finire in un posto a sedere che non soddisfa, avere il vicino che chiacchera e disturba la proiezione...
Lo stesso per fare certi sport, per esempio io frequento il corso di Tai Chi che mi appassiona molto però si tratta sempre di organizzarsi per frequentarlo ogni settimana allo stesso giorno e allo stesso orario, che magari non è l'orario migliore per te e la tua famiglia, e se un giorno non ci vuoi andare devi fare sforzo su di te...e lo stesso ti devi spostare in auto, il parcheggio, sei in ritardo, non trovi il cartellino per entrare....Schiocchezze, certo ma...

Immaginiamo di trarre il nostro "divertimento" solamente da noi stessi, dalle persone e dalla natura.
E' totalmente gratis fare lunghe passeggiate nella natura, giocare a rincorrersi con i figli, piantare i pomodori nell'orto, cantare tutti insieme, inventare una storia e rappresentarla.

E' totalmente gratis frequentare persone positive, creare momenti piacevoli, scambiando idee e opinioni.

E così immagino...Immagino che ogni Comune ed ogni Circoscrizione, nelle città, metta a disposizione un luogo dove le persone si incontrano ed un deposito autogestito.
In cui portare ore di tempo, oggetti da scambiare, organizzare divertimenti per tutte le età.

E immagino che non per questo l'economia si fermi ma cresca in modo diverso, cresca basandosi sulla creatività delle persone, sulla qualità dei materiali, sul valore nel tempo.

E vorrei chiudere con uGrassettona frase di Francesca che avete letto nell'intervista "Ecologico è quello che hai già!" e con le splendide parole di Sybille prese dal suo Buntglas:


La motivazione ad acquisire determinati comportamenti per me non sta nella “coscienza sporca” sul “cattivo comportamento”. Sta invece nella consapevolezza che il proprio comportamento è associata con una migliore qualità della vita, un atto pienamente egoistico, in fondo. Libertà e l’indipendenza sono valori forti nella nostra famiglia, ma forse nel senso diverso da quello che dice la pubblicitá e l’economia. Essere liberi dal consumismo, liberi dalle pseudo-indipendenza come la mobilitá assoluta e la comunicazione illimitata. Perché esporsi a questo stress? Perché cedere alle pressioni per guadagnare più soldi per potersi permettere piú cose? Perché non invece provare ad avere bisogno di meno cose, di essere meno dipendenti dal fatto di vestire in un certo modo, di aver bisogno di andare in ferie chissá dove, di sprecare tempo ed energia in attivitá che non ci danno vera soddisfazione. So che sembrano frasi banali, ma in questa filosofia noi ci crediamo: desiderare di meno aumenta la soddisfazione e la felicitá. Sapere che basta poco per avere il necessario. Non legare il fatto di essere felici con il fatto di possedere o non possedere certe cose, di potersi permettere o non, certe attivitá.

mercoledì 27 gennaio 2010

Le idee confuse


Dopo qualche mese di reticenza ho voluto creare la mia libreria su Anobii, se volete spendere ancora qualche ora al computer ve lo consiglio...
Ho indicato alcuni libri "in lettura" che ho poi messo anche qui a fianco. Però ho mentito perché ne sto leggendo molti di più. Eccoli.

Dovrei preparare una relazione sul tema dei COMPITI A CASA e quindi mi sto documentando:

- MISSIONE COMPITI - Gianluca Daffi - Erickson
(vivere questo impegno quotidiano con maggiore serenità e soddisfazione)
- IL PIACERE DI LAVORARE - Giorgio Piccinino -Erickson
(per ritrovare la gioia e il piacere del fare) - Erickson ha delle pubblicazioni fantastiche!
- I BAMBINI NON SONO PIGRI - Mel Levine - Mondadori (me lo aveva consigliato anche Stefi)
(Nessuno nasce pigro, la pigrizia non esiste)
- GENITORI SLOW - Carl Honoré - Rizzoli (su consiglio di Roberta)
(educare senza stress con la filosofia della lentezza)
- I COMPITI A CASA - Philippe Meirieu - Feltrinelli
(a ciascuno il suo ruolo)
- HAI FATTO I COMPITI ?- M.E.Antonioli, M.D. Grande - Armando Editore
(come aiutare i figli)
- LA SCUOLA DI MIO FIGLIO - Paola Di Pietro - RED
(consigli)

Avevo bisogno di ottimismo e gioia di vivere, quindi sono andata in biblioteca a prendere gli introvabili primi libri di Fannie Flagg (quella di Pomodori Verdi Fritti) che per me è una tisana calda e rilassante:

- PANE, COSE E CAPPUCCINO dal Fornaio di Elmwood Springs
- HAMBURGER E MIRACOLI sulle rive di Shell Beach

Ma nella mia condizione di "distacco" dal cibo come faccio a leggere libri con titoli simili?

Ero poi incuriosita da un libro dal titolo molto interessante:

- ESSERE AUTORE DELLA PROPRIA VITA - Michelle J. Noel.
Dice "Possiamo cambiare tutto e migliorare la nostra vita, realizzando così un vero capolavoro".


All'entrata della biblioteca c'era un libro così breve e oltrettutto appena arrivato, intonso, che non ho resistito:

- EMMAUS - Alessandro Baricco
(abbiamo tutti sedici anni...)

Mia suocera però qualche giorno fa mi ha prestato un libro che sembra affascinante:

- UN DOLLARO MILLE CHILOMETRI - Dominique Lapierre
(un viaggio fatto nel lontano...1950)


DA DOVE COMINCIO ????

lunedì 25 gennaio 2010

La Casa della mia Anima


C'è un blog molto speciale a cui sono particolarmente affezionata: è La Casa della mia Anima di Cicabuma o meglio Francesca.
E' un luogo in cui si respira dolcezza, cultura, amore e consapevolezza.
Francesca parla di libri, dei suoi figli, di arte e di molto altro. Francesca è anche un'artista, la foto rappresenta uno dei suoi splendidi dipinti.
E mi ha rilasciato una splendida intervista da leggere con attenzione.

domenica 24 gennaio 2010

La vita è bella


Oggi sono felice.

Ho passato un fine settimana che mi ha ricordato quanto la mia vita sia bella, quando debba ogni giorno ringraziare per questa vita.
Fare la raccolta viveri per il Perù è stato un momento di unione, soddisfazione e consapevolezza.
Cucinare insieme alle mie figlie mi è servito per non dimenticare quanto mi diverta in loro compagnia.
Accudire mio marito infortunato mi ha fatto ripensare a quanto gli voglia bene.
Fare una camminata nella neve mi ha riportato nella natura, nel suo potere di rappacificazione e serenità.
Essere invitata a cena, a pranzo e accompagnare mia figlia al compleanno di un'amica mi ha richiamato il valore dell'amicizia e di avere vicino delle persone.
Infine guardare il film La Casa nella Prateria alla tv mi ha riempito il cuore di amore e coraggio.
-.-
Del valore de La casa nella prateria parlerò ancora, oggi volevo solo lasciare un segno di questo sentimento.

Raccolta Viveri

Un pomeriggio freddo ma intenso e divertente.
Mia figlia di 10 anni e mio marito hanno girato per il paese a raccogliere i viveri mentre mia figlia di 7 anni ed io siamo rimaste al punto di raccolta a controllare smistare e scatolare i viveri raccolti.

E' stato bellissimo vedere l'impegno e la passione dei bambini, come hanno dato il meglio di loro impegnandosi fino allo sfinimento.
Mia figlia piccola in certi momenti era l'unica che sistemava le scatole e i pacchi di cibo, velocissima, pasta qui, riso lì, questi cosa sono, legumi, allora vanno lì. Alla sera era stanchissima con i piedi gelati ma non ha mollato fino all'ultimo pacchetto.
Anche l'altra ha girato camminando per il paese (cosa che suscita sempre lamentele) senza lagnarsi o chiedere quanto tempo mancava alla fine, con decisione ed educazione ha suonato i campanelli e risposto in maniera gentile anche a chi non lo era proprio.
Solo una nota di incredulità: abbiamo raccolto uno scatolone di prodotti scaduti, ma che coraggio a pulire la dispensa a favore dei poveri!!! E poi chi di voi ha mai fatto scadere la pasta e la passata di pomodoro ? In casa nostra sarebbe impensabile...

Giornata di grande valore e soddisfazione. Peccato che la macchina fotografica è rimasta a casa, al calduccio, come accade spesso e non abbiamo potuto immortalare la pila di scatoloni con attaccato ognuno un disegno fatto dai bambini della 5^ elementare da inviare ai loro coetanei in Perù.

sabato 23 gennaio 2010

Con la testa tra le nuvole

Ieri mattina ho accompagnato le mie figlie a scuola. In auto.
Lo so che abitando a 10 minuti scarsi a piedi dalla scuola potremmo andare a piedi. E per due validi motivi: devo dimagrire, quale migliore esercizio che una camminata mattutina, sono ecologica e questo è un grande spreco. Però durante tutto l'inverno si contano sulle dite delle mani le andate verso scuola a piedi, mentre i ritorni sì, sempre.
Comunque stavo per imboccare la strada verso casa quando vedo le mie figlie camminare veloci verso di me. Per un attimo non ho capito cosa fosse successo poi ho cominciato a ridere senza ritegno...
ERANO ANDATE A SCUOLA SENZA CARTELLA!!!

Torta di Mele




Questa ricetta l'ho trovata sullo splendido blog Room 4 Desserts, un bellissimo spazio in cui le ricette vengono presentate spesso accompagnate a libri, tradizioni, video, racconti.
Ma l'autrice l'ha presa a sua volta da un sito di ricette molto bien spiegate con video chiari e precisi, si chiama GreedyWeb su youtube, qui la ricetta in questione oppure il sito http://www.greedyweb.it/.

Questi la ricetta molto in breve:

1 kg di mele sbucciate, tagliate a fette e messe in una zuppiera con
50 gr di zucchero, 1 cucchiaino di cannella e il succo di un limone

300 gr di farina, 100 gr di zucchero, 50 gr di burro, 1 uovo, lievito, pizzico di sale, 3 cucchiai di latte (dipende dalla farina, noi ne abbiamo messo 6)

In forno 170° per circa 45 minuti.

Se avete gli ingredienti e il tempo e volete provarla, cliccati i siti che ho citato per le istruzioni.

Praticamente l'hanno fatta le mie figlie con impegno e passione, molto interessate al risultato finale.
E sono state ampiamente ripagate, che belli questi momenti:



venerdì 22 gennaio 2010

4^ settimana: Rifletto su questa frase



Tu non sei mai responsabile delle azioni degli altri.
Sei responsabile di TE STESSO.
Se qualcuno che non ti tratta con amore e rispetto si allontana da te, consideralo un dono.
Forse per un po' soffrirai, ma alla fine il tuo cuore guarirà.
Don Miguel Ruiz - Le carte dei quattro accordi

CI SI ABITUA A TUTTO ?

Il giovedì sera frequento un corso di filosofia in un paese a 35 km da casa mia.
Per raggiungere questo paese devo attraversare una strada ad alto tasso di...
prostituzione.
Sono sempre stata una persona molto idealista, in quinta superiore (ormai quasi 17 anni fa...) avevo preso a cuore questo argomento con la convinzione di poter eliminare la prostituzione...(avevo anche intrattenuto una corrispondenza con la presidente della commissione alla Camera che se ne occupava)
Crescendo, grazie sicuramente alla maturità, ma anche ai libri di Gabriel Garcia Marquez e soprattutto ad alcuni approfondimenti sul tema della biologicità dell'uomo, ho capito, non senza fatica, che non si può eliminare la prostituzione perché è una "necessità fisiologica" per alcuni uomini e un'opportunità di lavoro molto ben pagato per alcune donne.
Per quelle donne che posso scegliere di fare questo mestiere.

Peccato che le donne che incontro su quella strada non hanno possibilità di scelta.

Le prime sere tornavo a casa con un senso di oppressione e tristezza, cercavo in internet le possibili soluzioni attuate in altri paesi europei, mi arrabbiavo e avevo le lacrime agli occhi.

Ogni volta però queste sensazioni diminuiscono. Per questo mi chiedo: ci si abitua proprio a tutto ?
Mi sono abituata a vedere queste donne in abiti succinti con una temperatura che scende sotto lo zero. Vederle attente ad ogni auto che passa, la maggior parte è sola su quel marciapiede (che nemmeno c'è), le donne africane invece accendono un fuoco e stanno sedute sul guard rail a chiaccherare e anche a ridere.
Sono belle (ndr ho potuto osservare con tutta questa attenzione perché spesso sono costretta ad attraversare quel tratto di strada molto lentamente avendo avanti un qualche automobilista o camionista che prosegue a passo d'uomo...non vi dico i miei sentimenti in quei momenti...).
Davvero sono belle che potrebbero fare le fotomodelle, invece sono sulla strada a fare lo stesso lavoro di quelle che adesso si fanno chiamare escort, guadagnano tanti soldi e vengono ospitate pure in televisione.
Le donne che incontro per la strada invece guadagnano molto poco, rischiano molto e non sono libere.

Ma se ci si abitua proprio a tutto, anche loro, mi chiedo, si saranno abituate ?

Malattia

L'origine delle malattie è nell'uomo e non fuori di esso.
Un medico dovrebbe conoscere l'uomo nella sua interezza e non solo nella sua forma esterna.

Paracelso

giovedì 21 gennaio 2010

RIFLESSIONE

La frase della settimana diceva Sii te stesso con gli altri.

Questo è uno dei miei difetti: non riesco quasi mai ad essere me stessa con le persone che mi conoscono. Cerco sempre di adattarmi alla situazione e alla persona perché questa si senta a suo agio, mai offesa, ascoltata e capita. Non importa se io non condivido o sono infastidita o vorrei essere da tutt'altra parte, io sono sempre carina e gentile con tutti.

Mi trovo molto meglio con gli "sconosciuti" con i quali mi sento di essere me stessa perché loro non si aspettano niente da me. Però non riesco mai a fare il "grande passo" da semplice conoscenza ad amicizia, perché ho un blocco innato. Sono sempre gli altri a parlare A me, difficilmente mi ascoltano...Ma questo perché sono io a mettermi nell'atteggiamento di ascolto.

Ho riflettuto poco su questo punto, ma soprattutto, pur avendo avuto un paio di occasioni per metterlo in pratica, ho desistito. Credo sia anche un atteggiamento un po' presuntuoso, il mio.

Per fortuna, con mio marito questo non accade, con lui sono me stessa, a volte troppo...

Hungry Planet

In tema con La decrescita felice, vi invito a guardare questo video di Peter Menzel.
Si tratta di fotografie scattate in alcune famiglie in diverse parti del mondo con le loro provviste alimentari.


Sul sito TIME altre foto con didascalia. Mentre sul sito di Peter Menzel c'è un documento pdf con statistiche e altre interessanti notizie.
Oltre alla differenza lampante di quantità, ma anche di qualità che, pare, vada in senso inverso rispetto alla quantità, vi invito a notare gli imballaggi...
Una nota positiva è che, in questo video, l'Italia ha una buona qualità e varietà di cibo. Peccato che la nostra tendenza sia di assomigliare sempre di più agli statunitensi.

sabato 16 gennaio 2010

Al cinema: AVATAR

Venerdì sera, in prima visione assoluta, tutta la famiglia ha assistito alla proiezione di AVATAR.
(non in 3d perchè mio marito, molto più ecologico di me, diceva che era assurdo fare molti km per andare a vedere un film che proiettavano anche vicino casa...però poi si è pentito!)
E' piaciuto, un po' lungo per la bimba di 7 anni che ha chiesto 5 volte "quando finisce però mi piace".
Un po' troppi morti tra uomini e animali per i miei gusti.
Un po' troppo costosa la realizzazione per le mie idee.
Un po' troppo bello il protagonista, per i miei occhi....
In realtà non so se questo film avesse un messaggio da dare o fosse solo un modo "divertente" per passare il tempo.
Non so nemmeno se si possa definire film ecologista...Per un paio di frasi, mi sembra poco con tutta la distruzione che viene fatta, per dare questa definizione letta da più parti.
Considerando anche la grande quantità di inquinamento che un film del genere produce.
Torniamo a casa tutti con la curiosità di sapere se le scene e i personaggi fossero creati al computer o reali ma soprattutto di sapere chi è questo Sam Worthington (mio marito no...).
E anche con la consapevolezza che devo stare più attenta a parlare di storia prima di vedere un film del genere, perché mia figlia di 7 anni mi ha chiesto se "anche i colonizzatori di cui mi hai parlato erano Avatar ?"

venerdì 15 gennaio 2010

3^ settimana: Rifletto su questa frase



La nostra più grande supposizione è che tutti vedano la vita come la vediamo noi.
Supponiamo che gli altri pensino come pensiamo noi, sentano come sentiamo noi, giudichino come giudichiamo noi e prevarichino come prevarichiamo noi.

In compagnia degli altri abbiamo paura di essere noi stessi, perché temiamo che ci giudichino, ci sacrifichino, abusino di noi e ci biasimino, esattamente come facciamo noi.

Don Miguel Ruiz - Le carte dei quattro accordi

Il cassetto nel racconto (Lia Celi) - 1997

L'AUTRICE
"Conosco" Lia Celi da quando, incinta della mia prima figlia, mi sono abbonata alla rivista Insieme e la mia rubrica preferita era quel "Diario di una mamma imperfetta" in cui questa mamma di una, poi due, poi tre e adesso quattro figli raccontava con ironia e sagacia la sua vita, e in quei racconti ti potevi specchiare e ridere un po' delle tue fatiche, dei tuoi dubbi e dei tuoi scoraggiamenti. Ad un certo punto ho deciso di disdire a malincuore l'abbonamento per motivi ecologici, in quanto quella era rimasta l'unica rubrica che leggevo. Alla prima occasione utile, il primo figlio di mia sorella, l'ho regalato e adesso, ogni mese, mia sorella mi passa l'ultima pagina, da leggere e conservare con cura.
Lia Celi ha anche un paio di blog, anche con il marito, che non aggiorna frequentemente ma quando lo fa colpisce sempre per il suo modo irriverente di vedere i fatti di attualità.
C'è Bendix, La Vonorace e il blog del marito Roberto Grassili, con splendide vignette.

LA TRAMA

Siamo in un negozio di Narredamento, dove si vendono mobili nei racconti. Si parte con la cucina, dove una vedova italiana con i suoi manicaretti manda in tilt le borse mondiali; nella cameretta due genitori allucinati costringono il figlio a terminare il suo romanzo; nella camera da letto un esilarante racconto molto spinto...; nella stanza da bagno un imprenditore truffaldino si incontra e scontra con il fantasma di Seneca;
nell'unico salotto disponibile le parole si trasformano in rime...
Bellissimo!!!
Ogni narredamento ha il tempo verbale adatto, per esempio il bagno e la cucina hanno il passato remoto "si dimostra il più affidale e resistente all'usura". Mentre per la camera da letto proposta"L'immediatezza del tempo presente vivacizza l'intimità coniugale un po' stanca e concilia i sogni a occhi aperti, così utili per accettare la realtà a occhi chiusi." Ed infatti il racconto è tutto al presente.
E di fronte ad una cliente un po' scandalizzata per il racconto "un po' sexy e scanzonato" il narredatore fa notare che "il gusto delle persone in fatto di camere da letto matrimoniali sia ancora improntato alla più grigia pruderie anni Settanta. La camera da letto raffinata dovrebbe evocare sobrietà, rigore, magari un tantino di mortificazione, proprio quello che si dovrebbe evitare nella vita di coppia."
Il racconto della cameretta è composto solo ed esclusivamente di dialoghi tra i personaggi.
Mentre nel salotto si formano fantastici versi nei dialoghi tra le persone.

IL MIO COMMENTO

Solo una mente geniale, e un po' visionaria, poteva creare un libro come questo.
I racconti sono un'agghiacciante descrizione della nostra società, delle nostre famiglie, delle nostre coppie, in chiave divertente e ironica, certamente satirica, ma fondamentalmente amara.
Situazioni grottesche diventano metafore della nostra vita. O almeno di una parte di essa.

Trovo che in questo libro ci siano due ingredienti preziosi ma anche rari: una grande cultura e preparazione e un umorismo riflessivo, non demenziale.

Ogni racconto, infatti, è riuscito a farmi ridere ma anche riflettere, non sempre c'è bisogno di saggi o prediche per farlo.

Sicuramente leggerò molto altro di quello che scrive Lia Celi, mi spiace di non essermi avvicinata prima ai suoi libri e mi stupisce che non sia una scrittrice di grande successo.

PAROLE DAL LIBRO...molte parole dal libro...

"Un racconto arreda, riscalda, rinfresca, appassiona, tiene compagnia"

"Quel nareddamento è fatto di niente e pesa una tonnellata. Ma oggi vanno di moda così, specie tra le coppie medioborghesi bireddito monofiglio."


La lavatrice dannunziana in piena centrifuga:" Il grembo d'acciaro della macchina freme di spruzzi, di sprazzi accolti ferve nello sciacquio, sciaborda, scroscia, schiocca, schianta, romba, ride, canta, sussulta qual ferreo talamo di giganti, indi si tace.
E in un silenzio di puerpera defunta fra le doglie, mentre dall'oblò schiuso, come da esausta matrice, mano di femmina trae nivea fumigante prole di lini..." Non credete anche voi che questa descrizione sia degna di nota?


"Tutti noi guardiamo troppo la televisione ed essa, come spesso succede a chi si sente osservato, reagisce facendo di tutto per risultare sgradevole."

"Mamma, i Nirvana sono roba di quattro anni fa! I vostri discorsi intontiscono molto meglio."

Eestratto del dibattito tra l'imprenditore Gibì e Seneca sui vantaggi della vita moderna in confronto a quella dell'antica Roma:
Gibì" Se mi viene un tumore, oggi ho buone possibilità di guarire"
Seneca "Ai miei tempi avevo buone possibilità che non mi venisse un tumore."
Gibì "Guarda questo telefono. Schiaccio qualche tasto e parlo con Londra."
Seneca "In inglese, vero? Duemila anni fa erano loro a dover imparare la mia lingua."

"Sapete, è appena arrivato un Tir di racconti alla Edward Forster, adattissimi alle case di campagna, pieni di maggiordomi eccellenti e servizi in porcellana pregiata, Non succede praticamente nulla, ma sono raffinati ed estremamente confortevoli." In poche parole la fotografia dei romanzi di Forster.

E alla fine il narredatore si accorge che non c'è più nessun cliente ad ascoltarlo e commenta "Lo immaginavo, oggi in questo paese nessuno riesce più ad apprezzare l'opera buffa, sono troppo impegnati ad interpretarla".


PAROLE DAL WEB

Per avere un assaggio di come scrive Lia Celi potete leggere online Le donne al tempo della spesa.
Lia Celi ha anche pubblicato una serie di Libri per Ragazze dal titolo ICE MAGIC (ne ho appena ordinato uno in biblioteca per provare), potete leggere qui un'intervista che la presenta. Su Chiamami Città ci sono alcuni articoli di Lia Celi.

giovedì 14 gennaio 2010

RIFLESSIONE

La frase della settimana diceva "Fai sempre del tuo meglio"

Ci ho pensato molto e sinceramente non ho fatto sempre del mio meglio, soprattutto perché ci sono cose che non ho voglia di fare, ma vanno fatte.

Però mi ha aiutato per cercare di vedere sotto un'altra prospettiva quello che non mi piace.

Dice "stai facendo del tuo meglio quando ti piace quello che fai..." Non posso dire che mi piaccia stirare e nemmeno fare le pulizie, anzi, però ho cercato di guardare da un'altro punto di vista: mi piace avere la casa abbastanza pulita e in ordine...Mi sento soddisfatta quando alla sera ho dedicato un po' di tempo alla mia casa...Quindi infondo mi piace anche fare questi lavori domestici che sono necessari per avere questo piacere e questa soddisfazione. Piano piano...
"Non perché devi..." Ci sono cose che si devono fare. Magari mi sforzo di non farle "per compiacere il tuo giudice interiore" e nemmeno "per compiacere gli altri", anche qui provo a cambiare prospettiva guardando le cose DA fare in un'altra luce.
Molto difficile...molto...inizialmente mi sembrava più facile della settimana scorsa, in realtà è stata più semplice abbandonare il bisogno di avere ragione che fare sempre del mio meglio in quest'ottica.
Soprattutto perché mi riesce difficile dire di no...Quale sarà la prossima carta?

mercoledì 13 gennaio 2010

A scuola vorrei imparare...

Da parecchie settimane (vado molto a rilento, è un argomento difficile e delicato) sto preparando una relazione sui compiti a casa per il gruppo genitori del mio paese.
In questi giorni ho letto i post di Palmy in Mens Sana e altri articoli in rete, riguardo a compiti, homeschooling, unschooling...
Ieri in una cartoleria del mio paese, dove c'era una grossa svendita per ahimé chiusura, abbiamo acquistato un po' di materiale scolastico e c'erano anche dei libri di scuola...mia passione...ne ho acquistati alcuni a pochi euro, tra cui un libro di ARTE per le scuole medie (secondaria di primo grado, scusate). Qualcuno di voi si ricorda si avere studiato arte alle scuole medie ? Nel mio "entourage" nessuno, perché semplicemente la nostra ora di artistica era "Disegno libero!".

Questa lunga premessa per dire che...mia nonna si ricorda tutto di quello che ha studiato a scuola, mia mamma si ricorda tanto, io mi ricordo poco e le mie figlie temo si ricorderanno pochissimo. Perché?
Eppure mia nonna faceva pochissime ore di scuola e molte più vacanze, mia mamma un po' di più, io ancora un po' di più e le mie figlie fanno 30 ore settimanali. Perché?
E ancora: mia nonna aveva pochissimi compiti, mia mamma un po', io abbastanza, le mie figlie molti. Perché?

Perché io se oggi andassi a scuola vorrei imparare a leggere e scrivere benissimo, senza errori grammaticali, vorrei sapere le tabelline e fare i conti a mente, vorrei imparare a disegnare e non solo a colorare delle schede prestampate, vorrei conoscere e amare il paese in cui vivo, la nazione e il mondo, conoscere gli animali, il corpo umano, conoscere qualcosa del mio passato e di quello del mondo...
Vorrei vivere tutto questo. Perché le nozioni che imparo non mi restano che per poco, perché se mi riempio la testa di tante cose, magari in fretta perché siamo indietro con il programma, non mi appassionerò a niente, resterà tutto materia di scuola, un grande calderone in cui buttare tutto.

Vorrei sapere poco. Ma abbastanza perché quello che vorrei dalla scuola e che mi insegnasse l'amore per il sapere.

martedì 12 gennaio 2010

La Casa nella Prateria


Questo è il primo bellissimo blog che vi propongo e che molti conosceranno già: La Casa nella Prateria, della carissima Claudia.

Ho scoperto questo blog casualmente, cercando informazioni sulla serie tv La Casa nella Prateria e da allora lo seguo con interesse, attendendo i post giorno per giorno. E grazie a lei ho conosciuto anche altre fantastiche blogger sue lettrici.

Claudia è una donna con tre figli che racconta la vita della sua famiglia da quando si è trasferita dalla città in campagna, in Francia, ed è un blog creativo, con molti spunti interessanti. Parla anche di homeschooling, pedagogia steineriana e montessoriana, giocattoli waldorf e tanto altro. Tutto corredato da splendide fotografie, fatte da lei personalmente.

Ho quindi l'onore di presentarvi l'intervista che ho fatto a Claudia in questi giorni:

lunedì 11 gennaio 2010

Casomai

Volevo farvi ascoltare questa canzone di Laura Pausini, secondo me forse la sua più bella canzone anche per quanto riguarda l'interpretazione.
Mi è piaciuta al primo ascolto per il significato del testo, infatti, proprio nei giorni in cui l'ho sentita per la prima volta stavo riflettendo sul tema del giudizio, tema che comprende anche il pettegolezzo e naturalmente il pregiudizio.
Questa canzone è arrivata al momento giusto perché esprime perfettamente il concetto di non giudicare gli altri. Di non instillare negli altri il dubbio che come fonte ha solo il pettegolezzo, di non pregiudicare i rapporti tra due persone, di non giudicare quello che non conosciamo, che non ci riguarda, di non parlare per invidia. Troppo spesso ci permettiamo di esprimere giudizi che si basano su convinzioni radicate in noi anche se non abbiamo mai preso seriamente in considerazione se siano così corrette e indiscutibili.
Per molti è il contrario ma per me cambiare una convinzione radicata, guardare con altri occhi il mondo, vedere gli altri sotto una luce diversa, ricredermi, è un'esperienza positiva.


ASCOLTA LA CANZONE

Tutto è così leggero
Da quando sei qui
A dar sollievo ad ansia e ostacoli
Quanta gente mi diceva
Non fidarti mai di lui
Con l'invidia di chi spera
Soltanto nei tuoi guai
Casomai in meglio
Tutto è cambiato
Casomai lo sbaglio
Il non averti incontrato tempo fa
Un po' prima che l'emotività
formasse il mio carattere
Mentre il mondo giudicava
Per chi hai scelto fra me e lei
Dietro ai vetri sussurava
Non è più la stessa ormai
Casomai in meglio
è cambiato tutto
Casomai adesso
il peggio è distrutto
Tutto è così leggero
Da quando sei qui
A riportarmi giorni limpidi
Quanta gente mi diceva
Non fidarti mai di lui

Con l'accidia di chi dispera
Per non essere noi
Come noi è meglio
E non è mica un peccato
Casomai lo sbaglio
e non averti incontrato tempo fa
Tempo fa
Casomai
Ora che ti ho trovato è meglio


Accidia: deriva dal greco akeida priva di cura, negligenza. Letteralmente quindi significa malinconica e inerte indifferenza verso ogni forma di azione. Sinonimo di indolenza, apatia, inerzia. Secondo la morale cristiana s'intende negligenza nel fare il bene.

domenica 10 gennaio 2010

DAL BLOG CHIUSO "COME JULIE" SENZA LE FOTO CHE HO PERSO...

Quando ho aperto La Casa di Alchemilla era composta da più blog. Questi articoli provengono da Come Julie, un blog che si ispirava al film e con il quale avrei voluto dare una scossa alla mia vita. Le foto purtroppo sono andate perse nel trasloco ma vorrei comunque conservare un ricordo di quel periodo.

sabato 9 gennaio 2010

Sognare, sognare, sognare

Mi sta tornando la crisi chiamata "voglio andare a vivere in campagna" (c'era una canzone di Toto Cutugno)...Scherzo ma in realtà ho le lacrime agli occhi. Sarà perchè ho il ciclo che ogni mese mi fa vedere tutto più brutto e mi regala la lacrima facile...
Perchè io leggo il blog di Claudia "La Casa nella Prateria", poi adesso quello di Sybille "Buntglas", l'homeschooling...la decrescita...la sobrietà...
Io vado in crisi...
Un giorno stavo inviando un messaggio a Marta del blog Naturalmente, leggevo che era originaria delle Marche e le stavo dicendo che il mio sogno più grande era trasferirmi lì ...indovinate che parola di verifica è uscita ? Non escono mai parole di senso compiuto, almeno non in italiano...è uscita la parola MARCHE.
Mi sono sentita quasi male!
Io periodicamente visito questo sito e ogni volta mi faccio del male http://www.monicabruni.org/. Ci sono un sacco di meravigliose proprietà da ristrutturare a prezzi accessibili.
Poi guardo i paesi dove sono, cerco le scuole, guardo che attività commerciali ci sono...vado su google earth...calcolo le distanze...mi immagino...sogno...poi fingo di dimenticare.
E poi ogni tanto riclicco quel sito e riparte il sogno ad occhi aperti !
Per tranquillizzarmi elenco tutti i contro: le bambine qui stanno bene, sono molto affezionate ai nonni e soprattutto al cuginetto e a quello in arrivo, sono protette dalla rete familiare, conoscono il paese, sanno muoversi, mio marito ha il lavoro sicuro, i miei genitori soffrirebbero, sarebbe difficile vendere la casa, si sa quello che si lascia ma non quello che si trova...e via così.
Guardo tutti i lati positivi della mia vita qui: potrei vivere anche qui come farei là, cosa mi manca, se voglio vivere a contatto con la natura posso coltivare l'orto, a 5 minuti di auto ho tutta la natura che voglio, boschi, ruscelli e montagne. Posso trovare la campagna dentro di me, senza fuggire...
Non ho il coraggio.
Se mio marito adesso in questo momento mi dicesse "Andiamo" sarei già in macchina!
Non ho il coraggio.
E' troppo tardi. Le mie figlie sono troppo grandi.
Ti prego passa, vai via come vai sempre, smettila !!!

LA DECRESCITA FELICE

Quando un mesetto fa ho pensato a questo mio nuovo blog avrei voluto crearne uno anche sulla decrescita. Ma ho subito capito che non potevo fare tutto. Non sarei riuscita a gestire questo cammino in questo momento. 
In questi giorni l'argomento è tornato alla mia attenzione grazie ad alcuni interessanti post in altrettanti interessanti blog e conseguenti discussioni sviluppatesi.
Il primo che ho letto è di Annarita nel blog La Piccola Bottega dell'Alchimista, un post forte e deciso in cui Annarita spiega in modo chiaro perché due anni fa ha scelto di diventare vegetariana.
Poi è comparsa Mammaimperfetta, con Differenziamoci in cui racconta in modo semi serio il suo rapporto nascente con la raccolta differenziata.
Infine lo spunto per scrivere questo post mi è arrivato dall'impeccabile post di Mammafelice, 10 idee per una vita sostenibile.
Vorrei quindi basarmi sul suo decalogo per fare un esame di coscienza e verificare a che punto è la mia strada verso questa sobrietà (sempre felice) e quali sono i miei dubbi in merito.

1. CONSUMARE MENO PRODOTTI - Faccio parte di un gruppo di acquisto solidale (GAS) quindi compriamo i principali prodotti di alimentazione da produttori il più possibile vicino a noi, che siano eticamente corretti, con agricoltura biologica e acquistiamo grandi quantitativi 2 o 3 volte all'anno, per ogni prodotto. Per la pulizia della casa e la cura della persona utilizzo solo ed esclusivamente prodotti veramente naturali ed ecologici, di un ditta a conduzione familiare in Valtellina (si chiama Istituto Ecologico Edelweiss, magari un giorno ne parlerò).
Non consumo farmaci. Compriamo pochi giornali, ma molti libri e alcuni cd...Adesso sto imparando a prendere i libri in prestito in biblioteca.
L'abbigliamento in casa nostra non ha moltissima importanza. E vorrei ne avesse sempre meno, soprattutto per quel sentimento di "inferiorità" che spesso mi prende quando vedo altre donne vestite in maniera impeccabile, tutto perfettamente abbinato.
Non ho più piatti, bicchieri e tazze della colazione...Adesso è il momento di acquistare perché ho vergogna ad invitare la gente. Ho deciso che acquisterò solo prodotti del commercio equo e solidale o prodotti di piccoli produttori, magari locali, comunque il più possibile artigianale. Certo, acquistando equo e solidale i prodotti fanno molta strada per arrivare fino a noi e non è molto ecologico dal punto di vista ambientale.

2. CAMBIARE ALIMENTAZIONE - Non cucino personalmente quasi mai carne, spesso invece pesce. Consumiamo pochi salumi (in generale) e poche uova ma abbastanza latticini. Mi chiedo da una vita se a pranzo mangio cereali, la sera cosa posso mangiare ? Spesso noi raddoppiamo i cereali, e si vede...

3. SPOSTARSI DI MENO - Punto dolente. Passo giorni e giorni senza uscire di casa ma mi piace tanto anche andare in giro. Ogni tanto prendiamo i mezzi per andare in città ma è l'unica possibilità, tra i paesi non ci sono collegamenti con mezzi pubblici. Spesso ci muoviamo in paese a piedi ma raramente d'inverno. La spesa vorrei farla sotto casa ma sono sincera, super sincera, spesso trovo prodotti scadenti. Le vacanze ? Preferibilmente in Italia, in appartamento, magari qualche volta in Europa. E vorrei anche andare a Washington a trovare mia sorella...

Una volta Beppe Grillo disse che al giorno d'oggi si desiderano tanto le vacanze perché non si sta bene a casa propria, perché non si ha la possibilità di stare bene nelle proprie case che non sono più costruite per essere il nido degli uomini. Fortunatamente io a casa ci sto bene ma a volte voglio fuggire dai suoi abitanti (vivo schiacciata tra mia sorella e mia mamma, ma la casa me la sono comprata, non mi è stata regalata, non ridete, per piacere).

4. NON FUMARE E NON DROGARSI - Sinceramente non l'avevo mai vista sotto il punto di vista ecologico. Il post di Mammafelice spiega benissimo che è inutile dichiararsi ecologisti e poi fumarsi le canne ! Naturalmente io, donna virtuosa, non ho questo tipo di dipendenze. Mi bastano già le mie...

5. RIDURRE GLI IMBALLAGGI E GLI OGGETTI MONOUSO - Non utilizzo piatti e bicchieri di plastica, per le feste di compleanno (due) utilizziamo dei piatti di carta che si possono anche pulire con una spugna...Cerco in tutti i modi di ridurre gli imballaggi ma è veramente difficile.
Con il GAS si possono acquistare 5 kg di pasta in un unico sacco ma... mi sembra la pasta per il cane e non lo compro mai...
Il mio problema più grande cade in questo punto e sono...I fazzoletti di carta che uso solo io perchè figlie e marito preferiscono quelli di stoffa...I tovaglioli di carta non riesco a pulirmi in quelli di stoffa...La carta casa...non posso vivere senza di lei, la amo più di ogni altra cosa al mondo...vi prego non portatemela via!!!
Qui casco. E per assurdo oggi sono andata al supermercato e non c'era la MIA carta, quella ecologica tutta bianca, non ce n'era più e quindi non l'ho acquistata perché quelle colorate le odio.
Ancora un tenero rotolo e poi...Consumo circa 1 rotolo alla settimana. Dipendenza da carta casa, altro che il punto 4.

6. SPENDERE DENARO PER ELETTRODOMESTICI DI CLASSE A - Ehi! Esistono anche quelli di classe A+ e A++. Adesso, incrociamo le dita che resista ancora un po', la nostra storica caldaia ci sta lanciando segnali di aiuto e probabilmente non ce la farà...Stiamo valutando se comprare una caldaia a condensazione che costa il doppio ma si risparmia un buon 30% sui consumi ed inoltre c'è un incentivo statale sotto forma di detrazione fiscale del 55% del costo della caldaia.
Sono scelte. Se calcoli che devi sborsare circa 700 euro in più oggi (no, mi porto sfortuna...) e li recuperi in 5 anni...ci devi pensare bene. Ma tanto so che non ci penseremo bene perché il marito più ecologico del mondo ha già deciso e io naturalmente concordo pur facendo il grillo parlante.

7. VESTIRCI DI PIU' E ACCENDERE MENO IL RISCALDAMENTO - Sto scrivendo con un paio di calze di quelle che si usano per sciare (e io non so sciare) e una coperta sulle spalle. In casa nostra c'è la stufa a legna per il reparto giorno dove teniamo una temperatura media di 19°, mentre nel reparto notte la temperatura media di giorno faticosamente arriva a 18° e la notte può scendere liberamente fino a 15°(se sistemo io il termostato, altrimenti mio marito lo abbassa a 12...lui dormiva con il ghiaccio sopra le coperte prima di sposarsi...quindi non sente il freddo!)

8. FARE LA DIFFERENZIATA - Anche se a volte odio quegli scatolini dello yogurt da lavare e li butto di rabbia nella spazzatura, per il resto, grazie in particolare alla collaborazione precisa e stimolante (!!!) di mio marito, facciamo la raccolta differenziata da vent'anni.

9. AMARE L'ACQUA - Questo è il punto che mi assilla di più. Un giorno, tanti anni fa, lessi un articolo che parlava di questo argomento e mi si aprirono gli occhi. Se ho la fortuna di vivere in un paese che ha una fonte molto generosa, utilizzo SOLO prodotti veramente ecologici, e spesso solo acqua, perché non devo sprecarla quando so che la rendo alla natura in ottime condizioni ?
Non dico di sprecarla apposta o lasciare aperto il rubinetto mentre lavo i denti, ma una doccia tranquila, lavarsi spesso le mani, sciacquare sotto acqua corrente...Tanto l'acqua che risparmio farebbe la stessa fine dell'acqua che uso, dispersa nell'ambiente. Se io la inquinassi dovrei usarne poca ma se non la inquino....

10. LAVORARE MENO - Per questo non corro il rischio di non rispettarlo, anzi...E adesso sto contagiando anche mio marito, uomo da 12 ore al giorno in passato, da quando può scegliere, sceglie di dedicare tempo, magari poco, anche ad altro oltre che al lavoro, si prende degli spazi, dei momenti di riposo. Quest'anno per la prima volta ha partecipato ad una riunione a scuola e si è anche divertito (beato fra le donne...).

Un po' lungo come articolo, credo che nessuno sia arrivato fin qui. 

venerdì 8 gennaio 2010

2^ settimana: Rifletto su questa frase




Stai facendo del tuo meglio quando ti piace quello che fai e quando fai in modo che non abbia ripercussioni negative su di te.
Fai del tuo meglio perché vuoi farlo e non perché devi, né per compiacere il tuo giudice interiore né per compiacere gli altri.
Don Miguel Ruiz - Le carte dei quattro accordi

giovedì 7 gennaio 2010

RIFLESSIONE

La frase della settimana diceva..."Abbandona il bisogno di avere ragione".

Applicarla durante una settimana in cui abbiamo passato molto tempo insieme cimentandosi in nuove attività, in cui bisognava terminare i compiti assegnati a scuola, festeggiare il compleanno del nonno e quindi passare del tempo anche con parenti vari...è stato...

...potrei dire che la mia lingua sanguina ancora per le volte che è stata morsa...che il mio braccio è livido per le gomitate di mio marito che mi ricorda la frase...potrei dire che mi hanno chiesto se stavo bene perchè non partecipavo alla discussione...
Potrei dire che "lasciare andare" è molto più facile quando la questione non ti riguarda da vicino, quando ti relazioni a conoscenti più che amici e parenti, quando sei rilassata e soddisfatta della tua giornata...

Ma vorrei dire anche che è stata una bella esperienza non voler controbattere per forza il parere degli altri, non voler imporre LA MIA ragione e accettare il punto di vista degli altri.

"La vostra opinione è solo il vostro punto di vista. Non è necessariamente vera." Sempre dai Quattro Accordi.

Questa settimana mi è piaciuta molto, sono stata ancora troppo legata al computer, ma abbiamo passato tanto tempo insieme a fare cose interessanti e creative, oltre a quelle raccontate qui, e anche il tempo passato con i nonni e gli zii è stato più divertente e sereno del solito.
Ho veramente sensazioni positive per questo nuovo anno. Sento che il pollo scoprirà di essere un'aquila...

Restare sempre un po' bambini: Piccole donne



Ho rivisto per l'ennesima volta il film "Piccole donne" del 1949.
Quando pensi che è stato girato sessantanni fa, quando nemmeno tuo padre era nato, ti stupisci di come tu possa vederlo ancora con le tue figlie, e tuo marito, in un tardo pomeriggio in totale relax. E come tu possa guardarlo ancora con interesse dall'inizio alla fine.
Dopo aver letto il libro, lo stesso che aveva letto tua madre e che ancora conservi con le pagine un po' ingiallite, il nastro adesivo sulla copertina rotta e quelle immagini un po' sfuocate. Tuo madre aveva anche "I ragazzi di Jo" ma non "Le piccole donne crescono" che ti è stato regalato per il tuo nono compleanno ed era bellissimo, nuovo, con la copertina rigida che conosci a memoria.
E ti chiedi perché tu a tua figlia hai comprato la rivisitazione di Geronimo Stilton per invogliarla a leggerlo ma non lo ha ancora fatto...E sei quasi contenta perché ti eri già pentita di quella scelta.

Ed ogni volta ti senti cullata da quel modo di parlare, da quei dialoghi, da quei rapporti così rispettosi, da quei momenti di romanticismo così intensi, da quelle scene di generosità così meravigliose.
E ogni volta che lo guardi senti parole così profonde che ti colpiscono per il ruolo che stai vivendo in quel momento.

Questa volta le parole che mi sono rimaste nel cuore sono quelle che la madre dice a Jo dopo il ballo:

"Sì Jo, ho fatto molti progetti: voglio che siate tutte belle, beneducate e buone, voglio che siate ammirate, amate e rispettate. Voglio che abbiate una vita piacevole e dignitosa, e prego iddio che vi risparmi tutte le pene che crederà. Certo ho molte ambizioni per voi, e vorrei vedervi sposate a uomini ricchi, se li amaste, sono come tutte le altre mamme. Ma...preferirei sapervi spose felici di "poveri diavoli" o persino zitelle rispettabili, invece che regine di un regno senza amore e senza felicità."

Tu che hai visto anche il cartone animato e il film del 1994. E ti infastidisce che il personaggio di Meg venga interpretato da belle attrici ma con minor personalità rispetto alle altre.
Perché Meg era la tua preferita, forse perché era la maggiore quindi quello era il tuo ruolo.
Infatti ora ti accorgi che segretamente ti identificavi in Jo, per quella sua passione nello scrivere, quel suo essere contemporaneamente decisa e testarda e dolce e generosa.
Ti stupisci ogni volta che nel film del 1949 non ci sia la caduta nel ghiaccio perché ti sei immedesimata così tanto nel libro che sei sicura di averla vista sullo schermo.

La prima versione cinematografica è del 1933 con Katherine Hepburn che aveva 26 anni e interpretava (naturalmente) Jo.



Nel film del 1949 brillava la stella di Elizabeth Taylor che interpretava Amy ed aveva 17 anni, ma credo che fosse straordinaria June Allyson (JO) e bellissima Janet Leigh (Meg).




Anche il film del 1994 presenta un cast di stelle ed è molto bello, solo che perde quella "poesia dell'antico" perché anche i dialoghi sono rimodernati.


Kirsten Dunst interpretava il ruolo di Amy, aveva 12 anni, ed era già bravissima.


Ci sono stati anche alcuni cartoni animati, anime giapponesi, nel 1980 il film:



























Il primo ad episodi datato 1981, più fedele al romanzo:




L'altro, più conosciuto in Italia ma con alcune differenze rispetto alla storia originale, è del 1987 intitolato "Tutte per una, una per tutte".
















Tutto parte però dal romanzo di Louise May Alcott scritto nel 1868. La scrittrice nata in Pennsylvania nel 1832 iniziò a scrivere giovanissima e pubblicò diversi volumi di novelle e romanzi, affermandosi come scrittrice proprio con "Little Women". Morì a Boston nel 1888.
Fino a questo romanzo la letteratura per ragazzi aveva avuto solo protagonisti maschili, la Alcott riesce a dimostrare che anche le ragazze sanno affrontare la vita e le difficoltà con energia e vitalità. La scrittrice mise molto di autobiografico nel suo romanzo, romanzo sull'adolescenza, quell'età in cui si vorrebbe restare bambini e diventare subito grandi, contemporaneamente. Età descritta dal Manzoni nei Promessi Sposi "Quell'età così critica, nella quale par entri nell'animo quasi una potenza misteriosa, che solleva, adorna, rinvigorisce tutte le idee , e qualche volta le trasforma, o le rivolge a un corso impreveduto."

lunedì 4 gennaio 2010

I GENITORI NON SONO SOLI

Torno a casa e scopro che mia sorella ha regalato a mia figlia di quasi 8 anni il nintendo per il suo compleanno...Ma il suo compleanno sarà ad Aprile.
Ma...il nintendo io non volevo assolutamente che le venisse regalato.
Ho lottato per 3 lunghissimi anni perché non venisse regalato alla mia figlia maggiore, che lo ha chiesto a Babbo Natale per BEN 3 volte prima di ottenerlo, chiedendosi perché non la accontentasse (poi quest'anno ha capito).
E invece adesso, proprio ADESSO, nel periodo natalizio quando ci sono tanti altri regali da godere, lei, la zia d'America, arriva proprio con il nintendo.
Dovete sapere che in casa mia ogni giorno è un continuo "Posso vedere la tele ?" "Posso giocare al computer?" e io faccio MOLTA fatica a dire di no, soprattutto durante le lunghe giornate uggiose.
Però sono riuscita dopo anni di tentativi a mettere delle regole. Adesso arriva UN ALTRO nintendo.
E quindi? Siccome questa settimana devo "Abbandonare il bisogno di avere ragione" non ho fatto scene folli, né urlato, né odiato mia sorella. Ho sorriso con rassegnazione.
Non posso togliere il regalo a mia figlia, sarebbe crudele. Quindi, rimbocchiamoci le maniche, e prepariamoci a sentire anche questa domanda "Posso il nintendo?".
E perdoniamo la zia d'America, lei da un mese si è trasferita a Washington, non ha figli e tanta voglia di averne...

domenica 3 gennaio 2010

Retrospettiva: George Dunlop Leslie

Amo l'arte in ogni sua forma. Non sono un'intenditrice, non la so spiegare e non la so nemmeno capire. Mi concentro sulle sensazioni che mi dà. Sul piacere che provo. E oggi (qualche giorno fa per chi legge, ndr) grazie ad un graditissimo commento anonimo ho scoperto un autore che mi ha deliziato: George Dunlop Leslie.
Sono così affascinata da questi dipinti che prenderei un volo stasera per andare a vederli in Gran Bretagna. Per fortuna (o purtroppo) il lato sensibile e fantasioso della mia personalità è fin troppo bilanciato da quello serio e pratico. E quindi resterò qui a guardare le foto in internet. E siccome mi diverto con poco, ho preparato questa "mostra virtuale", che purtroppo non rende minimamente l'idea del valore di questi quadri, dei magnifici particolari. Non capisco perchè le foto trasportate nel blog perdano tanto della loro bellezza. Mi sono quindi limitata ai miei quadri preferiti.

ALICE IN WONDERLAND
Tutto è partito con questo dipinto (trovato sulla copertina di un libro): avete notato i petali di fiori rimasti sul divano ? Ogni particolare è curato e così reale....

THIS IS THE WAY WE WASH OUR CLOTHES



L'autore ha dichiarato che "has always been to paint pictures from the sunny side of English domestic life". Significa che lui avrebbe sempre dipinto il lato più bello della vita domestica degli inglesi.

GEORGE DUNLOP LESLIE è nato a Londra nel 1835. Figlio di un altro pittore CR Leslie, ha studiato arte alla Cary's Art School e lì ha iniziato le sue mostre all'età di 24 anni. Era un conservatore. E' morto all'età di 86 anni (nel 1921).

APPLE DUMPLINGS

Guardate le bucce di mela sul grembiule...


THE GOLDFISH SELLER


Gli abiti, il giardino, la borsa del venditore e l'acqua dei pesci della boccia...Tutto così perfetto.


THE TOWN AND COUNTRY MOUSE

Questo dipinto s'intitola "Il topo di campagna e il topo di città".
Notate i vestiti delle bambine come descrivono perfettamente la situazione.
Notate anche le mucche sullo sfondo.

La fiaba di Esopo si conclude con questa frase...
"Meglio mangiare lardo e fagioli in pace, che dolci e marmellate nell'angoscia."

FROZEN OUT


Questi dipinti mi catapultano del libro "Piccole Donne" di Louise May Alcott, scritto nel 1868, anche se era ambientato a Philadelphia e non in Inghilterra.
Mi sembra di vedere Meg, Jo, Beth e Amy in questi quadri così affascinanti.


HOME SWEET HOME


HER FIRST PLACE


Questo l'ho scelto per lo sguardo della donna che mi angoscia.

KEPT IN SCHOOL




YOUNG GARDENER





SUN MOON FLOWERS





POT POURRI







TEA






Aggiornamento:
Ho realizzato questo video con le foto di questo post: